Pedopornografia: Google vigila

Google diventa sceriffo del Web. La compagnia di Mountain View ha infatti intercettato in una casella di posta elettronica di un utente texano materiale pedopornografico e ha avvisato le autorità. È il primo caso della storia in cui è la stessa Google a esporsi in prima persona.

La segnalazione è stata fatta al “National Center for Missing and Exploited Children”, organizzazione no-profit che si occupa della tutela dei minori e che grazie all’aiuto della polizia non ha impiegato molto a mettere le manette ai polsi a un 41enne di Houston di nome Henry Skillern. L’accusa è di possesso e scambio di materiale pedopornografico.
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Il ruolo che Google ha giocato è però stato oggetto di critiche: sebbene il fine dell’azienda sia più che giusto, gli utenti Gmail si chiedono ora quali azioni possano essere intraprese e che tipi di attività o contenuti possano essere monitorati da Big G. La risposta, seppur vaga, non è tardata ad arrivare. David Drummons, capo dell’ufficio legale di Google ha commentato così l’obbiettivo dell’azienda: “Trovare materiale relativo ad abusi su minori che una volta identificato viene rimosso del motore di ricerca”. Sarà sufficiente a placare le critiche?