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I migliori assistenti vocali e smart speaker: la guida all’acquisto di Cellulare Magazine

Gli assistenti vocali o smart speaker rappresentano la vera novità del 2018. L’anno si è aperto e chiuso con vendite fortemente in rialzo per i diversi modelli in commercio. Hanno fatto la parte del leone nel corso della settimana del Black Friday e sono poi stati il regalo di Natale più gettonato.

Da un’indagine di GfK  il 10% degli italiani si dichiara interessato agli assistenti vocali, percentuale che sale al 18% tra coloro che sono già in possesso di tecnologia smart home. Il motivo è semplice: oltre a essere la novità del momento, in grado di incuriosire e attrarre non soltanto gli appassionati dell’hi-tech, gli smart speaker rappresentano per diversi aspetti la naturale estensione dello smartphone in ambito domestico. Discreti, sempre pronti a dar risposta alle nostre richieste, si inseriscono senza dare nell’occhio in qualsiasi ambiente come un comune speaker Bluetooth.

E per molti rappresenteranno il primo passo nell’allestimento di una vera e propria smart home.

Cosa sono gli smart speaker

Uno smart speaker non è altro che un dispositivo hardware con quattro caratteristiche fondamentali: uno o più microfoni, una cassa audio, un collegamento Wi-Fi e un software di intelligenza artificiale che lo comanda. Tutti produttori stanno interpretando questo concetto in diversi modi, ma senza mai prescindere da queste peculiarità tecniche. All’interno di ciascun modello, poi, c’è l’intelligenza artificiale, vero motore degli assistenti vocali a cui spetta il compito di raccogliere i comandi impartiti dall’utente e di tradurli in risposte e azioni.

Le 4 intelligenze artificiali: Siri, Google, Cortana e Alexa

I maggiori player della tecnologia che hanno sviluppato assistenti virtuali con intelligenza artificiale sono quattro: Google con il suo Google Assistant, Microsoft con Cortana, Amazon con Alexa e Apple con Siri. In realtà solo le intelligenze di Amazon e Google sono finora arrivate sul mercato italiano sotto forma di smart speaker. Apple, che è stata la prima a lanciare la propria forma di Ai (Siri), non ha ancora lanciato in Italia il suo speaker HomePod anche se dovrebbe farlo nel 2019. La versione disponibile su Amazon non “parla ancora l’italiano” e non è coperta dalle garanzie convenzionali. Microsoft ha invece integrato Cortana nei suoi sistemi operativi: Windows Phone, Windows 10 Mobile, Windows 10 e Xbox One. Infine, ci sono anche Samsung con Bixby e Huawei che – al momento solo nel mercato cinese – sta per lanciare il suo HiAssistant. Insomma, la competizione è più accesa che mai.

Lo scenario di mercato

Nel nostro Paese i numeri sono ancora piccoli anche se in rapida ascesa, mentre nel resto del mondo la situazione è molto fluida e caratterizzata dai valori tipici di un mercato nascente. Canalys parla di un segmento in crescita a tripla cifra, con un +210% di consegne a livello globale nel primo trimestre dell’anno. In totale sono 9 i milioni di smart speaker che hanno raggiunto il canale di vendita. In testa ci sono gli Stati Uniti, che da soli hanno assorbito quasi la metà della domanda con 4,1 milioni di unità, seguiti dalla Cina con 1,8 milioni e dalla Corea del Sud con 730mila. Le performance del mercato a stelle e strisce sono garantite dai prodotti di Google, Amazon e Apple mentre in Asia a farla da padrone sono i prodotti locali realizzati da Alibaba, Xiaomi e Nugu.
Ed è proprio quello dei brand il primo fronte in cui si nota qualche sorpresa. Innanzitutto si assiste all’exploit del motore di ricerca di Mountain View, che fa pesare la sua discesa in campo con la linea di prodotti Google Home facendo segnare un +483% di sell-in e una quota di mercato che in un anno pas- sa dal 19,3 al 36,2%. Il dato più sorprendente è però quello in negativo di Echo, lo speaker di Amazon con a bordo Alexa, che probabilmente anche a causa di una internazionalizzazione eccessivamente a rilento, cresce soltanto dell’8% e diminuisce la sua quota di mercato dal 79,6% al 27,7%. Seguono Alibaba all’11,8% e Xiaomi con il 7%. In totale nel 2018 il mercato raggiungerà i 56 milioni di pezzi per una base installata di 100 milioni di smart speaker (225 milioni nel 2020). Le previsioni dicono che nel 2018 sarà ancora Amazon il leader del settore, premiata dall’essere arrivata prima degli altri competitor. Apple pagherà il fatto di essere un sistema chiuso fermandosi a un magro 4%. Ma i numeri cambieranno da qui ai prossimi anni quando, nel 2022, Alexa scenderà come presenza nelle case al 34%, Google Assistant si attesterà al 30%, Apple al 10% mentre tutto il resto sarà in mano di attori più piccoli. Gli Stati Uniti sono il Paese in cui c’è la maggior penetrazione con un market share del 64%, seguiti dalla Cina (10%), UK (8%), Germania (6%) e Giappone (3%).

Quali domande si possono fare agli assistenti vocali

Oggi gli smart speaker offrono, per alcuni compiti con l’ausilio di app sullo smartphone, l’ascolto musicale, il reperimento di informazioni via Internet, le risposte alle domande dell’utente, l’annotazione di appunti, la gestione di agenda e promemoria, la lettura di messaggi ed e-mail, l’inoltro e la risposta alle chiamate. Se l’utilizzo principale degli smart speaker rimane l’ascolto di musica in streaming e la ricerca di informazioni, il 35% degli utenti utilizza i voice assistant per l’acquisto di beni alimentari, effettuare pagamenti o spedire denaro.

Fra le caratteristiche più apprezzate dagli utenti, c’è la possibilità di svolgere attività a mani libere (48%) e l’automazione di attività ordinarie di shopping (41%).

Siamo ancora ben lontani da un’interazione naturale come quella fra due persone ma già negli ultimi mesi sono stati fatti diversi progressi. Ad esempio, è stata di recente introdotta la possibilità di formulare più domande di seguito («Che tempo fa a Parigi? E a Berlino?») oppure è stata aggiunta la possibilità di chiedere all’assistente, è il caso di Alexa e di Google Assistant, di segnarsi il compleanno di un amico per poi acquistare un regalo e spedirglielo a tempo debito.

Quale assistente vocale funziona meglio?

Loup Ventures ha deciso di testare Google Assistant, Siri, Alexa e Cortana per capire quale sia oggi l’assistente vocale più affidabile.
La società americana, con sede a Minneapolis, ha effettuato una prova mettendo a confronto le intelligenze artificiali presenti in quattro assistenti vocali. I prodotti presi in considerazione sono stati Google Home (con Google Assistant), Apple HomePod (con Siri), Amazon Echo di seconda generazione (con Alexa) e Harmon Kardon Invoke (con Cortana). Il test è stato eseguito utilizzando la lingua inglese con domande suddivise in cinque categorie:

Attività locali: dov’è il caffè più vicino?
Commercio: puoi ordinarmi altri tovaglioli di carta?
Navigazione: come posso arrivare in centro con l’autobus?
Informazioni: con chi giocano i Twins stasera?
(Minnesota Twins di baseball n.d.r.)
Comandi: ricordami di chiamare Steve alle 2 di oggi

Google Home è risultato il vincitore della sfida. L’assistente di Google ha compreso il 100% delle domande e ha restituito risposte con una precisione dell’88%. Seconda posizione per Apple HomePod e Siri, terza posizione per Amazon Echo ed Alexa e ultima posizione per Harmon Kardon Invoke con Cortana. Esaminando le singole categorie, Google Assistant ha raggiunto la prima posizione nelle domande riguardanti il commercio, la navigazione, le attività locali e le informazioni. Apple HomePod con Siri ha invece prevalso nella categoria dei comandi.

L’assistente vocale Alexa

Amazon ha portato sul mercato cinque prodotti con il proprio brand: sono Amazon Echo (99,99 euro), Echo Plus (149,99 euro) che integra l’hub per gestire i dispositivi per la smart home, Echo Sub (129,99 euro) con il subwoofer per aumentare la resa delle frequenze basse, Echo Spot (129,99 euro) con display circolare e il piccolo Echo Dot (59,99 euro). Pre-requisito al loro utilizzo è la disponibilità di una connessione wireless a Internet, dal momento che Alexa non è “fisicamente” a bordo degli speaker ma nel “cloud” di Amazon. A tali prodotti se ne aggiungono tantissimi altri di altre marche che hanno scelto di integrare l’intelligenza artificiale di Amazon.
Installare Alexa richiede pochi istanti. Dopo aver installato l’omonima app sul vostro smartphone o tablet Android o iOS, accendete il vostro dispositivo Echo. Quest’ultimo si connetterà in automatico alla rete wireless di casa. Niente di più semplice, dunque. A questo punto Alexa è a vostra disposizione, in attesa di ricevere un vostro comando vocale, che dovrà iniziare con la parola “Alexa” o un’altra di vostra scelta. Potete interagire con lei con naturalezza, senza impostare la voce o dover scandire le parole. Non avrà difficoltà a capirvi. Fra le attuali limitazioni segnaliamo l’impossibilità di effettuare chiamate (appoggiandosi per esempio alla linea dello smartphone) e di discriminare la voce di chi le parla (non dà, quindi, risposte personalizzate).

Amazon Echo (2ª generazione)

Disponibile in tre colori: tessuto grigio, antracite e melange, offre un altoparlante con un woofer con cavità downfiring da 63 mm e un tweeter da 16 mm di processore Dolby, sette microfoni, con tecnologia di beamforming e cancellazione del rumore. Riproduce musica da Amazon Music, Spotify, TuneIn e altri servizi musicali. Uscita audio con cavo da 3,5 mm o Bluetooth.

Amazon Echo Plus (2ª generazione)

Ha sette microfoni e offre un altoparlante capace di diffondere l’audio a 360 gradi con woofer da 76 mm e tweeter da 20 mm. È dotato di un hub Zigbee integrato che permette di controllare i tuoi dispositivi per casa intelligente compatibili. Ingresso e uscita audio. Misure: 148x99x99 mm. Peso: 780 grammi.

Amazon Echo Dot (3ª generazione)

È il più piccolo ed economico dispositivo Alexa. Porta in dote un altoparlante da 41 mm, integra di uscita audio da 3,5 mm e dispone di un anello luminoso che si accende quando lo speaker è in uso.
Misure: 43x99x99 mm. Peso: 300 grammi.

Amazon Echo Spot

Il più originale della famiglia Alexa è dotato di un display rotondo con diagonale di 63 mm, di una telecamera frontale, di 4 microfoni e di un uscita audio da 3,5 mm. L’altoparlante integrato è da 36 mm. Il dispositivo è in grado di riprodurre video da Amazon Video e servizi similari. Misure: 104x97x91 mm. Peso: 419 grammi.

Amazon Echo Sub

Echo Sub è un subwoofer che deve essere abbinato a una coppia di dispositivi Echo o Echo Plus. È dotato di un woofer downfiring da 6” (152 mm) e 100 W che riproduce un audio dai bassi profondi. Risposta a bassa frequenza: 30 Hz (-6 dB). Dimensioni: 202 x 210 mm. Peso: 4,2 Kg.
Prezzo: 129,99 euro (ma sono disponibili bundle con Echo ed Echo Plus).

B&O Play P6

È un diffusore Bluetooth che unisce a una diffusione a 360 gradi l’iconico audio ricco e potente firmato Bang & Olufsen. Non ha funzioni smart integrate ma sfrutta quelle del nostro smartphone (Siri o Google Assistant indifferentemente). L’altoparlante bluetooth è dotato di una potente batteria incorporata che consente una riproduzione fino a 16 ore di durata e che si ricarica in sole 3 ore con il cavo Usb Type-C.

Harman Kardon Allure

È il primo e unico speaker di fascia alta con Amazon Alexa. Combina la tecnologia di riconoscimento vocale far-field con la qualità del suono a 360 gradi e il design che ha reso famosi i prodotti Harman Kardon. La serie di 4 microfoni integrati con tecnologia avanzata di cancellazione del rumore consente il controllo vocale a mani libere anche dall’altra parte della stanza. I trasduttori omnidirezionali e il subwoofer integrato assicurano un suono ricco e diffuso a 360 gradi.

Sonos One

LINK al prodotto
I dispositivi Sonos sono entrati da poche settimane nel mondo Alexa grazie a un accordo fra le due aziende. Uno smart speaker con Alexa integrata disponibile in versioni nere o bianca, con finitura opaca liscia e griglia in metallo resistente per un look che si adatta a qualunque tipo di abitazione. La particolarità di questa soluzione è che si connette in wireless con altri speaker del Sonos Home Sound System domestico così da poter riprodurre la musica in una o tutte le stanze della casa.

Gli smart speaker Google

Google ha messo sul mercato a proprio brand due smart speaker dai nomi di Google Home (149 euro) e Google Home Mini (59 euro). La principale differenza risiede nella grandezza della cassa audio e, di conseguenza nella resa acustica, ma il funzionamento dell’intelligenza artificiale è identico in entrambi i modelli, peraltro compatibili sia con Android sia con iOs di Apple. Home è disponibile solo nel colore bianco mentre Home Mini in grigio chiaro, grigio antracite e corallo. Con​ ​un​ ​semplice​ ​comando​ ​vocale​ si possono riprodurre​ ​brani,​ ​playlist,​ ​​artisti​ ​e​ ​album​ ​dai servizi​ ​musicali​ ​più​ ​diffusi,​ ​come​ ​Google​ ​Play Musica​​ e ​​Spotify.​​​ Si può anche ​​ascoltare​​ la radio​ ​e​ ​le​ ​notizie​ ​da​ ​Corriere​ ​della​ ​Sera,​ ​Rep di​ ​La​ ​Repubblica,​ ​RMC,​ ​RTL​ ​102.5,​ ​Sky​ ​News 24,​ ​Sky​ ​Sport,​ ​TGCOM24​ ​e​ ​tanti​ ​altri​ ​servizi.

I​ ​dispositivi​ ​Google​ ​Home​ ​funzionano​ ​meglio insieme.​ È possibile godersi ​l’ascolto​ ​multiroom​ ​raggruppando vari​ ​dispositivi​ ​Google​ ​Home​ ​(anche​ ​con Chromecast​ ​Audio​ ​o​ ​altoparlanti​ ​con​ ​Chromecast integrato)​ ​per​ ​ascoltare​ ​lo​ ​stesso​ ​brano​ ​in​ ​ogni stanza.​
L’Assistente​ ​Google​ ​riconosce​ ​le voci di ​cinque​ ​persone​. La wake up key per iniziare a parlare con l’assistente è la celeberrima: “OK Google”.

LG Boom VK7

LG Boom VK7 è uno smart speaker con le funzionalità di Google Assistant con tecnologia audio by Meridian. WK7 LG ThinQ riproduce un audio stereo con qualità fino a 96 kHz e 24 bit. È quindi consigliato a chi in uno speaker utilizza soprattutto le funzioni di ricerca e ascolto musicale. Questo modello dispone della funzione “Clear Vocal” per percepire ogni dettaglio e la massima nitidezza della voce degli artisti senza alcuna distorsione, anche al massimo del volume.

Harman Kardon JBL LINK 500


È uno speaker di fascia alta particolarmente consigliato ai puristi dell’audio (4x15W). Pesa 3,5 Kg e misura 370 x 200 x 157 mm. Integra le funzioni di assistente vocale Google, il Bluetooth, Chromecast e il sistema multiroom.