Google News e l’algoritmo che fa leva sui sette peccati capitali

Possiamo girarci intorno finche vigliamo ma è chiaro che l’informazione personale degli italiani passa in buona parte attraverso le Google News.  Sono le notizie digitali che si sfogliano dallo smartphone, figlie dell’informazione rapida e occasionale, regolate da un algoritmo che cerca di intercettare i gusti personali. Purtroppo il risultato finale è lungi dall’essere soddisfacente. Se da un lato l’algoritmo riconosce facilmente quali siano gli argomenti preferiti, fallisce inesorabilmente nel fornire fonti attendibili, cadendo nelle trappole semantiche dei guru del Web. Se ci avete fatto caso, i titoli proposti appartengono sempre alle solite categorie, che possiamo ironicamente assimilare ai sette peccati capitali.

1 – Lussuria

Il sesso ma anche semplicemente le foto osé sono bandite da Google che penalizza nelle ricerche questo tipo di link.  Rimane però un chiodo fisso degli italiani (e non solo) che tra una news e l’altra non possono rinunciare agli scatti piccanti di qualche bel figliolo o figliola. Tocca quindi ai Guru del Web trovare la soluzione, ed è presto fatto. I titoli acchiappa-click corrono ai ripari promettendo presunte foto da svenimento e costumi adamitici. Le vittime sono in genere piacenti tenniste o giornaliste, ma non mancano “tronisti” e sportivi del mondo maschile. Per chi invece non ama il gossip mainstream c’è sempre il cosplay, che attinge a piene mani dalle foto Instagram di procaci protagonisti. 

2 – Gola

Ricette e trucchi culinari sono al secondo posto nel cuore degli italiani. Anche qui la concorrenza è spietata così, i creativi della SEO, cerano di farvi abboccare con ami sempre più succulenti.  Tra i titoli più gettonati avrete sicuramente visualizzato «L’ingrediente segreto usato dallo chef Cannavacciuolo per impreziosire i suoi spaghetti alle vongole» o il trucco per rendere più croccante il guanciale “spifferato” in un video dallo chef Barbieri. Non mancano gli ingredienti segreti (ma facilmente reperibili) per curare malattie di ogni genere o improbabili diete con seri rischi di complicanze renali.

3 – Superbia

Ammettetelo. Vi sentite superiori agli altri o almeno alla maggior parte delle persone che conoscete. Ed è qui vi aspettano le notizie esca. Di solito iniziano con frasi adulatorie e sibilline, studiate per farvi sentire come i protagonisti dei romanzi fantasy. E voi, che vi sentite scelti per un destino più grande, ci cascate sempre: «Chi risolve questo quesito è più intelligente del 90%…» oppure «solo una persona su cento riesce a vedere il triangolo, a contare i quadrati, a rispondere al quesito» sono gli esempi più eclatanti. È evidente che anche chi scrive li ha cliccati tutti. Ma rimane umile.

4- Invidia

La pizza di Briatore.

5- Ira

La Tv del dolore e dell’odio trova terreno fertile anche sul Web. I particolari macabri spopolano dai tempi di “Cronaca Nera” la rivista più amata dai barbieri d’Italia negli anni ’80. E più sono macabri i particolari meglio è.

6- Accidia

Tra i migliori passatempi per sedimentare la pigrizia c’è sicuramente lo sport. Ovviamente non quello praticato in prima persona ma quello che alimenta le speranze dei tifosi. Qui si gioca sporco, con le foto che non corrispondono al nome nel titolo e proclami di calciatori in perenne procinto di arrivare nel vostro club preferito. Vincono facile. 

7- Avarizia

Niente fa arrabbiare gli italiani più delle tasse o, in linea generale, il dover pagare qualche tributo. Le sirene 3.0 sfruttano queste debolezze per instillare dubbi esistenziali come il pagamento del bollo, dell’assicurazione e della pestilenziale tassa rifiuti. I più crudeli vi ricordano del grottesco cambio gomme estivo e delle multe per chi tiene accesa l’aria condizionata. Sadismo allo stato puro, ma ci caschiamo sempre.

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Christian Boscolo

Christian Boscolo "Barabba" è stato redattore di K PC Games dove ha recensito i migliori giochi per PC per poi approdare alla tecnologia. Tra le sue passioni, oltre ai videogiochi, il calcio e i buoni libri, c'è anche il cinema. Ha scritto perfino un libro fantasy: Il torneo del Mainar