Overwatch: Blizzard schiacciasassi alla riscossa

Era il 1996, e avevo da poco finito il militare, quando su una rivista specializzata, nell’allora imprescindibile cd-demo (poi arrivarono i giochi ma questa è un’altra storia), faceva capolino il primo Diablo. Inutile dire che fu un successo senza precedenti decretando, tra l’altro, la nascita di un nuovo genere. Due anni più tardi debuttò Starcraft, altro successo, altri sequel e ridefinizione dello standard di RTS (anche se Pitone si ostinava a giocare a Command & Conquer).  Poi nel 2004 fu la volta di World of Warcraft che, anche in questo caso, mandò in pensione gli altri MMORPG (Ultima on-line andava per la maggiore, ma anche Dark Age of Camelot che faceva proseliti dal 2001).  Infine Hearthstone. Fino ad allora Magic: The Gathering era l’unico gioco di carte degno di questo nome ma aveva un difetto: era lungo e laborioso (non vi dico a mettere le pedine sulle carte per contare i punti ferita). Poi arriva Blizzard, inserisce i cristalli al posto delle terre e rende il gioco più veloce. Boom. Altro successo e per di più tutto in digitale, senza nemmeno stampare una carta.

E POI ARRIVA OVERWATCH
Insomma, ricapitolando. Con Diablo ha inventato un genere, con Starcraft ha monopolizzato gli RTS e con World of Warcraft i MMORPG (12 milioni di giocatori, oggi ridotti a 5 milioni). Nel tempo libero si è “mangiata” tutti i giochi di carte (Hearthstone è vero che è gratuito, ma ha avuto 20 milioni di giocatori e qualche microtransazione “credo” l’abbia fatta) e ora butta l’occhio sugli sparatutto on-line a squadre con Overwatch. L’inizio è incoraggiante: 9,7 milioni di persone hanno appena finito di giocare la beta. Qualcosa mi dice che sarà l’ennesimo successo. Gli ingredienti ci sono tutti, così come una realizzazione impeccabile, marchio di fabbrica di Blizzard.

IL MODELLO DI BUSINESS
Interessante notare come la software house californiana abbia variato il suo modello di business nel corso degli anni. Ha proliferato nel mondo PC (notoriamente gravido di pirati senza benda) grazie al multiplayer gratuito, con server che ancora oggi ospitano titoli non più giovanissimi. Idea vincente. Le copie pirata, infatti, non funzionano on-line o richiedono costanti aggiornamenti degli eseguibili.  Addirittura è stata per anni refrattaria alle console, salvo concedere qualcosa con Diablo e poi definitivamente aprire anche a Overwatch, dopo la puntatina su tablet e smartphone di Hearthstone, dove ha sorpreso tutti con un gioco gratuito (ma nel mondo mobile è quasi una regola). E allora ci si aspetta qualcosa di simile con Overwatch?  Niente da fare. Blizzard ribalta ancora tutto piazzando il gioco a 59 euro e aggiungendo microtransazioni solo estetiche. Insomma, Blizzard non smette di sorprendermi e la cosa comincia a piacermi.

Christian Boscolo

Christian Boscolo "Barabba" lavora come giornalista da quasi 20 anni. È stato redattore di K PC Games dove ha recensito i migliori giochi per PC per poi approdare alla tecnologia nel 2005. Tra le sue passioni, oltre ai videogiochi, il calcio e i buoni libri, c'è anche il cinema. Ha scritto perfino un libro fantasy: Il torneo del Mainar