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Con Android 14, Google è costretto a dare più libertà agli store alternativi

Dopo Apple, anche Google ha deciso di agevolare l’accesso agli app store alternativi nella prossima versione del suo sistema operativo, Android 14. Come riportato da XDA Developers, il colosso americano ha intenzione di semplificare l’utilizzo di store di applicazioni diversi dal Play Store, come il Samsung Galaxy Store, l’Appstore di Amazon, l’AppGallery di Huawei e persino F-Droid.

Questa scelta da parte di Google è in linea con il piano di Apple di permettere l’utilizzo di App Store diversi dal proprio nella prossima versione europea di iOS su iPhone.

Sebbene Google abbia già allentato le regole per questi store di applicazioni con Android 12, la piattaforma di sviluppo ufficiale di Android 14 cita tre nuove API che dovrebbero semplificarne il funzionamento.

In particolare, Google permetterà agli app store di terze parti di implementare “aggiornamenti software”. Questi negozi non ufficiali potranno verificare se il dispositivo di un utente soddisfa determinati criteri prima di avviare un aggiornamento automatico. “Ad esempio, un negozio di applicazioni può ritardare gli aggiornamenti se vede che l’utente sta utilizzando l’applicazione”, afferma la pagina dedicata a questa nuova API sulla piattaforma Android Developers.

Un’altra novità riguarda il fatto che un app store alternativo potrebbe essere l’unico in grado di aggiornare un’applicazione. Oggi, se l’applicazione è disponibile anche sul Play Store, nulla impedisce all’app store di Google di aggiornarla automaticamente.

Infine, Android 14 consentirà anche a un app store esterno di richiedere il consenso dell’utente prima di installare un particolare aggiornamento. Un’opzione utile se una nuova versione di un’app desidera accedere a più dati dell’utente, come osserva XDA Developers.

Anche se queste tre funzionalità sono già accessibili agli app store non ufficiali, queste nuove API le rendono più facili da usare e richiedono meno accesso ai dati degli utenti. Quindi, non è necessariamente una rivoluzione nell’utilizzo di applicazioni alternative al Play Store, ma può facilitarne l’utilizzo quotidiano.

Come nel caso di Apple, anche Google non cambia il proprio sistema operativo solo per benevolenza. Nel 2022, la Indian Competition Commission ha accusato Google di aver abusato della sua posizione dominante sulla piattaforma Android, costringendo l’azienda ad aprire il suo sistema operativo a giocatori esterni. Google ha provato a contestare l’accusa, ma la Corte Suprema lo ha respinto il 20 gennaio.

Questo è sufficiente per convincere il colosso californiano a rivedere le sue regole per Android 14 a livello globale, anche se, secondo XDA Developers, queste novità non dovrebbero essere disponibili prima delle prime beta stabili, ovvero giugno 2023.

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Postato in AndroidTaggato

Andrea Puchetti

Appassionato di tecnologia fin dalla nascita. Sempre in giro con mille gadget in tasca e pronto a non farsi sfuggire le novità del momento per poterle raccontare sui canali di Cellulare Magazine.