3 Italia dice addio al roaming di Tim in 5 città italiane

L’operatore telefonico 3 Italia non fornirà più la copertura di segnale GSM sotto roaming TIM in alcune città d’Italia. La conferma arriva dopo alcune indiscrezioni circolate nei giorni scorsi e coinvolge, al momento, solamente cinque città: Torino, Cagliari, Padova, Rovigo e Bari. Nelle zone in cui non sarà disponibile la copertura 3G/4G, il telefono non riuscirà più ad agganciare la rete 2G di TIM per effettuare e ricevere chiamate. L’accordo stipulato tra i due operatori risale al 2002, oltre 14 anni fa.

I dettagli del comunicato stampa:

“H3G ha avviato un piano di spegnimento parziale del servizio di roaming nazionale in alcune delle aree dove il livello di qualità raggiunto dalla propria rete ha portato alla fruizione nulla o residuale di tale servizio da parte dei clienti “3”. La scelta di spegnere il roaming in queste zone è strettamente correlata al continuo potenziamento dell’infrastruttura di H3G, in particolare della capacità di rete, della copertura outdoor (97% della popolazione) e della copertura indoor con le frequenze a 900MHz (oggi attive in più di 3.200 comuni) che il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente assegnato anche a H3G. Attualmente le aree interessate dal piano sono quelle di Torino, Padova, Bari e Cagliari. In queste località H3G offrirà il servizio esclusivamente attraverso la propria rete veloce, evitando così quelle potenziali situazioni limite in cui il dispositivo mobile aggancia alternativamente la rete 2G e 3G/4G, provocando temporanee assenze di connessione. Questo si tradurrà in un servizio di qualità ancora più elevata, in particolare con benefici sulla user experience dei clienti che usano i servizi dati come, ad esempio, facebook, WhatsApp, browsing, email e streaming video. Nelle aree non coinvolte dallo spegnimento, il servizio di roaming nazionale su rete TIM continuerà invece a essere disponibile”.

Si aspettano novità per ciò che riguarda il matrimonio tra Wind e 3 Italia, la fusione tra i due operatori deve ancora ricevere il lasciapassare dell’Antitrust europeo e rimangono sconosciuti i dettagli e le strategie di copertura che saranno messi in atto dopo l’approvazione.

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