AGCOM diffida Tim e Wind in tema di roaming

L’Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni (Agcom) ha diffidato Tim e Wind dall’applicare i loro due piani tariffari che prevedono tariffe e metodi al di fuori di quelli stabiliti dal regolamento Ue per il sovrapprezzo da applicare alle comunicazioni in roaming da e per i Paesi dell’Ue (telefonate, Sms e dati).

La presa di posizione arriva dopo le segnalazioni e le denunce di privati e associazioni dei consumatori, fra cui l’ADUC, come segnalato da Cellulare Magazine qualche giorno fa.

Per quanto riguarda Tim, si tratta del piano “Europa Daily Basic” che costa 3 euro al giorno per 100 minuti di chiamate e 100 Sms, e altri 3 euro al giorno per connessione dati. Si attiva al primo servizio fruito, e minuti/sms e connessione dati devono essere utilizzati entro mezzanotte, dopodichè scatta un nuovo addebito di 3 euro. Quindi se ci troviamo all’estero e facciamo una sola chiamata paghiamo 3 euro, così come un’unica connessione dati costerà 3 euro. È esattamente il contrario di quello che prevede il regolamento europeo sottolinea Aduc in un comunicato stampa odierno.
 
Wind – continua Aduc – ha, a sua volta, attivato a tutti i propri clienti, automaticamente e senza previo consenso, un’opzione per il roaming in Europa flat, definendola equivocamente “Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea” (2 euro al giorno per 15 minuti di chiamate in uscita; 15 minuti di chiamate in entrata, 5 SMS e 50 MB di traffico Internet), da utilizzare entro le 24 e che si attiva al primo uso del telefono nel corso della giornata.
La tariffazione a consumo, possibile su esplicita richiesta dell’utente, viene altrettanto equivocamente  presentata come una “offerta” da attivare.

Con la diffida, l’intervento dell’autorià sancisce, di fatto, la non congruità delle nuove tariffe, e dà agli operatori tempo fino al 30 giugno 2016 per adeguare le proprie tariffe e comunicare all’Agcom le azioni intraprese.

In serata è arrivata anche la durissima replica dell’Aduc che aveva chiesto al Garante non solo di diffidare le eventuali pratiche commerciali abusive, ma di obbligare gli operatori al rimborso automatico di quanto incassato oltre ai limiti imposti dal regolamento comunitario: “è come se avesse detto “rubate ancora un po’, ma poi basta”.