svizzera italiana

Addio (definitivo) alla Tv Svizzera italiana sul digitale terrestre

Questa volta è un addio e non un arrivederci. Un addio alla Svizzera italiana, come molti hanno continuaro a chiamarla negli anni anche dopo il passaggio alla sigla RSI (Radiotelevisione svizzera).

L’emittente, un tempo diffusa in grande parte del Nord e la cui visione oggi era ormai ristretta alle zone di confine della provincia di Como, del verbano e dell’estrema punta nord dell’area milanese, lascerà infatti le frequenze del digitale terrestre (DVB-T).

Un vero e proprio dramma mediatico per chi, da anni, segue la ricca programmazione in chiaro de La1 e La2 che, di recente, comprendeva la Champions League, gli Europei e i Mondiali di calcio, la Formula Uno e i grandi tornei di tennis. Tutto rigorosamente in chiaro e con commenti e commentatori di grande prestigio e competenza, con la presenza (molto spesso) di giornalisti delle principali testate sportive italiane.

Questa volta, a differenza di quello che era accaduto negli anni 80, non c’è alcun ostracismo degli svizzeri nei confronti degli italiani né alcuna attività protezionistica delle Tv italiane nei confronti della RSI. Insomma, non è una questione di diritti. La decisione di rinunciare, su tutto il territorio svizzero, al digitale terrestre è stata presa dal Consiglio federale, che ne ha la competenza, il 29 agosto dello scorso anno ed è stata comunicata alla Srg Ssr e successivamente inserita nella nuova Concessione d’esercizio.

Insomma, non una scelta della RSI, ma una decisione nazionale a cui anche Lugano dovrà allinearsi. La situazione della Svizzera, peraltro, è molto differente da quella italiana. Là, il digitale terrestre rappresenza poco meno de 2% dell’utenza (per lo più disseminata nelle seconde case), mentre è il cavo e soprattutto il satellite a farla da padrone.

E così, dal prossimo giungno il segnale della “Tv Svizzera italiana” si spegnerà e non ci sarà più la alcun modo per intercettarlo, salvo che per i cittadini svizzeri residenti in Italia, che potranno richiedere una speciale card per accedere all’intera programmazione via satellite.

Una piccola porzione della programmazione potrà essere sbirciata su Internet attraverso il sito e le app (www.rsi.ch, www.rsi.ch/play/tv, www.tvsvizzera.it/tvs), ma solo relativamente ai programmi autoprodotti o di cui l’emittente elvetica detiene i diritti di diffusione.

Leggendo fra le righe, poco o nulla di interessante rispetto a quello a cui si ha accesso oggi.

Nel frattempo, come se non bastasse, sul digitale terrestre (canale 82) è partita una sorta di operazione nostalgia, che si chiama Svizzera Italiana Svi 82, un’emittente che riproporrà alcuni dei programmi storici andati in onda negli anni d’oro della TSI. Il canale si è acceso grazie a un accordo fra Publirose (società che gestisce anche Telecampione) e l’emittente elvetica. Ma si tratta di repliche che – forse – serviranno solo ad accentuare il rimpianto della desaparecida RSI.