Auto connesse
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Le auto connesse sono il futuro dei videogiochi

Le auto connesse ormai non sono più solo un mezzo di trasporto. Con l’avvento della guida automatizzata si configurerà sempre più come uno spazio da utilizzare anche per fare altro. Riposare, leggere, mangiare e, perché no, giocare. A Gamescom, la più grande fiera al mondo dedicata ai videogiochi, Alexander Klotz, Head of Research & Development della Divisione Interior di Continental e altri esperti automotive hanno esplorato opportunità e possibilità offerte dalla collaborazione tra l’industria dei videogiochi e quella dell’auto. Sono infatti moltissime le persone che giocano abitualmente ai videogame. Non solo giovani ma anche over 50 con numeri in continua crescita, con un sensibile aumento dell’utilizzo di dispositivi mobili. La questione è capire se e come computer e videogiochi possano trasformarsi da dispositivi d’intrattenimento a strumenti in grado di favorire una maggiore efficienza e sicurezza di guida.

“L’automazione di guida – afferma Klotz – è un processo graduale. Nei vari passaggi il gioco assumerà un ruolo importante nello sviluppo delle interfacce uomo-macchina. Il game può rappresentare un elemento importante nella cabina delle auto connesse, mantenendo viva l’attenzione del conducente e aiutandolo a passare velocemente dalla modalità autonoma a quella manuale. Tuttavia, anche se con la guida automatizzata i compiti strettamente connessi alla conduzione del veicolo diminuiscono, il focus nello sviluppo di queste vetture rimane sempre sul guidatore”.

Per coinvolgere attivamente il conducente anche a livello cognitivo, l’industria automobilistica ha bisogno di sviluppare nuovi approcci. Il gioco può ad esempio essere integrato completamente nell’interfaccia uomo-macchina e servire da “tutor”. Così può accompagnare il conducente nell’utilizzo del sistema di guida autonoma e controllarne le condizioni attraverso sensori. Le possibilità offerte dalle contaminazioni con i videogiochi sono molteplici. Dalla realtà aumentata agli ologrammi, dagli head-up display ai sistemi audio più performanti e alle grafiche ancora più realistiche. Fino all’integrazione in auto di computer indipendenti dall’elettronica di bordo. In ogni caso il focus dello sviluppo sarà necessariamente sulla sicurezza. Al momento uno dei problemi maggiori, visti anche gli incidenti in cui sono coinvolte le Google Car.  Sicurezza attiva e passiva, senza trascurare anche altri aspetti come infotainment, identificazione del conducente ed esperienza degli utenti.

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Lucio Prosperi

Giornalista e scrittore, si occupa di tecnologia dal 1998, anno in cui ha cominciato a lavorare per alcune riviste di videogiochi per poi approdare, nel 2005, in Toppress e specializzarsi nell'hi-tech mobile. Grande appassionato di calcio e cinema, nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo: Cintura Nera di Preliminari.