Aperte le prenotazioni per il primo hotel sulla Luna. Si parte nel 2032

Le vostre vacanze estive 2032 potrebbero prendere una svolta completamente diversa dal solito. Buttate i cataloghi delle principali agenzie di viaggio, abbandonate l’idea del villaggio al mare o di una casa in montagna. Si va sulla Luna?

No, non siamo impazziti! Una startup californiana chiamata GRU Space ha infatti annunciato l’apertura delle prenotazioni per soggiornare in quello che viene presentato come il primo hotel sulla Luna, un progetto estremamente ambizioso che mira a portare il turismo d’avventura fuori dall’orbita terrestre.

Come prenotare

GRU Space, acronimo di Galactic Resource Utilization, ha avviato le prenotazioni preliminari per i futuri ospiti del suo hotel lunare. Prenotare è semplice, basterà un deposito iniziale di circa 1 milione di dollari (circa 920.000 euro) richiesto ai candidati selezionati. L’inaugurazione è prevista non prima del 2032, mentre il costo complessivo di un soggiorno dovrebbe superare i 10 milioni di dollari (oltre 9,2 milioni di euro).

Fondata solo lo scorso anno dal ventiduenne Skyler Chan, GRU Space è una realtà ancora giovane, ma già sostenuta da investitori legati a SpaceX e Anduril. Alla base del progetto c’è l’idea che il turismo spaziale possa diventare uno dei motori principali dell’economia lunare, rivolgendosi sia a chi ha già partecipato a voli spaziali commerciali sia a nuovi clienti in cerca di esperienze estreme.

La roadmap dell’azienda

La roadmap dell’azienda prevede una prima fase di test già nel 2029, quando GRU Space intende inviare una missione sulla Luna attraverso il programma Commercial Lunar Payload Services della NASA. Il carico includerà una struttura gonfiabile sperimentale e sistemi per trasformare la regolite lunare in mattoni, destinati in futuro a rivestire e proteggere le strutture abitative dalle condizioni estreme dell’ambiente lunare.

Se i primi test avranno esito positivo, una seconda missione dovrebbe portare una struttura più grande, installata all’interno di una cavità naturale lunare (ossia l’insieme eterogeneo di sedimenti, polvere e frammenti di materiale, che compongono lo strato più esterno della superficie del pianeta). La terza missione, prevista per il 2032, dovrebbe invece segnare l’arrivo della prima versione operativa dell’hotel, una struttura gonfiabile di grandi dimensioni, costruita sulla Terra e capace di ospitare fino a quattro persone contemporaneamente. In una fase successiva, il complesso verrebbe ampliato con ulteriori moduli, protetti da rivestimenti realizzati con materiali lunari.

Il progetto di GRU Space si inserisce in un contesto più ampio di ritorno dell’uomo sulla Luna. La NASA sta preparando la missione Artemis 2, seguita da Artemis 3, prevista per il 2028, che dovrebbe riportare astronauti sulla superficie lunare e avviare la creazione dell’Artemis Base Camp. Anche la Cina ha annunciato l’obiettivo di far atterrare i propri astronauti sulla Luna entro il 2030 e costruire una base permanente vicino al polo sud entro il 2035.

In questo scenario, la crescente privatizzazione dello spazio apre inevitabilmente la porta anche al turismo. “Viviamo in un momento di svolta in cui possiamo davvero diventare una specie interplanetaria prima di morire”, ha dichiarato Chan. “Se avremo successo, miliardi di esseri umani nasceranno sulla Luna e su Marte e potranno sperimentare la bellezza della vita lunare e marziana”.

GRU Space inizierà quest’anno a valutare le candidature per il suo hotel lunare. La mega-caparra (se così la possiamo chiamare) sarà poi scalata dal prezzo finale del soggiorno. Un investimento riservato a pochissimi, ma che potrebbe segnare l’inizio di una nuova frontiera per il turismo umano.

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