5g

Tutto sul 5G: cos’è, come funziona, quando arriverà e cosa faremo

Se ne parla da anni, mai nessuna tecnologia ha avuto un simile rimbombo mediatico, né ha generato aspettative così alte rispetto alle sue reali possibilità. Parliamo del 5G o della rete mobile di quinta generazione che promette di cambiarci la vita.

Ma cos’è il 5G? Come funzionerà e quali benefici porteranno alle nostre vite le nuove reti 5G? Cosa comporterà davvero l’arrivo del 5G e perché è così importante? La rete di quinta generazione promette velocità dati di decine di Megabit al secondo per migliaia e migliaia di utenti; centinaia di migliaia di connessioni simultanee per reti di sensori senza fili capillari e di grandi dimensioni; efficienza spettrale significativamente potenziata in confronto al 4G (ovvero il volume di dati per unità di area); una copertura molto più estesa ed efficiente e infine una latenza significativamente ridotta in confronto all’Lte.

Chi si è aggiudicato le frequenze 5G

Dopo 14 giorni di rilanci è stata conclusa l’assegnazione delle frequenze per la rete 5G con ben 6,5 miliardi di euro che finiranno nelle casse dello Stato. Iliad, TIM, Vodafone, Fastweb e Wind 3 si sono aggiudicati le frequenze e anche se gli operatori dovranno pagare unicamente al momento della consegna effettiva delle frequenze adesso devono mettere in piedi la struttura della nuova rete cercando di far fruttare questi investimenti così importanti. Iliad ha approfittato del vantaggio di poter accedere per diritto a un lotto in banda 700 Mhz, spendendo “solo” 676 milioni di euro, mentre la “fase clou” dell’asta è stata l’aggiudicazione dei cinque lotti a 3.700 MHz: TIM e Vodafone si sono aggiudicati un lotto ciascuno da 80 MHz, mentre Wind 3 e Iliad hanno ottenuto ciascuna un lotto da 20 MHz.

Ecco quanto hanno speso i cinque operatori:
Fastweb ha speso 32 milioni e 600 mila euro
Iliad ha speso 1 miliardo e 193 milioni di euro
TIM ha speso 2 miliardi 407 mila euro
Vodafone ha speso 2 miliardi 401 mila euro
Wind 3 ha speso 516 milioni e 507 mila euro
L’assegnazione ha una durata di 15 anni. Entro la fine del 2018 il governo incasserà circa metà della somma raccolta: 1,25 miliardi di euro. Altri 50 milioni arriveranno nel 2019, 300 milioni nel 2020, 150 milioni nel 2021, mentre il resto sarà liquidato nel 2022.

5G: una rete superveloce

Spesso ci scordiamo quanto sia importante la velocità di connessione: oltre a tempi di attesa inferiori quando si naviga o si traferiscono file, la velocità di connessione abilita tutta una serie di servizi, come ad esempio la visione in streaming di film in alta definizione, impensabile fino a poco tempo fa, o le dirette video tanto care agli amanti dei social. Samsung, ad esempio, ha lanciato giusto qualche giorno fa i primi TV con risoluzione 8K: per visualizzare contenuti in streaming serviranno almeno 80 Mbit al secondo, decisamente una velocità maggiore di quanto possa fornire la migliore connessione in rame. Ogni nostra azione oggi è in movimento, dal consumare un pasto al guardare un film. Oltre il 50% dei millennial preferisce vedere video sul proprio smartphone. Con la nuova rete 5G si potrà scaricare l’ultima stagione del proprio programma preferito in HD in pochi minuti, mentre ci si sposta in treno o prima che l’aereo decolli. Potremo guardare lo sport in diretta senza correre il rischio di perdere nemmeno un gol. Durante gli ultimi Mondiali di Calcio, sono stati effettuati 486 milioni di tentativi per trasmettere le partite ma 93 milioni non hanno funzionato a causa di errori di streaming e tempi di avvio troppo lenti. Dazn e Now Tv, i servizi che permettono di vedere le partite del nostro campionato e della Champions in streaming, hanno avuto non pochi problemi nelle prime giornate dovuti a picchi di traffico difficili da gestire. Connessioni più veloci vuole infatti dire anche una rete maggiormente scarica e meno soggetta ai picchi di traffico: se il trasferimento di un file impiega pochi secondi al posto di ore, la rete rimarrà libera per il resto del tempo. Ma quanto sarà davvero veloce la rete 5G? Le reti mobili raggiungeranno una capacità di download di 10-50 Gigabit al secondo, a seconda delle frequenze utilizzate.

Un reattività maggiore

La latenza si può considerare come il “tempo di risposta” della rete a una determinata richiesta, che sia quella di un sito Web, di un videogioco o l’input di un sensore. Vantaggi per la navigazione e per i videogiocatori incalliti a parte, tempi di latenza dell’ordine del millisecondo come quelli promessi dal 5G abilitano tutta una serie di utilizzi come quelli della realtà aumentata o di quella virtuale. Dopo un periodo in cui si pensava di spostare tutti i calcoli sul cloud, adesso i nuovi sistemi sono progettati pensando di unire i vantaggi di avere un processore localizzato a quelli di una potenza di calcolo sterminata, ma non sempre accessibile, come quella dei data center sul cloud. Una delle promesse che riveste maggiore importanza del 5G è infatti quella del medico virtuale (o ambulanza digitale), dove un dottore a distanza potrà ad esempio previsionare i referti di test diagnostici effettuati dal personale a bordo di un’ambulanza su un paziente a rischio della propria vita. Sarà possibile offrire servizi a bassissima latenza grazie anche a un’architettura con capacità di elaborazione nel punto della rete più vicino all’area di erogazione del servizio anche per quelle applicazioni che richiedono la gestione di elevate quantità di dati. Anche il campo dell’istruzione potrà avvantaggiarsi delle reti di nuova generazione: sarà possibile utilizzare la realtà virtuale immersiva nelle aule scolastiche, magari per visitare virtualmente monumenti storici, rivivere discorsi memorabili o collaborare a progetti con studenti di tutto il mondo.

Le Smart Cities e l’Internet delle Cose nell’era del 5G

5g auto

“Nel 2030 ci saranno 80 milioni di fantastiliardi di dispositivi connessi nel mondo” ormai le frasi di questo tipo si sprecano e i numeri diventano pura fantasia: è però vero che entro il 2021 in Europa il 4G non sarà sufficiente per reggere la richiesta di traffico dati delle metropoli; si stima infatti che la domanda crescerà a ritmi del 40% ogni anno almeno fino al 2025. La quantità degli oggetti connessi crescerà esponenzialmente e ciò avverrà a causa, o meglio grazie, alla diffusione del 5G. Già oggi le nostre case sono piene di dispositivi ed elettrodomestici connessi (alcuni anche inutilmente, a dire il vero). Sono connessi i nostri cancelli, le luci, le biciclette, i lampioni, le penne per scrivere e persino i sex-toys. In futuro tutti questi oggetti saranno in grado di dialogare tra loro per scambiare una moltitudine di informazioni e creare le cosiddette città intelligenti. Sicuramente una delle applicazioni più strategiche sarà quella di gestire l’enorme fabbisogno energetico, altre saranno quelle di eliminare o quantomeno ridurre il traffico, di aumentare la sicurezza per le strade e nelle nostre abitazioni e di gestire il crescente fabbisogno di comunicazioni. Per avere un’idea di uno scenario futuristico basta fare un giro (già oggi) in una città iperconnessa come quelle cinesi o giapponesi.

Il mondo dell’auto con il 5G

Un’altra delle grandi promesse del 5G e la rivoluzione della mobilità, specialmente quella urbana. Già oggi, con i radar, le videocamere e i sensori è possibile realizzare vetture a guida autonoma; domani queste auto saranno in grado di dialogare tra loro e con l’infrastruttura della città per gestire al meglio i flussi di traffico, il meteo, eventuali situazioni particolari come i lavori in corso e l’utilizzo condiviso (il car sharing). Tutto questo comporterà una maggiore sicurezza sulle strade (ad esempio le auto potranno “avvisarsi” in caso di ghiaccio sulla strada), porterà a un importante riduzione del traffico, perché le vetture verranno canalizzate automaticamente verso i percorsi meno congestionati (il cosiddetto traffico cooperativo), e consumi contenuti, dovuti a una minore permanenza sulla strada per non dover cercare un parcheggio. Anche – e soprattutto – il traffico merci potrà diventare “autonomo”,
inizialmente soprattutto nei percorsi autostradali, per poi magari cedere il carico a droni in grado di affrontare l’ultimo tratto. Possono sembrare scenari fantascientifici o di fantasia ma ci sono aziende come Amazon che stanno investendo milioni di dollari in questo settore. Pensate che in Cina già oggi Alibaba, il corrispondente asiatico di Amazon, grazie a un forte legame col governo cinese è in grado di pilotare i semafori di alcune zone di Shangai per dare priorità al passaggio dei propri mezzi.

L’industria 4.0

Anche il mondo industriale verrà rivoluzionato dalla rete di quinta generazione. Si potrà infatti realizzare quella che viene definita robotica intelligente o Industria 4.0. I bassi tempi di latenza e le caratteristiche intrinseche della rete permettono di realizzare impianti con un grado di automazione decisamente maggiore rispetto a quelli esistenti adesso, che hanno ancora bisogno di molti chilometri di cavi. Se oggi con il 4G devi dare un impulso a un macchinario non puoi permetterti che questo arrivi in ritardo: sarebbe come se una vettura iniziasse a frenare qualche minuto dopo aver premuto il pedale del freno. Le possibili applicazioni sono davvero tantissime e ci sono migliaia di giovani startup nel mondo che in questo momento ne stanno esplorando i confini: quando viaggeremo potremo dialogare con traduzioni in real time, vedere partite di calcio che si svolgono dall’altro capo del mondo con ologrammi 3D, utilizzare sistemi robotici per l’agricoltura di precisione in grado di ridurre l’uso di pesticidi e comunicare utilizzando dispositivi ben diversi da quelli a cui siamo abituati. Le reti di quinta generazione offriranno opportunità finora impensate e starà a noi coglierle, magari considerando modelli di business allargati e avendo una visione del futuro che abbia meno paura della tecnologia.

I primi test del 5G

Anche se è Torino che può vantare l’accensione della prima antenna 5G già lo scorso anno (presso il Politecnico), è a Milano che sono già partiti i primi test sperimentali di Vodafone con l’installazione delle prime 20 antenne del nuovo corso e assegnandole un inaspettato ruolo di capofila in Europa. Con 28 partner tecnologici e industriali, tra cui Huawei, Nokia e Qualcomm, Vodafone
 ha fatto partire i primi test sperimentali del 5G sfruttando le imprese e le startup che stanno collaborando sulle reti di quinta generazione. Due esempi fanno già intravedere le potenzialità future: con la società Intellitronika, e la collaborazione del Politecnico di Milano, la polizia locale potrà videosorvegliare manifestazioni ed eventi sportivi con l’uso di droni anche a diverse centinaia di metri di altezza grazie a immagini in alta risoluzione che arriveranno dalle telecamere. Con la società Life una serie di sensori installati su abiti sportivi realizzati ad hoc saranno in grado di dare una lettura dei principali parametri fisiologici durante l’attività fisica.
Anche TIM non sta certo ferma 
a guardare realizzando al polo tecnologico degli Erzelli di Genova un Digital Lab 5G in collaborazione con il Comune, Regione Liguria, Ericsson e Liguria Digitale. Le applicazioni pratiche a cui mira
il Comune sono principalmente rivolte a una migliore vivibilità urbana e ai servizi di realtà virtuale applicati al turismo e alla cultura.