Film-documentario per il weekend: Napoli ’44 #29

  • Titolo: Napoli ’44
  • Genere: Documentario
  • Anno: 2016
  • Durata: 1 ora e 20 minuti
  • Regista: Francesco Patierno
  • Voce narrante: Adriano Giannini

 

coverL’Italia è uscita con le ossa rotte dalla Seconda Guerra Mondiale. Da nord a sud, le città sono in rovina. E la popolazione soffre la fame, la sete e privazioni di ogni genere. Alcune zone sono particolarmente colpite. Tra queste sicuramente Napoli, teatro del libro di memorie di Norman Lewis, un sergente dell’Intelligence Corps, inviato nel capoluogo campano proprio nei giorni immediatamente seguenti lo sbarco degli alleati e la fuga dei tedeschi. Il libro è diventato un film-documentario, per la regia di Francesco Patierno e con la voce narrante di Adriano Giannini (nella versione inglese, Benedict Cumberbatch).

Napoli tra miseria e orgoglio

Affidandosi ai filmati d’epoca (ma non solo) il regista racconta i drammatici 12 mesi del 1944 campano. Attraverso gli occhi del militare americano, in rigoroso bianco e nero, vediamo le macerie, i morti e migliaia di persone che – con disperazione ma anche ingegno tutto napoletano – tentano di sopravvivere, nella disperata ricerca di acqua, cibo e combattendo contro malattie, miseria, umiliazioni e perfino l’eruzione del Vesuvio.

Veniamo così a conoscenza di episodi che spesso non vengono citati nei libri di storia. Dall’infame scelta dei tedeschi fuggitivi di disseminare le vie cittadine di ordigni pronti a esplodere mietendo vittime tra la popolazione inerme alla necessità per moltissime donne, rimaste vedove spesso con figli a carico, di prostituirsi in cambio di una razione di cibo. O dell’evacuazione dell’intera popolazione prima che venga riattivata la corrente elettrica per paura che migliaia di bombe fossero pronte a esplodere in concomitanza con l’accensione delle luci.

Dal punto di vista della realizzazione, Patierno sceglie di alternare il corposo materiale dell’Istituto Luce, ovviamente in bianco e nero, a nuovi filmati, a colori, realizzati ad hoc per immaginare un ritorno di Lewis, ormai anziano, nell’amata Napoli. Queste parti, seppur brevi, a mio giudizio mal si accoppiano con i filmati originali, rovinando in parte la magia e l’immedesimazione che le immagini d’epoca regalano. Molto suggestiva, invece, la scelta di brani del libro che regalano metafore e momenti di vera poesia, coinvolgenti e commoventi. E che denotano come Napoli – pur se martoriata e umiliata – sia entrata nel cuore di Lewis, per rimanervi per sempre.

Il mio voto è: 7

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