Huawei fa causa al Dipartimento del Commercio americano

C’è un nuovo capitolo nella saga fra Huawei e l’amministrazione americana che ha portato al bando dei prodotti e delle infrastrutture del produttore cinese sul suolo americano e all’inserimento dell’azienda di Shenzen nella Entity List.

Huawei – secondo quanto riferisce Bloomberg – ha ora citato in giudizio civile il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Il motivo sarebbe il presunto indebito sequestro da parte di funzionari americani di attrezzature del produttore cinese provenienti da una fabbrica indipendente e che sarebbero dovute tornare in Cina.

Secondo la denuncia, Huawei aveva inviato l’attrezzatura a un laboratorio in California nel luglio 2017, merce cha avrebbe dovuto tornare alla base. I funzionari americani hanno sequestrato l’attrezzatura in Alaska per verificare se fosse richiesta una licenza di esportazione. Solitamente tali questioni vengono risolte in un massimo arco temporale di 45 giorni, ma in questo caso, dopo due anni, il materiale si troverebbe ancora in Alaska.
Huawei avrebbe fornito ai funzionari tutte le informazioni richieste e necessarie e sostiene che non sarebbe esistito alcun obbligo di licenza d’esportazione al momento del sequestro dell’attrezzatura.

“I convenuti – si legge nel testo del ricorso – non hanno preso alcuna decisione sulla necessità di una licenza per l’equipaggiamento né hanno indicato” quando la decisione sarebbe stata presa. I funzionari americani avrebbero semplicemente deciso di lasciare “l’attrezzatura nel limbo”.

Presentata al tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Washington, la causa cita anche il Bureau of Industry e l’Office of Export Enforcement.
Huawei ha già una causa in corso contro il governo degli Stati Uniti in merito alle affermazioni che l’azienda rappresenterebbe un rischio per la sicurezza nazionale.

Huawei, secondo quanto si apprende, non sarebbe alla ricerca di un risarcimento finanziario, ma chiede che il tribunale costringa il Dipartimento del Commercio a decidere se sia necessario un’autorizzazione alle esportazioni e, in caso contrario, dissequestri immediatamente l’attrezzatura.