Samsung esce dalla top 5 produttori in Cina, prima Huawei

Il mercato smartphone cinese equivale ad un terzo di quello mondiale (focus). I numeri sono sotto la luce del sole e parlano di 400 milioni di unità l’anno contro 1.2 miliardi di dispositivi venduti in tutto il mondo. Cifre che hanno creato non pochi problemi ai bilanci di Samsung, in calo su fronte orientale da ormai troppo tempo. Stando all’ultima analisi di Strategy Analytics la situazione starebbe peggiorando e nell’ultimo trimestre del 2015 la compagnia coreana risulterebbe addirittura uscita dalla top 5 produttori. Sui gradini del podio ci sono Huawei con il 15.2% di market share, Xiaomi con il 13.8% e Apple, che con il suo 13.1% vanta solo prodotti di fascia alta sopra i 600 dollari. In quarta posizione scorgiamo Vivo con il 10% delle quote totali, mentre al quinto e ultimo posto c’è Oppo con il 9.2%. Samsung ha quindi meno del 9% del mercato ed è andata sotto i 10 milioni di unità spedite, un risultato mediocre considerando che Huawei e Xiaomi hanno spedito oltre 17 milioni di unità e Apple ne ha registrate ben 15.5 milioni. In sintesi, nel giro di due anni Samsung ha perso la leadership del più importante mercato mondiale di telefonia.

Le cause. La crescente concorrenza dei produttori interni è sicuramente il fattore più importante, non tanto per i prodotti di fascia alta quanto piuttosto per quelli di fascia media e bassa. Xiaomi e Huawei hanno saputo differenziarsi, con delle personalizzazioni software che sono piaciute al grande pubblico e hanno dato una marcia in più. In tutto questo, i produttori cinesi hanno ingaggiato una lotta spietata su tutti i fronti, continuando a migliorarsi in termini di hardware e rendendo economici e appetibili dispositivi che in Europa vengono venduti come smartphone di fascia media tra i 250 e i 500 euro. Negli ultimi periodi, infine, c’è stato un cambio di passo anche in termini di design e non è difficile trovare prodotti apprezzabili, costruiti con una certa attenzione e potenti sotto il profilo hardware.

Samsung sta cambiando passo ma la strategia non sembra puntare al low cost. I margini di guadagno in questo spicchio di mercato sono bassi e la nuova filosofia è quella di lanciare sul mercato meno modelli, ben costruiti (come la gamma Galaxy A) ma dal prezzo elevato. Una lama a doppio taglio; da una parte i conti risalgono e si possono vantare degli utili, dall’altra si perde prestigio e si lascia alla concorrenza la possibilità di crescere e migliorarsi per poi guadagnare nel medio-lungo periodo.

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