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Roaming: non si viaggia più e gli operatori rischiano di perdere 25 miliardi di dollari

Dallo scoppio della pandemia di Covid-19 (Coronavirus), viaggi e spostamenti si sono ridotti drasticamente. Si viaggia meno, in alcuni casi non si viaggia proprio, anche a causa delle severe quarantene a cui si è soggetti una volta arrivati a destinazione.

Juniper Research ha previsto che le gravi restrizioni negli spostamenti (soprattutto quelli internazionali) potrebbero portare a un crollo delle entrate per le spese di roaming di ben 25 miliardi di dollari nei prossimi nove mesi.

La società di ricerca ritiene che uno scenario a basso impatto non sia ora possibile e ha dichiarato che non esiste una strategia disponibile per gli operatori mobili per mitigare la perdita prevista.

Tuttavia, dato che le entrate derivanti dal roaming rappresentano circa il 6% delle entrate totali delle compagnie telefoniche mobili, l’impatto complessivo sarà sostenibile.

Si stima che le interruzioni dei viaggi internazionali continueranno per gran parte del 2020, con la cancellazione di oltre 650 milioni di passaggi, circa l’80% delle prenotazioni internazionali precedentemente previste.

Juniper Research ritiene che saranno interessate più della metà delle entrate del roaming degli operatori per il 2020, con una perdita fino a 12 miliardi di dollari durante il periodo, solitamente di punta, tra giugno e agosto.

L’istituto di analisti ha evidenziato che è improbabile che i viaggi annullati a causa dell’epidemia possano essere riprenotati, quindi gli operatori non saranno in grado di recuperare le entrate dopo che i viaggi saranno tornati alla normalità.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.