Gaming mobile, il cellulare come console

Fin dai suoi esordi, uno degli obiettivi più ambiti dell’industria del videogaming è sempre stato quello di rendere possibile giocare ovunque ci si trovasse. I primi videogiochi, infatti, erano accomunati dall’essere supportati da sistemi ingombranti come computer, cabinati o, alla meglio, console casalinghe: niente che fosse realisticamente possibile portare in giro.  Passo dopo passo, comunque, hanno cominciato a essere sviluppati i primi dispositivi portatili, fino ad arrivare al giorno d’oggi dove i telefoni cellulari possono essere considerati, tra le altre cose, anche delle console a tutti gli effetti: la strada percorsa è stata sicuramente affascinante.

I primi successi del videogaming portatile sono da riconoscere a Nintendo, la quale ha ottenuto i primi risultati negli anni ‘80 e, da lì, non ha più smesso di puntare alla mobilità delle sue console. La prima console portatile di successo è quella della famiglia Game&Watch, un orologio e sveglia a batteria che aveva compreso anche un gioco, alcuni dei quali poi futuri classici Nintendo come Donkey Kong, Zelda e Super Mario, protagonista anche della recente riproposizione. I passi successivi, arrivati fino ad oggi, comprendono le famiglie di Game Boy, Nintendo DS e 3DS, fino ad arrivare alla prima ibrida Nintendo Switch.

Percorso simile, ma più recente, per l’altro grosso produttore giapponese di console, Sony: i successi del gaming in mobilità hanno spinto la casa della PlayStation a crearne due versioni portatili, PlayStation Portable nel 2004 e PlayStation Vita nel 2011. Il circolare di voci secondo le quali Sony starebbe pensando a un ritorno di una console portatile non fanno che confermare come il progetto non sia mai stato messo totalmente da parte, nonostante non abbia mai raggiunto la popolarità della classica PlayStation.

In un quadro del genere, dove la possibilità di giocare fuori casa per decenni si è dimostrata un’alternativa eccellente, era inevitabile che anche i produttori di telefoni cellulari inserissero qualche gioco nei loro prodotti. Fin dalla seconda metà degli anni ’90 quasi tutti i telefoni cellulare venivano venduti con alcuni semplici giochi: passatempi come memory, semplici suite di carte o gli iconici giochi Nokia come Snake o Space Impact. Tuttavia, tratto caratteristico per una console è il suo essere capace di riprodurre diversi giochi a seconda di cosa l’utente desideri: aspetto arrivato sui cellulari con i sistemi operativi Symbian. Dalla fine degli anni ’90 e per tutti gli anni 2000 Symbian è stato il sistema operativo dominante sul mercato mobile, scelto soprattutto da Nokia e non a caso inserito in telefoni iconici come lo storico N-Gage, primo caso di telefono pensato per essere piattaforma da gaming.

La caratteristica principale di Symbian, l’essere predisposto per installare file scelti dall’utente, ha fatto le fortune del sistema operativo e, soprattutto, ha aperto la strada a una logica che ormai è implicita nel mondo della telefonia mobile: il concetto di smartphone. Quest’ultimo, infatti, si caratterizza per rendere il telefono una piattaforma, in grado attraverso store digitali di soddisfare molteplici esigenze grazie alle più diverse applicazioni; inevitabile che alcune di queste applicazioni fossero proprio giochi, completando quindi la transizione verso il telefono come console. Dove già in origine esistevano semplici giochi di carte, oggi è per esempio possibile giocare a poker online gratis, così come altre app propongono giochi più tradizionali come scopa o burraco. I semplici passatempi inseriti direttamente dai produttori sono diventati app semplicissime, estremamente diffuse e facili da reperire che propongono parole crociate, sudoku e cloni di giochi famosi come Tetris o Arkanoid.

L’ultimo passo, in tempi recenti, è stato quello compiuto da alcune grosse industrie del settore videoludico, che hanno scelto di sviluppare giochi dedicati al mercato mobile. Se alcuni titoli sono nati esattamente a questo fine e pensati espressamente per touch screen e smartphone, ed è il caso di fenomeni di download come Candy Crush o i vari Clash of, in altri casi note serie hanno deciso di volgere parte dei loro sforzi verso investimenti in questo settore. Basti pensare a Pokémon, che con Pokémon Go ha lanciato un vero e proprio assalto al gaming mobile; a Call of Duty, che ha inserito CoD Mobile fra le varie rivoluzioni che la serie ha introdotto dal 2019; a PUBG Mobile, versione per smartphone del battle royale reinventatosi dopo la concorrenza di Fortnite; e gli esempi potrebbero ancora essere molteplici.

Considerando i progressi che gli smartphone compiono, soprattutto da un punto di vista di prestazioni, non è certamente troppo presto per chiedersi quanto spazio possa in futuro rimanere per le “semplici” console portatili.

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Andrea Puchetti

Appassionato di tecnologia fin dalla nascita. Sempre in giro con mille gadget in tasca e pronto a non farsi sfuggire le novità del momento per poterle raccontare sui canali di Cellulare Magazine.