Mate 30 e Mate 30 Pro differenze

Huawei Mate 30 Pro: lo abbiamo utilizzato senza le app di Google scoprendo valide soluzioni alternative

Sul mercato Mate 30 Pro arriverà con molta probabilità a novembre. Come tutti gli anni, il nuovo smartphone della serie Mate è molto atteso. Quest’anno però, c’è una complicazione in più rispetto al passato, e non stiamo parlano del suo prezzo.

Mate 30 Pro è stato presentato a Monaco di Baviera il 19 settembre, e da subito si è fatto notare per il suo design innovativo (con i bordi lateriali curvati di 90 gradi) e per una scheda tecnica di grande spessore. Fra le caratteristiche di maggiore spicco il processore Kirin 990, il display Oled Horizon curvo, una configurazione della fotocamera con quattro sensori e l’interfaccia Emui 10. Insomma un flagship sotto tutti i punti di vista.

Tuttavia, a causa della querelle in atto fra Cina e Stati Uniti, con il conseguente divieto per Huawei di intrattenere rapporti commerciali con gli Stati Uniti, il produttore cinese non ha (per il momento) ottenuto la licenza Android per integrare il PlayStore e le app di Google.

Nonostante negli ultimi giorni vi siano stati segnali di distensione fra l’amministrazione Trump e il governo cinese, e che le app di Google potrebbero arrivare presto anche su Mate 30 Pro, noi abbiamo provato il dispositivo così com’è al momento e cioé con il sistema operativo Android Open Source, senza lo store e le app. Per provare a raccontare, a chi aveva in procinto di acquistare questo modello, l’esperienza d’utilizzo.

Lo abbiamo utilizzato per circa 10 giorni, cercando da un lato di sopravvivere senza i servizi di Google (e scoprendo curiosamente che è possibile riuscirci senza troppo stress) ma allo stesso tempo provando soluzioni alternative, alcune delle quali si sono rivelate quasi più agevoli di quelle originali.

Nel nostro video tutte le impressioni e le valutazioni dopo dieci giorni con in tasca Huawei Mate 30 Pro.