HomeMobilityAbbiamo provato in anteprima Vigor Stride, l'esoscheletro intelligente di NAVEE

Abbiamo provato in anteprima Vigor Stride, l’esoscheletro intelligente di NAVEE

Con un evento internazionale tenutosi ieri a Monaco di Baviera NAVEE ha presentato una serie di novità destinate a rimodulare l’identità del proprio brand e ad allargare il campo d’azione all’interno del perimetro della consumer tech. Il brand cinese, finora conosciuto soprattutto per i monopattini elettrici, ha infatti inaugurato una nuova fase che va oltre il semplice trasporto urbano, ma punta a costruire un ecosistema di mobilità intelligente, integrato e trasversale.

L’obiettivo è infatti trasformare il concetto stesso di mobilità in un’esperienza più ampia, capace di adattarsi a diversi contesti – dalla città all’outdoor – e accompagnare l’utente lungo tutto l’arco della giornata.

Gli esoscheletri AI Vigor Stride: la prova

Tra le tante novità presentate, sono indubbiamente stati gli esoscheletri intelligenti della serie Vigor Stride ad attrarre maggiormente l’attenzione degli addetti ai lavori e a testimoniare non solo il cambio di rotta di Navee, ma anche la sua capacità di presentare prodotti innovativi da affiancare alla tradizionale produzione.

Cellulare Magazine ha potuto provare questo prodotto in anteprima: l’esoscheletro è a tutti gli effetti un dispositivo indossabile di nuovissima generazione basato sull’intelligenza artificiale e progettato per supportare il movimento umano in modo naturale e fluido. Dispone di un sistema di assistenza adattiva in tempo reale ed è in grado di sincronizzarsi con l’andatura dell’utente, migliorando la camminata senza risultare invasivo.

Si indossa in pochi secondi fissandolo al nostro corpo con una cintura a clip in tre punti: in vita e alle gambe, circa a metà dei quadricipiti. La batteria rimane nella parte posteriore, dietro la schiena.

Non si tratta di un dispositivo medico, è bene sottolinearlo, ma di un prodotto di consumo che si troverà nelle prossime settimane all’interno dei punti vendita delle principali insegne di elettronica e che può essere utilizzato per camminare con meno fatica, per ovviare a qualche problema fisico che ci impedisce percorsi troppo lunghi o addirittura per allenare al meglio la muscolatura.

Il cuore della tecnologia è un algoritmo di andatura bionica, che analizza i movimenti e li replica in modo armonico, affiancato da una batteria modulare a ricarica rapida. Questo, in sintesi, significa che l’esoscheletro è un ausilio al nostro movimento, non lo sostituisce. Per fare un paragone con le biciclette elettro-assistite il mezzo non si muove da solo se non pedaliamo, ma aiuta e accompagna il nostro sforzo quando iniziamo il movimento. Il risultato è un’esperienza che unisce supporto fisico e naturalezza e che apre scenari che vanno dalla mobilità assistita al fitness avanzato fino alle applicazioni outdoor.

L’esoscheletro Vigor Stride promette circa 30 Km di camminata con una singola carica della batteria, ma come sempre l’autonomia deve essere messa in relazione alla tipologia di percorso e allo sforzo richiesto allo strumento. Un piccolo cursore a bilanciere posto nella parte destra dell’accessorio permette di aumentare o diminuire l’assistenza dell’esoscheletro, arrivando addirittura a trasformare l’accessorio in uno strumento di allenamento, così da farci faticare un po’ di più rispetto a una camminata tradizionale.

Come cambia l’attività fisica

Nel corso della nostra prova abbiamo provato una camminata sostenuta, una corsa a basso ritmo e una salita un po’ più faticosa dalle scale. L’esoscheletro, grazie all’Ai, capisce in tempo reale qual è la nostra andatura, si adatta nel tempo alla nostra tipologia di camminata e agli eventuali punti deboli, andando a sostenerli maggiormente. Se si cammina piano, l’aiuto è minimo, se si accelera, il sostegno diventa più importante, se si comincia a corricchiare allora l’ausilio diventa particolarmente percepibile, così come quanto si percorre una salita. La prova del nove è avvenuta salendo una lunga scalinata: qui la parte posteriore della coscia viene sostenuta, aiutata e spinta in avanti con maggiore forza, tanto che abbiamo ripetuto più volte il percorso senza finire con il classico “fiatone da salita”.

Il primo giudizio

Il Vigor Stride è uno di quei prodotti che oggi sembrano forse “in anticipo sui tempi”, ma che durante una prova pratica fanno intravedere in modo chiaro dove può andare il settore.

Siamo oggettivamente agli inizi dello sviluppo di questa categoria: l’esperienza non può ancora definirsi perfetta, l’ingombro e l’integrazione possono migliorare ma l’utilità concreta per l’utente medio si intravede in modo chiaro. Certo, indossandolo, si percepisce subito tutto il suo potenziale.

La sensazione è quella di una assistenza naturale al movimento, non invasiva, che non sostituisce l’utente ma lo accompagna. Ed è proprio qui che si aprono gli scenari futur che guardano al supporto alla mobilità per persone con difficoltà motorie, a un utilizzo in ambito lavorativo (logistica, industria) per ridurre lo sforzo fisico fino ad applicazioni sportive e outdoor, dove può migliorare la resistenza e le performance e persino agli ambiti prettamente consumer legati al benessere e al fitness evoluto.

In altre parole, non è ancora un prodotto “di massa”, ma è già un prodotto funzionante (non più un concept) che arriverà presto nei negozi e che rappresenta una nuova categoria destinata a crescere.

Ma quanto costerà? Il prezzo di questo modello non è ancora stato comunicato, ma si parla di una cifra vicino ai 1.000 euro. Un prodotto premium, dunque, in linea con i valori di uno smartphone di fascia alta o di un buon TV OLED da 60 pollici.

Ed è proprio questo uno degli aspetti chiave: oggi il Vigor Stride si posiziona come tecnologia d’avanguardia, non ancora pensata per il grande pubblico ma per gli early adopter. È il classico caso in cui il prezzo riflette più lo stato dell’innovazione che non la diffusione reale.

Con il tempo, però, è lecito aspettarsi una progressiva democratizzazione. Se la categoria crescerà e troverà applicazioni concrete su larga scala i costi potrebbero ridursi, proprio come è successo con molte altre tecnologie oggi comuni.

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