Meta ha raggiunto un accordo che potrebbe portarla a pagare oltre 16 miliardi di dollari per chiudere una causa negli Stati Uniti incentrata sull’impatto di Facebook e Instagram sui più giovani. Secondo le accuse, le due piattaforme sarebbero state progettate con meccanismi capaci di favorire comportamenti di dipendenza tra bambini e adolescenti. L’intesa prevede anche l’introduzione di nuove misure di sicurezza dedicate agli account dei minori.
Meta e il suo amministratore delegato Mark Zuckerberg sono quindi al centro di una delle più importanti controversie statunitensi sul rapporto tra social network e adolescenti.
Dal 18 agosto, una coalizione di Stati americani ha avviato un procedimento contro Meta presso il tribunale federale di Oakland, in California. I procuratori sostengono che Facebook e Instagram siano stati sviluppati per incentivare un utilizzo compulsivo da parte dei giovani, contribuendo parallelamente alla crisi della salute mentale che interessa bambini e adolescenti. Tra le contestazioni compare anche la raccolta di informazioni appartenenti a utenti con meno di 13 anni senza il consenso dei genitori.
Meta ha preferito raggiungere un’intesa invece di affrontare un processo che avrebbe potuto comportare conseguenze economiche ancora più pesanti. La svolta è arrivata poco dopo la testimonianza di Adam Mosseri, CEO di Instagram, che ha respinto l’esistenza di una vera e propria “dipendenza clinica” provocata dalle applicazioni della società. Anche Mark Zuckerberg avrebbe dovuto essere chiamato a testimoniare.
Meta pagherà fino a 16,68 miliardi di dollari
La scelta di trattare non arriva in un momento casuale. A marzo Meta aveva perso entrambe le fasi di un importante processo avviato dal Nuovo Messico ed era stata condannata al pagamento di 375 milioni di dollari per aver ingannato i consumatori in merito alla sicurezza delle proprie piattaforme. Una sconfitta recente che potrebbe aver inciso significativamente sulla decisione di evitare un’altra battaglia giudiziaria dall’esito incerto.
Secondo Reuters, che fa riferimento ai documenti depositati presso il tribunale, Meta potrà versare fino a 16,68 miliardi di dollari, equivalenti a circa 14,3 miliardi di euro, per chiudere le controversie promosse complessivamente da 29 Stati. Nonostante l’accordo, la società continua a negare qualsiasi illecito e considera l’intesa un possibile modello che anche YouTube e TikTok dovrebbero seguire. Meta, insieme a Google, era già stata giudicata responsabile di aver trascurato la salute mentale dei propri utenti.
La definizione di “modello da seguire” non rappresenta soltanto una presa di posizione pubblica. Circa il 30% dell’importo previsto, vale a dire quasi 5,3 miliardi di dollari, dovrebbe infatti essere versato solamente se YouTube e TikTok adotteranno a loro volta misure destinate a contrastare i meccanismi che possono aumentare la dipendenza dalle rispettive piattaforme.
Come cambieranno Facebook e Instagram per gli adolescenti
Oltre al pagamento miliardario, l’accordo impone a Meta importanti cambiamenti nella gestione degli account degli adolescenti. Le nuove regole dovrebbero essere applicate negli Stati Uniti e, una volta completati i necessari passaggi giudiziari, entrare progressivamente in vigore nel corso dei prossimi mesi.
Gli account degli utenti con meno di 18 anni saranno configurati automaticamente con un limite massimo di due ore di utilizzo quotidiano. Facebook e Instagram verranno inoltre bloccati tra mezzanotte e le 6 del mattino, mentre le notifiche saranno disattivate durante l’orario scolastico. Soltanto i genitori potranno intervenire per modificare queste impostazioni, aumentando così il controllo degli adulti sull’utilizzo delle piattaforme.
Gli adolescenti potranno inoltre scegliere di visualizzare un feed organizzato cronologicamente invece di affidarsi alla selezione dei contenuti effettuata dall’algoritmo. Un’altra modifica riguarderà il numero dei “Mi piace”, che non sarà più mostrato sui post. Meta dovrebbe anche rafforzare i controlli sull’età degli iscritti, così da rendere più difficile l’accesso alle applicazioni da parte dei bambini più piccoli.
L’accordo deve ancora essere approvato
L’intesa non può ancora essere considerata definitiva. Prima della sua entrata in vigore dovrà essere approvata dal giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers. Soltanto dopo questo passaggio diventeranno effettivi gli obblighi previsti per Meta, comprese le nuove protezioni destinate agli account degli adolescenti.
Anche la cifra dell’accordo deve essere letta nel contesto delle richieste iniziali. Prima del processo, infatti, gli Stati coinvolti puntavano a ottenere un risarcimento decisamente superiore, nell’ordine dei 200 miliardi di dollari. Per Meta, raggiungere un’intesa consente quindi di limitare considerevolmente il rischio finanziario che sarebbe derivato da un’eventuale sconfitta completa in tribunale.
La vicenda di Oakland, inoltre, rappresenta soltanto una parte delle controversie legali che interessano le principali piattaforme social negli Stati Uniti. Meta deve ancora affrontare numerosi procedimenti e una situazione simile riguarda TikTok, YouTube e Snapchat, coinvolte complessivamente in migliaia di cause che mettono al centro la sicurezza degli utenti più giovani e la responsabilità delle piattaforme digitali.

