Facebook, le bufale e l’esperimento Cutugno

Fake, bufale, leggende metropolitane. La creduloneria, così come chi ne approfitta, ha radici profonde e grazie ai social network è cresciuta esponenzialmente. Ma come funziona una bufala? Perché alcune notizie, molto più di altre, vengono condivise e raggiungono in poco tempo un’audiance di milioni di persone?
##BANNER_QUI##
È quello che hanno cercato di capire otto ricercatori dello IUSSS dui Pavia creando un profilo falso e studiandone le interazioni. Eppure resta un mistero capire perché tra migliaia di profili pubblici possibili hanno finito per scegliere proprio lui, l’italiano con l’autoradio nella mano destra più famoso nel mondo: Toto Cutugno. Ogni giorno i ricercatori pubblicano sul falso profilo una foto del cantautore. Sempre la stessa. La prima non riscuote molto successo, ma giorno dopo giorno le foto si moltiplicano, accendono l’interesse e cominciano a essere condivise. La bufala acquisisce una sua identità, la notizia si sparge e diventa virale. In sostanza il sito fasullo diventa “vero”, si sedimenta, come direbbero i ricercatori.

Infine, il paradosso. La pagina ha generato curiosità. La presenza di un contenuto omogeneo ha portato a una sorta di effetto tormentone in cui l’interesse per ogni singolo post, sempre uguale agli altri, si è alzato e stabilizzato. L’analisi su Cutugno, viene ripresa da Mit Technology Review, la testata dal Mit di Boston e raccontata dal Washington Post.

Insomma, un gran pasticcio. Ora rimane una sola cosa da chiedersi. Ma Toto Cutugno che c’entra?

P.S.

Intanto il video su Youtube della sua canzone più famosa è a quota 24milioni di view…

Postato in Senza categoria

Christian Boscolo

Christian Boscolo "Barabba" lavora come giornalista da quasi 20 anni. È stato redattore di K PC Games dove ha recensito i migliori giochi per PC per poi approdare alla tecnologia nel 2005. Tra le sue passioni, oltre ai videogiochi, il calcio e i buoni libri, c'è anche il cinema. Ha scritto perfino un libro fantasy: Il torneo del Mainar