Da Vodafone un miliardo per Internet

di Luca Figini 07 ottobre 2010

Il progetto 1000 Comuni impegna Vodafone Italia a mettere la banda larga in centri dove non c'è accesso a Internet

Mille comuni in tre anni. Con un investimento di 1 miliardo di dollari. Questo il progetto di Vodafone per portare la banda larga sul 98/99 per cento della popolazione italiana. Il modo scelto dal gestore per prendere per le corna il toro del digital divide, cioè di quella situazione che obbliga l'Italia di Internet a navigare a due velocità. La banda larga nei grandi centri urbani e nelle zone a più alta densità di popolazione; connessioni lente, o addirittura nessun accesso al Web, nelle aree rurali e nei piccoli centri.

"La fibra ottica è ideale nelle città. Altrove l'ideale per portare Internet è la tecnologia radio", sentenzia Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia. E proprio le reti Umts/Hspa sono quelle scelte dal gestore per portare la banda larga in quei circa 2mila comuni esclusi dall'accesso veloce al Web. Come? "Aggiungendo 5mila antenne in zone per ora sprovviste e aggiornandone altrettante dove siamo già presenti con il 3G", spiega Bertoluzzo. Che vara così il progetto 1000 Comuni, con cui si propone di coprire "almeno" un centro abitato al giorno nei prossimi tre anni con una rete broadband che garantisca una velocità di "2 Mbps medi" sfruttando sia le Internet Key sia le offerte per la casa con la Vodafone Station.

Un progetto ampio ed esteso, promosso per mezzo di un sito dedicato (www.1000comuni.vodafone.it) e di un numero verde (800/713937) per ricevere le segnalazioni su richieste di copertura del segnale e fornire una visione in tempo reale dello stato di diffusione delle reti Umts. Un'operazione trasparenza che ha anche lo scopo di raccogliere feedback da parte degli utenti per individuare le località da cui partire, quelle cioè con più alta richiesta del servizio.

"Internet è fondamentale, offre gli strumenti per comunicare e fornire nuovi contenuti. Per questo deve diventare un fenomeno sociale" che sia diffuso il più possibile, chiosa Bertoluzzo con orgoglio sottolineando che le reti Hspa hanno ancora molto da dire, mentre per l'Lte c'è ancora tempo. Almeno fino al 2013, nel frattempo l'Umts può tranquillamente raggiungere un'efficienza adeguata alle esigenze dell'Internet Mobile.


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