Google Pixel 6 Pro: potenza e coraggio portano Android in una nuova dimensione. La nostra recensione

C’era grande attesa per i nuovi modelli Pixel di Google, giunti alla loro sesta edizione. Pixel 6 Pro (che proviamo in questa pagina) e Pixel 6 sono infatti animati, per la prima volta, da un processore auto progettato e auto prodotto: il Google Tensor.

In realtà gli smartphone sono stati completamente sviluppati ex novo, e contengono alcune novità. Dalla configurazione della tripla fotocamera (vi ricorderete come per molti anni Google avesse perseguito, pur con ottimi risultati, l’impostazione a singolo sensore) con teleobiettivo e zoom ottico 4X, al display con matrice LPTO, frequenza di aggiornamento dinamica fino a 120 Hz, un’autonomia che promette prestazioni migliori e un chip preposto alla sicurezza, chiamato Titan M2.

Non manca la connetività 5G, un nuovo design (forse un po’ più divisivo rispetto al passato ma sicuramente più originale e distintivo) e la presenza di Android 12. Come sempre, dunque, l’arrivo dei Pixel di Google permette al sistema operativo Android di mostrare il meglio del suo stato dell’arte e di confrontarsi con i dispositivi della concorrenza.

Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro possono essere acquistati da oggi, Sono disponibili sul Google Store, nella versione Nero Tempesta con 128 GB di memoria rispettivamente al prezzo di 649 e 899 euro. Su Amazon troverete anche la versione Cloudy White, con prezzi però un po’ meno sotto controllo.

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Scheda tecnica Google Pixel 6 Pro

Design

Come detto nell’introduzione il design di Pixel 6 Pro è sicuramente più coraggioso del passato. C’è un netto cambiamento e si percepisce in modo chiaro il tentativo da parte del produttore di rendere lo smartphone meno omologato rispetto al look degli Android in circolazione. Il risultato finale è senza dubbio un dispositivo diverso, dalle forme originali e con soluzioni innovative. Il rischio, in questo caso, è quello di piacere molto o di non piacere per nulla, ma d’altra parte se tale rischio non lo corre Google con i suoi telefoni a chi lo possiamo chiedere? Mi riferisco in particolare alla fascia posteriore orizzontale in metallo nero opaco, che contiene i sensori fotografici e conferisce allo smartphone un aspetto lineare e simmetrico, un po’ rarefatto ma distintivo. A noi, dopo qualche perplessità iniziale, è piaciuto.

Lo smartphone è composto da una monoscocca in metallo lucido che si fonde con il vetro curvo del pannello.

Il display di Pixel 6 Pro

Il display di Pixel 6 Pro ha un polliciaggio di 6,7″ ed è realizzato con vetro Corning Gorilla Glass Victus, il più robusto oggi disponibile. È in grado di adattare la sua frequenza in modo intelligente da un minimo di 10 Hz a un massimo di 120 Hz, caratteristica questa che permette al telefono di erogare sempre la giusta energia per la funzione che si sta utilizzando, senza sprechi, permettendo dunque di allungare in modo intelligente l’autonomia del dispositivo. Pixel 6 Pro ha una screen to body ratio di oltre 88%, una risoluzione di 1.440 x 3.120 pixel e una densità di 512 pixel.

I picchi di luminosità appaiono leggermente inferiori a modelli come l’iPhone 13 o l’OPPO Find X3 Pro, ma comunque siamo a livelli assolutamente accettabili.

L’hardware di Pixel 6 Pro

La nuova famiglia dei Pixel 6 è mossa dal nuovo processore Google Tensor (con architettura a 5 nanometri) per il quale Big G assicura prestazioni fino all’80% più rapide rispetto ai modelli precedenti. Ma la vera novità, al di là della miglior potenza, è naturalmente la più efficace integrazione con tutte le funzioni del dispositivo, comprese quelle di intelligenza artificiale e di machine learning. Fra queste ci sono il riconoscimento vocale, la capacità del telefono di trasformare un messaggio audio in uno scritto in tempo reale e di trascrivere (sempre in diretta) le parole che sta pronunciando il nostro interlocutore ne corso di una chiamata. L’AI trova alcune delle sue più interessanti applicazioni nella sezione fotografica (di cui diciamo più avanti) e assicura una più veloce e accurata elaborazione delle immagini.

La memoria Ram è di 12 GB su tutti i modelli, mentre l’archiviazione può come detto contare su un unico taglio da 128 GB che (purtroppo) non possono essere estesi con schede di memoria.

UI Experience: c’è Android 12

Come sempre i dispositivi Pixel di Google offrono la possibilità di godersi l’ultima versione del sistema operativo di Android, la 12 appunto, con design Material You. Fondamentalmente l’esperienza Pixel ci riporta sempre alla presenta di Android Stock, ma rispetto al passato la maturazione di questo sistema operativo è stata enorme, tanto che oggi si hanno a disposizione tantissime opzioni di personalizzazione delle icone e dei temi, pur in un sistema che rimane molto snello, leggero e veloce nelle risposte.

Infine segnaliamo un ottimo feedback aptico in diverse sezioni dello smartphone, che dà immediatamente la sensazione che il nostro comando sia andato a buon fine, da una digitazione fino ad arrivare alla messa a fuoco di una ripresa con la camera. Che poi sono cose semplici che rendono un’interfaccia piacevole da utilizzare e fanno la differenza.

La fotocamera di Pixel 6 Pro

Google ha optato per integrare tre obiettivi: il principale (grandangolare) è da 50 Megapixel (f/1.9), con un sensore da 1/1,3 pollici in grado – secondo il produttore – di catturare una quantità di luce fino a 150% in più rispetto al Pixel 5. Ci sono inoltre un tele da 48 Megapixel (f/3.5) con zoom ottico 4X e zoom digitale 20X, un’ottica ultra grandangolare da 12 Megapixel (f/2.2)

Interessante e particolarmente significativo lo sviluppo della modalità Real Tone. In generale, infatti, le fotocamere vengono progettate per fotografare la pelle chiara. Il team Google ha invece lavorato direttamente con fotografi, operatori cinematografici e coloristi famosi per le loro accurate immagini di comunità di colore chiedendo a questi professionisti di testare le fotocamere del Pixel così da avere dei settaggi cromatici più corretti e maggiormente tarati sulle differenti cromie.

Le prestazioni sono eccellenti in piena luce e molto buone negli interni. Il sensore grandangolare è quello che soffre di più e per primo quando manca la luce.

La modalità notturna viene in aiuto nelle condizioni di luce scarsa anche se in alcune situazioni il risultato ottenuto è un po’ troppo artefatto perché l’immagine appare fin troppo chiara e dunque poco verosimile rispetto a ciò che l’occhio vede.

La parte software è molto curata e l’intervento dell’intelligenza artificiale aiuta ad ottenere scatti di grande qualità, soprattutto nei ritratti. C’è un’app di foto e video editing ricca di modalità e che funziona molto bene e permette (sempre con l’uso dell’Ai) di togliere soggetti indesiderati da uno scatto (Gomme magica).

È presente anche una fotocamera anteriore ultrawide da 11 Megapixel (f/2,2) in grado di registrare video in 4K a 30fps oppure in qualità 1080p a 30/60 fps anche se è un po’ penalizzata dall’assenza dell’autofocus. La camera posteriore, invece, gira video stabilizzati in 4K a 60 fps.

L’audio dello smartphone

Pixel 6 Pro è dotato di speaker stereo, gestisce bene le chiamate in vivavoce con un volume sempre bel calibrato. Manca purtroppo il jack audio da 3,5 millimetri, che non ci stancheremo mai dire rappresenta un handicap per chi vorrebbe utilizzare le proprie cuffie per ascoltare musica. Sul fronte del segnale, lo smartphone ha dimostrato di tenere molto bene la linea anche quando ci siamo appositamente recati in aree dove la copertura è instabile.

Batteria

Il dispositivo è dotato di una batteria da 5.000 mAh con Fast charging da 30W e wireless charging da 23W e Reverse wireless charging.

La batteria di Pixel 6 Pro è di tipo adattativo: significa che capisce quali sono le vostre app preferite, quelle che utilizzate con maggiore frequenza e non spreca energia su quelle che non utilizzate mai. Quando attiverete  il risparmio energetico estremo, il dispositivo mantiene attive solo le app essenziali così da estendere la durata della batteria stessa.

Ma quanto dura una carica? Con un utilizzo normale si arriva a sera. Non si raggiungono però i picchi di alcuni dispositivi concorrenti che avremmo sperato di vedere proprio in considerazione del fatto che il telefono integra un sistema di chip proprietari dai quali forse era lecito attendersi performance un po’ più soddisfacenti.

Gli Awards di Cellulare Magazine

Pixe 6 Pro fa incetta dei nostri Awards, ma se li merita tutti: perché il carico di innovazione presenta è pesante (HiTech Award), la sezione fotocamera è impreziosita dall’intervento dell’Ai ma anche di app di gestione e di ritocco di ottima fattura (Photo Award), il Display è appagante da tutti i punti di vista (Display Award) e poi…. c’è il design. Potrebbe non piacere a tutti, ma a noi è piaciuto. Lo smartphone è elegante e diverso dalla moltitudine di modelli che popolano le vetrine dei negozi. E poi il coraggio di tentare nuove strade va premiato (Design Award).

Il giudizio di Cellulare Magazine: Google Pixel 6 Pro

Un telefono completo che ha il coraggio di osare (e non solo dal punto di vista del design). Dopo l’intervallo dello scorso anno, in cui le versioni del Pixel 5 non erano arrivate ufficialmente nel nostro Paese, Google ritorna con due prodotti che sembrano ispirarsi ai vecchi Nexus: smartphone capaci di portare Android ad un nuovo livello, con una forte vocazione innovativa. E, particolare da non sottovalutare, Big G sforna un assoluto top di gamma il cui prezzo massimo è inferiore a 900 euro, quando i concorrenti sfiorano in alcuni casi i 1.300 euro. Un dettaglio non da poco di questi tempi. I veri plus sono sia nell’hardware, tutto nuovo e governato da un processore fatto in casa, sia nel software, con app esclusive. Insomma, c’è più di un motivo per farsi tentare…

PRO

  • Ottima integrazione software-hardware
  • Video e foto di alto livello
  • Design originale. A noi è piaciuto!

CONTRO

  • Niente jack per le cuffie
  • L’autonomia non sorprende
  • Fotocamera anteriore con definizione un po’ bassa

9 Voto Finale