Xreal Aura ufficiali: occhiali Android XR con display Micro-OLED, Gemini e chip Snapdragon Reality Elite

Xreal amplia la propria gamma per lo spatial computing con i nuovi Aura, occhiali basati su Android XR e pensati per offrire un’esperienza immersiva ma trasparente, grazie a display Optical See-Through. Il dispositivo nasce per combinare applicazioni Android XR, intelligenza artificiale Gemini e un design separato, in cui la parte di calcolo principale è spostata in un modulo esterno.

Gli occhiali integrano due display Sony Micro-OLED con risoluzione 1.920 x 1.200 pixel e refresh rate a 120Hz. Il campo visivo dichiarato è di 70°, mentre la struttura trasparente permette all’utente di continuare a vedere l’ambiente circostante e, allo stesso tempo, consente alle persone vicine di vedere gli occhi di chi li indossa.

Display trasparente e oscuramento elettrocromico

La natura Optical See-Through consente ad Aura di sovrapporre contenuti digitali al mondo reale senza isolare completamente l’utente. Quando serve maggiore concentrazione sui contenuti virtuali, entra in gioco l’oscuramento elettrocromico, che riduce la trasparenza del display per rendere più leggibili finestre e applicazioni.

Per il multitasking, gli occhiali supportano fino a cinque finestre flottanti contemporaneamente. È una funzione pensata per chi vuole usare Aura come spazio di lavoro esteso, con app, contenuti e strumenti sempre visibili nel campo visivo.

Android XR con Gemini integrato

La presenza di Android XR è uno degli elementi più importanti del prodotto. Rispetto a piattaforme proprietarie, la scelta di Google consente ad Aura di partire con un ecosistema più ampio di applicazioni e servizi.

Gemini è integrato come parte standard dell’esperienza, permettendo comandi vocali e funzioni AI contestuali. L’interazione principale, però, non passa solo dalla voce: Xreal indica il tracciamento delle mani come metodo di input predefinito.

Snapdragon Reality Elite nel compute puck

Xreal Aura adotta un design separato. Il nuovo Snapdragon Reality Elite non si trova direttamente negli occhiali, ma nel compute puck, il modulo esterno che esegue Android XR e le applicazioni. Questa scelta consente di spostare batteria e componenti più pesanti lontano dalla testa, migliorando comfort e bilanciamento.

Il compute puck sarà disponibile in due configurazioni: 12GB di RAM con 256GB di memoria oppure 16GB di RAM con 512GB di storage. Integra anche una batteria da 4.455 mAh, pari a 34,84 Wh.

All’interno degli occhiali trova invece posto il co-processore spaziale Xreal X1S, dedicato alle operazioni a bassa latenza, alla gestione dei sensori e alle attività legate al display.

Tracking 6 DoF, fotocamere e doppia USB-C

Aura supporta il tracking 6 DoF, quindi è in grado di rilevare i movimenti nello spazio e l’orientamento di un oggetto o di un corpo. Gli occhiali integrano anche fotocamere, accompagnate da un LED che segnala alle persone circostanti quando sono attive. Sul modulo sono presenti due porte USB-C: una serve per collegare gli occhiali, mentre l’altra può essere utilizzata per alimentazione esterna o ingresso video tramite DisplayPort in.

Prezzo sotto i 1.500 dollari e lancio in autunno

Xreal non ha ancora comunicato il prezzo definitivo di Aura, ma nelle note ufficiali indica che il dispositivo costerà meno di 1.500 dollari, tasse escluse, quindi meno di circa 1.390 euro al cambio attuale.

Sono previste due modalità di prenotazione. La prima è il Founder Pass, limitato a 2.000 unità, che offre uno sconto di 300 dollari, circa 278 euro. In alternativa, è possibile effettuare una prenotazione standard da 100 dollari, circa 93 euro, ottenendo 200 dollari di credito, circa 185 euro, al momento del lancio.

Gli Xreal Aura arriveranno in autunno e si posizioneranno come una delle prime proposte Android XR più accessibili rispetto ad altri occhiali AR di nuova generazione. Il confronto più immediato è con gli Snap Specs, annunciati a 2.195 dollari, circa 2.030 euro, ma basati su software proprietario. Xreal punta invece su Android XR, Gemini e un prezzo inferiore per rendere lo spatial computing più vicino al mercato consumer avanzato.

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redazione