Samsung Galaxy Buds+: recensione

Invisibili, comodi, ideali per lo sport e ben realizzati. Non posso mentire, ho amato i Galaxy Buds di prima generazione ma i difetti non mancavano: le prestazioni dei microfoni erano scadenti, i controlli touch non erano precisi e non mancavano delle interferenze poi risolte con successivi aggiornamenti software. Con i nuovi Galaxy Buds+ in prova da qualche settimana, finalmente Samsung ha messo una pecca ai difetti, rendendoli…quasi perfetti.

Design e controlli touch

Gli auricolari sono ancora molto piccoli rispetto a gran parte della concorrenza, il che aumenta il comfort (anche per periodi prolungati) e sono anche più discreti, una caratteristica che personalmente amo. 

Nota a parte per la scatolina di ricarica che da opaca è diventata lucida tanto da scivolare meglio nella tasca dei jeans anche se è più soggetta ad ammaccature e graffi.

Migliorato anche il feedback dei controlli touch che sono ancora all’esterno e si comportano allo stesso modo dei Galaxy Buds, ovvero su entrambi i lati. Ci sono varie opzioni di controllo per la musica, per rispondere alle chiamate e per avviare l’assistente vocale (Google Assistant o Bixby).

App

Tutto è personalizzabile dalla curatissima app “Galaxy Wearable” che di fatto è il centro di tutti i wearable firmati Samsung. Troviamo poi un’opzione alternativa nella sezione Labs per attivare il controllo del volume sul bordo degli auricolari ma non funziona come dovrebbe e vi stancherete presto.

Microfono

Per chi si ritrova come me a fare ore e ore di chiamate al giorno spesso passeggiando per l’ufficio, il primo modello si è rivelato assolutamente insufficiente. I due microfoni, infatti, entravano in confusione da voci e rumori esterni che venivano amplificati per la “felicità” dell’interlocutore.

Capitolo diverso per i nuovi Galaxy Buds+ che sfruttano un terzo e nuovo microfono che isola molto bene le voci esterne seppur questo non lo renda un modello perfetto. Capita infatti che vengano catturati e amplificati rumori esterni molto vicini come i nostri passi e oggetti che afferriamo particolarmente rumorosi (es: una bottiglia d’acqua vuota che si accartoccia).

Musica

La qualità audio è migliorata ma la differenza è minima e si sente nella profondità dei suoni, specialmente nei bassi. Chi sceglie questi auricolari è perché vuole un isolamento massimo e potersi concentrare sulla musica.

Suono ambientale

Samsung ha rinnovato anche l’opzione suono ambientale che di fatto ci permette di sentire i rumori ambientali esterni durante una chiamata o durante la riproduzione musicale per non rimanere completamente isolati. In particolare, ci sono tre opzioni di potenza più uno bonus ancora sperimentale nascosto nell’app. La differenza tra il primo e il terzo è netta e la sua utilità è ovviamente soggettiva.

In ogni caso, non vi aspettate una qualità elevata delle voci e dei rumori intorno a voi.

Batteria 

Samsung promette fino a 22 ore di autonomia con la scatolina di ricarica. Obbiettivo centrato perché questi nuovi Galaxy Buds+ non si scaricano mai e quando lo fanno si ricaricano alla velocità della luce.

Di nuovo c’è un led di autonomia sul case che cambia in base al colore (verde, giallo e rosso) indicando quanta autonomia è rimasta.

Il giudizio di Cellulare Magazine: Samsung Galaxy Buds+

Samsung propone i nuovi Galaxy Buds+ al prezzo di 169€ e per quanto il listino sia leggermente in rialzo rispetto al precedente modello, si rivelano un’ottima alternativa a più blasonati AirPods di Apple. Unica pecca, l’assenza della cancellazione attiva del rumore che in un modello proposto a 199€ con microfoni ancora migliorati avrebbero reso la proposta di Samsung insuperabile sotto ogni punto di vista.

PRO

  • Ottima autonomia
  • Microfoni migliorati
  • Design compatto e invisibile

CONTRO

  • Manca la cancellazione attiva del rumore
  • I comandi touch per il volume sono inutilizzabili

8 Voto Finale