Uber contro Lyft: è guerra di autisti

Non solo multinazionali, a darsi battaglia adesso sono anche le stesse start-up. Questo è quello che sta succedendo negli ultimi tempi a Uber e Lyft, due neo aziende divenute famose per essere riuscite tramite un’app a paralizzare l’industria dei taxi.
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Stando infatti alle dichiarazioni di Lyft, Uber, timorosa dalle concorrenza, avrebbe agito in modo scorretto prenotando e poi disdicendo le auto della stessa Lyft con il solo scopo di far saltare le corse. Inutile dire che questo stratagemma ha tenuto occupati per un po’ di tempo gli autisti di Lyft.

La guerra tra i due contendenti sta viaggiando anche su altri binari: i prezzi del servizio e gli autisti a disposizione. Se la corsa al ribasso dei prezzi è da sempre una delle strategie più comuni in tema di concorrenza, è curioso venire a scoprire dal Wall Street Journal che Uber abbia chiesto ai propri autisti di portare nuovi colleghi tra le proprie fila. In cambio, bonus dai 250 ai 1.000 dollari a seconda della provenienza (un ex autista Lyft vale ovviamente di più).

In tutta questa vicenda la cosa che fa più sorridere in assoluto è la diversa valutazione data alle due aziende: Uber secondo gli investitori vale 18,2 miliardi di dollari mentre Lyft è valuta intorno ai 700 milioni di dollari.