Honor, tornano i servizi di Google. Prime conferme

Si parla molto, in questi giorni, del futuro di Honor, ora che – da qualche settimana – non ha più alcun rapporto con Huawei e, in teoria, dovrebbe essere libera di trattare con le aziende americane, senza le limitazioni a cui era soggetta sotto l’egida di Huawei, iscritta da Donald Trump nella Entity List, ossia nella lista nera delle aziende che non possono intrattenere rapporti commerciali con le società americane.

Ora che Huawei ha venduto Honor, qualcosa sembra stia per cambiare. Il brand cinese infatti, ora di proprietà di un consorzio di Shenzhen, dovrebbe essre in grado di tornare a fare affari con aziende statunitensi, tra cui Google.

Secondo il quotidiano russo Kommersant Honor starebbe lavorando a una nuova linea di smartphone con i servizi di Google integrati. La separazione da Huawei potrebbe anche significare che AppGallery rimarrà disponibile solo per gli attuali telefoni Honor, mentre i nuovi dispositivi torneranno ad avere i tanto sospirati Google Mobile Services.

Honor non lancia telefoni con i GMS da circa 18 mesi, e per questo ha perso ingenti quote di mercato in diversi Paesi d’Europa e in soprattutto in Russia, dove – sempre secondo Kommersant – il brand sarebbe la seconda più grande azienda di smartphone del 2020 dopo Samsung.

La prossima grande novità di Honor dovrebbe essere la serie V40; tuttavia, questi telefoni sono stati sviluppati sotto la proprietà di Huawei e dovrebbero mantenere l’interfaccia Magic UI e l’accesso ai servizi di Huawei, non a quelli di Google. È probabile che il vero cambiamento riguarderà i modelli Honor X11 e Honor 40, i primi a segnare la vera indipendenza dalla precedente proprietà.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.