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AGCOM multa Samsung e Apple per obsolescenza programmata

Brutte notizie per Samsung e Apple. I due produttori di smartphone leader nel mondo sono stati multati dall’AGCOM perché con i loro aggiornamenti hanno provocato l’obsolescenza programmata su alcuni modelli.

Da Wikipedia: L’obsolescenza programmata o pianificata in economia industriale è una strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato. Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure diventa semplicemente obsoleto agli occhi del consumatore in confronto a nuovi modelli che appaiono più moderni, sebbene siano poco o per nulla migliori dal punto di vista funzionale

Stando a quanto dichiarato da AGCOM, Samsung e Apple hanno “violato gli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi”.

L’accusa ha poi specificato che entrambe le società hanno costretto i propri clienti ad installare aggiornamenti non gestibili adeguatamente dall’hardware.

Apple ha praticamente imposto ai propri clienti l’installazione del sistema operativo iOS 10 sugli iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 6S e 6S Plus. Il problema è che iOS 10 è stato progettato per modelli più recenti (iPhone 7) e non informava i consumatori dei prodotti più vecchi “delle maggiori richieste di energia del nuovo sistema operativo e dei possibili inconvenienti – quali spegnimenti improvvisi – che tale installazione avrebbe potuto comportare”.

Sul fronte Samsung, è salito agli onori della cronaca il Galaxy Note 4, aggiornato nel 2016 ad Android Marshmallow e basato sulle nuove caratteristiche del Galaxy Note 7. Questo ha causato malfunzionamenti vari, “dovuti alle maggiori sollecitazioni dell’hardware e richiedendo, per le riparazioni fuori garanzia connesse a tali malfunzionamenti, un elevato costo di riparazione”.

Samsung risponde alle accuse

Al momento il produttore coreano ha già risposto alle accuse dell’AGCOM e alla sanzione per 5 milioni di euro affermando: “Per Samsung la soddisfazione dei propri clienti è obiettivo primario, strettamente legato al proprio business. Samsung non condivide la decisione presa dall’AGCM in quanto la società non ha mai rilasciato aggiornamenti software con l’obiettivo di ridurre le performance del Galaxy Note 4. Al contrario, Samsung ha sempre rilasciato aggiornamenti software che consentissero ai propri utenti di avere la migliore esperienza possibile. L’azienda si vede quindi costretta a ricorrere in appello contro la decisione presa dall’Autorità“.

Sono i 10 milioni di euro che invece dovrà pagare Apple. La società non ha ancora emesso alcuna comunicazione ufficiale.