Il ponte delle spie

Film per il weekend: Il ponte delle spie #9

  • Titolo: Il ponte delle spie
  • Genere: Thriller/Drammatico
  • Anno: 2015
  • Durata: 2 ore e 22 minuti
  • Regista: Steven Spielberg
  • Attori principali: Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Alan Alda

 

cover Rudolf Abel è un uomo all’apparenza ordinario ma in realtà è una spia russa che vive negli Stati Uniti. Siamo in piena guerra fredda. Una volta scoperto e arrestato dev’essere sottoposto a un processo. Per mostrare ai sovietici che in America a chiunque viene garantita la miglior difesa possibile, gli viene affidato come avvocato James Donovan, un legale assicurativo con poca esperienza in casi di questo tipo ma molto abile come negoziatore.

Tra i due si instaura fin da subito un rapporti di stima reciproca. Così Donovan dà il meglio di sé per garantire alla spia il rispetto dei suoi diritti, in una lotta contro il giustizialismo di un’opinione pubblica che vive il clima di terrore della guerra fredda ed è assetata di sangue e vendetta. L’abilità di Donovan diventa ancora più importante quando anche i russi catturano un pilota americano. L’avvocato deve così recarsi a Berlino Est per trattare lo scambio dei prigionieri.

Il ponte delle spie: da Oscar

Steven Spielberg e Tom Hanks. Un film che può vantare regia e protagonista di questo calibro parte già avvantaggiato. Ma non è questo il motivo (o per lo meno non solo) per trascorrere la serata a guardare Il ponte delle spie. Dovete guardarlo per godere dello sviluppo della trama, della recitazione dei due protagonisti (Mark Rylance è stato premiato con l’Oscar) – mai fuori dalle righe e capaci di regalare tocchi di ironia a momenti intensi e drammatici, per merito anche della sceneggiatura firmata dai fratelli Coen – e alla chiave di lettura che viene data alla vicenda. In nessun momento viene messa in dubbio la colpevolezza della spia. Non è attorno a questo che ruota il film.

Il cuore della pellicola sta nello sguardo di Donovan, nel modo in cui sceglie di guardare Rudolf, non come un nemico da punire a ogni costo ma come un uomo con i suoi ideali e la sua fedeltà alla causa e dunque degno del massimo rispetto e della miglior difesa possibile.Al film si potrà forse imputare una narrazione troppo lineare e l’assenza di grande pathos nel momento dello scambio dei prigionieri ma si tratta di difetti da poco all’interno di una produzione ottimamente realizzata e ben recitata. Un film quasi d’altri tempi che mi è davvero piaciuto.

Il mio voto è: 8

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