Obsolescenza programmata e Hi-tech

Osbolescenza programmata, una leggenda metropolitana o realtà? Ebbene si’, il tanto discusso dibattito che vede il costruire prodotti (soprattuto hi-tech) che smettano di funzionare o funzionino peggio dopo un prestabilito periodo di vita, ritorna di attualità.

A ritirare fuori l’argomento sono stati tre parlamentari ecologisti francesi che hanno portato in seduta comune un emendamento che prevede per i produttori “furbetti” fino a due anni di reclusione e 300mila euro di multa. A detta loro, l’attuale società non è più in grado di gestire ulteriori rifiuti di questo tipo.

Il consumo di apparecchi elettronici è aumentato dal 1990 al 2007 di ben 6 volte e praticamente tutto ciò che acquistiamo finisce in discarica senza neanche passare dai centri di riparazione. A dimostrazione dei fatti, nello stesso periodo in Francia, la spesa media per le riparazioni è scesa dal 44% al 40%.
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A giovare di tutto ciò sono ovviamente i maggiori industriali: far riacquistare un nuovo prodotto dopo che quello vecchio ha finito il suo ciclo di vita genera nuove entrate se il consumatore decide di riaffidarsi allo stesso brand. Tanti sono stati gli studi effettuati sull’argomento che però non hanno trovato delle vere e proprie prove.

Difficile poi dare una risposta a tutto ciò: con tutta probabilità, l’emendamento non passerà poiché troppi sono gli interessi in ballo che verrebbero toccati.