Xiaomi Mi 9T: la recensione di Cellulare Magazine

La crescita di Xiaomi è costante, a tratti inarrestabile. Il concetto di prodotti di qualità al giusto prezzo si rinnova a ogni nuovo lancio in tutte le categorie merceologiche. Avevamo finito da poco di prendere confidenza con i modelli Mi9 e Mi9 SE ed ecco arrivare sugli scaffali Mi 9T, un medio di gamma nel prezzo, un quasi top di gamma nelle prestazioni. Sì, perchè se è vero che il listino supera di poco i 300 euro, di contro troviamo un dispositivo costruito con materiali nobili e con qualche piacevole concessione al design, un processore di ultima generazione con tanti muscoli, abbondante memoria Ram e una tripla fotocamera che copre tutte le reali esigenze quotidiane di utilizzo. Non mancano una batteria dalle grandi performance e un piccolo grande difetto: l’impossibilità di espandere la memoria di archiviazione; manca infatti lo slot per schede microSD. Abbiamo già detto tutto quindi? Neanche per idea, il bello deve ancora iniziare, perchè basta attivare la fotocamera frontale per vedere comparire il sensore pop up dalla parte superiore dello smartphone, un piccolo capolavoro di ingegneria, che genera un simpatico effetto wow e, soprattutto, permette al display di non avere elementi di disturbo, come tacche, gocce o micro fori. Xiaomi Mi 9T è disponibile in due tagli di memoria da 6/64 e 6/128 GB e in tre piacevoli e cangianti colorazioni. In questo test ci concentriamo sulla versione meno carrozzata, che si proprone al mercato con un prezzi di lisitno di 329 euro


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Xiaomi Mi 9T

Xiaomi Mi 9T: c’è la MIUI 10

Come detto, Mi 9T può contare su una robusta scheda tecnica. Si parte dal grande display da 6,3 pollici, un pannello touch di buona qualità con ampiezza sufficiente per qualsisi utilizzo e che, grazie alla tecnologia Ips, restituisce immagini realistiche con discreti colori. Solo la calibrazione del punto di bianco richiede un piccolo intervento manuale, perché di default sembra virare verso tonalità più calde. La risoluzione Full HD+ è adeguata per rendere visibili i dettagli di qualsiasi fotogramma o documento. Come sempre in casa Xiaomi, il cuore è rappresentato dall’interfaccia Miui, giunta alla versione 10, che potenzia e personalizza Android in versione 9. Un mix dirompente che equipaggia il dispositivo di utili funzioni. Citiamo, tra le tante, la possibilità di comandare il telefono tramite gesture e di clonare le applicazioni, ma anche una particolare attenzione alla sicurezza con il blocco/sblocco delle app tramite password o lettore delle impronte digitali. Segnaliamo, a tale proposito, che il Note 7 utilizza un sensore fisico sul dorso del dispositivo, che non produce l’effetto wow dei più evoluti scanner posizionati sotto il display, ma funziona con maggiore precisione. Il motore del sistema è il processore Qualcomm Snapdragon 660, una Cpu octa core che si è già distinta per le ottime capa- cità di calcolo e per i parchi consumi. In questo caso è affiancata da 4 GB di Ram e fornisce sempre la necessaria potenza. Ricordiamo che Redmi Note 7 è disponibile anche con il taglio di memoria da 3/32 GB al prezzo di 179 euro. Bene la sezione telefonica, con connessioni stabili e puntuali così come il volume delle conversazioni. Nella media la resa acustica, anche se, ogni tanto, l’audio appare un po’ metallico. Lo smartphone è un dual Sim ibrido: consente cioé di inserire due Sim contemporaneamente oppure una Sim e una scheda di memoria microSD. Dal punto di vista del design, abbiamo apprezzato le dimensioni minimaliste della “tacca” a goccia che ospita la fotocamera frontale. La soluzione lascia più spazio al display, anche se per una scelta del produttore le notifiche restano visibili nella barra superiore del touch screen solo per una breve frazione di tempo. Bisogna quindi consultare con frequenza la tendina dedicata alle comunicazioni dello smartphone o tenere sotto controllo i badge sulle icone delle applicazioni. Dettagli migliorabili ma non vitali nell’utilizzo quotidiano, che invece e beneficia di una notevole autonomia d’esercizio. Merito di un sistema ben ottimizzato e di una generosa batteria da 4.000 mAh.

Che scheda tecnica!

Xiaomi Mi 9T è equipaggiato con una robusta scheda tecnica. Partendo dal display, che come abbiamo accennato ha un disegno perfettamente regolare e privo di interruzioni, troviamo un pannello con diagonale da 6,39 pollci e risoluzione Full HD+ supportato dalla tecnolgia Amoled, che garantisce colori vividi e ben contrastati, con immagini perfettamente visibili, anche sotto forte illuminazione solare. L’anima di questo nuovo dispositivo è certamente la MIUI 10, un ambiente operativo capace di sovrapporsi e impreziosire le funzioni di Android 9 Pie. Molte le voci aggiunte all’Os di Big G con funzionalità utili che consentono al telefono spunti originali in un panorama, come quello di Android, piuttosto piatto. Ci è piaciuta l’attenzione alla sicurezza e alla privacy che permette, ad esempio, di rendere inaccessibili a occhi indiscreti i nostri dati personali, ma anche la possibilità di clonare le applicazoni e, ultimo ma non ultimo, il moderno lettore delle impronte digitali collocato sotto al vetro, che permette di sbloccare il telefono in tempi rapidi e con buona affidabilità. Tutto il sistema è mosso dal nuovissimo chipset Qualcomm Snapdragon 730, un Soc di fascia medio alta, capace di offrire prestazioni vicine ai cosi detti “flagship”, ma con un approccio più razionale alle reali esigenze di utilizzo. Al di là delle differenze di costo produttivo, che hanno certamente un impatto sul prezzo finale, il gruppo di processori ha prestazioni impercettibilmente inferiori rispetto alla serie 800, con conusmi assai contenuti. A tale proposito è giusto segnalare che il sapiente lavoro di ottimizzazione delle componenti e una batteria da 4.000 mAh riescono a offrire un livello di autonomia davvero soddisfacente. Se non siete parlatori o messaggiatori incalliti, vi sarà possibile arrivare anche a due giorni di utilizzo del dispositivo. Come già detto, in un quadro tecnico tanto positivo, ci ha lasciato l’amaro in bocca non poter espandere la memoria di archiviazione. In un telefono cosi evoluto è un vero peccato, soprattutto per la versione da 64 GB. Di contro il telefono supporta la gestione contemporanea di due Sim. 
La sezione radio dello smartphone funziona bene, con connessioni precise e stabili alla rete e con una qualità della fonia apprezzabile. Qualche rimbalzo metallico invece, si avverte nella capsulal auricolare, mentre il vivavoce (pur essendo monofonico) offre un ottimo equilibrio tra volume e resa acustica.

Confezione, design e qualità costruttiva

Xiaomi Mi 9T è realizzato con un sapiente mix di metallo e vetro.
Le finiture sono eccellenti. La scocca riprende il colore della cover ma è la particolare lavorazione dello strato di vetro della sezione posteriore dello smartphone ad averci particolarmente entusiasmato. Una sorta di “effetto fiamma” che si modifica in base all’incidenza del fascio luminoso. Un telefono davvero bello.

Display

Anche in questo reparto Mi 9T è in grado di dire la sua. Il pannello Amoled restituisce infatti immagini ben definite e ricche di colori e si fa apprezzare anche all’aperto. Bene la generosa diagonale da 6,39 pollici e di ottimo livelli i dettagli generati dalla risoluzione Full HD+ (2.340×1.080 pixel). Sotto al vetro è presente anche il lettore di impronte, affidabile e veloce nel riconoscere l’impronta digitale.

Fotocamera

Il reparto fofotgrafico è basato sulla presenza di tre sensori da 48+8+13 Megapixel, per gestire super grandangolo, zoom 2x e modalità normale. Le foto che si ottengono denotano buona qualità in piena luce ma anche la gestione degli scenari più scuri risulta soddisfacente. Ciò che abbiamo apprezzato è la semplicità con cui si possono acquisire immagini di qualità e un software ben strutturato per qualsiasi utente.

L’elemento di maggior appeal di questo Xiaomi è la fotocamera frontale. Un elemento motorizzato che fuoriesce dal profilo superiore del telefono, accompaganto da un led colorato che rende tutto il processo ancora più scenografico. L’effetto wow è garantito, ma anche l’efficacia pratica. L’elemento in movimento si rivela infatti costante nelle prestazioni e rappresenta davvero una piccola grande chicca tecnologica. Il sensore da 20 Megapixel garantisce tra l’altro scatti di buona qualità e selfie piacevoli e ben dettagliati. La cam può anche essere utilizata per lo sblocco con il volto, il cui funzionamento non ha manifestato alcuna criticità. In ambito ludico segnaliamo la presenza di divertenti effetti, anche per la fotocamera frontale. Meno appariscente ma assai più articolato il reparto della camera posteriore. Il sensore Sony IMX582 da 48 Megapixel con lente f/1.8 e 26 mm di focale viene affiancato da un elemento da 8 Megapixel con lunghezza focale doppia e da una terza unità con funzioni superwide, grazie a una focale da 12 mm. Il software impone di usare la risoluzione principale da 12 Megapixel per utilizzare il complesso schema ottico. Se si opta per i 48 Megapixel nativi avremo foto super dettagliate ma con possibilità compositive più limitate. Le foto sono di qualità e denotano un leggero calo solo quando si scatta con poca luce o utilizzando zoom e grandangolo, per via di lenti un po’, meno luminose. Nel complesso la cam è un vero piace e il suo utilizzo risulta “friendly”. Bene anche i video che possono arrivare alla risoluzione di 4K a 30 fps, con stabilizzazione elettronica.
Xiaomi Mi 9T si conferma come uno smartphone ben riuscito e capace di offrire quasi tutto a un prezzo per tutti.

Audio e ricezione

La riproduzione dei contenuti audio è apprezzabile anche se, purtroppo, l’emissione non è sterefonica; ma entrambi gli speaker non se la cavano male nella loro singola competenza. La capsula auricolare ha un volume alto, con un leggero effetto metallico; l’altoparlante di sistema conferma un buon volume e un suono piuttosto equilibrato, anche quando si ascolta musica o contenuti multimediali in genere.

Batteria

La batteria da 4.000 mAh consente al nuovo Xiaomi Mi 9T un livello di autonomia eccellente. Con utilizzo moderato si supera facilmente la giornata di utilizzo.

Prestazioni

Il processore Qualcomm Snapdragon 730 mette le ali ad Android 9 e all’interfaccia MIUI 10. La reattività del telefono è poco diversa dai top di gamma e, in definitiva, nell’utilizzo quotidiano non manca davvero alcunché. L’autonomia diventa l’arma in più per un telefono che riesce a soddisfare qualsiasi tipo di utilizzo senza la minima difficoltà.
È la dimostrazione che non sempre i super processori sono indispensabili.

Il giudizio di Cellulare Magazine:
Xiaomi Mi 9T

Xiaomi conferma la capacità di realizare ottimi prodotti al giusto prezzo. Mi 9T si fa notare per la sua particolare fotocamera, ma oltre all’effetto wow si rivela uno smartphone solido, ben costruito e con molti punti esclamativi in molti dei suoi reparti. Peccato per la mancanza della memoria espandibile, nulla che posso scalfire il giudizio su un prodotto che a 329 euro offre tutto ciò che serve e anche di più. La completezza delle funzioni di Xiaomi Mi 9T unitamente alle soluzioni all’avanguardia fra cui spicca la fotocamera pop up permettono al dispositivo dell’azienda cinese di aggiudicarsi i nostri Award Hi-Tech e Design 2019.

PRO

  • Ottimo display
  • Autonomia eccellente
  • Fotocamera di buon livello

CONTRO

  • Manca la memoria espandibile
  • Non c’è la certificazione IP per polvere e acqua
  • L’audio non è stereo

7,9 Voto Finale