Apple aumenta i prezzi di (quasi) tutti i prodotti

Apple ha ritoccato verso l’alto i prezzi di gran parte del proprio catalogo hardware. Gli aumenti interessano MacBook Neo, MacBook Air, MacBook Pro, Mac mini, iMac, Mac Studio, iPad, HomePod e Apple TV, con variazioni comprese tra poche decine di euro e oltre 1.000 euro nei modelli più costosi.

Alla base di questa revisione non ci sarebbe soltanto una scelta commerciale. Il fattore principale sarebbe la crescente scarsità di memoria, provocata dall’enorme domanda proveniente dai data center dedicati all’intelligenza artificiale. L’effetto si riflette sui costi di RAM e sistemi di archiviazione, ormai molto più elevati rispetto allo scorso anno.

Acquistare un dispositivo Apple ha spesso richiesto una certa pazienza. In genere si individua il modello desiderato, si attende che i principali rivenditori propongano uno sconto rispetto al listino ufficiale e si conclude l’acquisto nel momento più favorevole.

Giovedì 25 giugno, però, questa dinamica si è capovolta. L’Apple Store online è rimasto temporaneamente non disponibile per consentire l’aggiornamento del catalogo, riaprendo poche ore dopo con prezzi sensibilmente più alti su quasi tutte le principali categorie di prodotto.

La carenza di memoria pesa sui nuovi prezzi Apple

Il principale responsabile degli aumenti sarebbe il costo della memoria. La richiesta di componenti destinati ai server per l’intelligenza artificiale continua infatti a crescere e sta sottraendo capacità produttiva al mercato consumer.

Durante la presentazione dei risultati trimestrali, Tim Cook aveva già anticipato che il riequilibrio tra domanda e offerta avrebbe richiesto ancora diversi mesi. Un portavoce dell’azienda aveva inoltre descritto l’attuale incremento dei prezzi dei componenti come un fenomeno senza precedenti, sia per intensità sia per rapidità.

La situazione non riguarda esclusivamente Apple. Il prezzo delle memorie DRAM e NAND sarebbe triplicato o, in alcuni casi, quadruplicato rispetto allo scorso anno. Produttori come Samsung e SK Hynix stanno destinando una quota crescente delle proprie linee ai chip ad alta larghezza di banda utilizzati nei server per l’intelligenza artificiale.

Questi componenti risultano molto più redditizi rispetto alle memorie tradizionali destinate a notebook, tablet e computer desktop. La conseguenza è una minore disponibilità per il mercato consumer e un aumento generalizzato dei costi di produzione. Apple sembra quindi aver deciso di trasferire almeno una parte di questi rincari sui clienti, dopo averli assorbiti direttamente per un certo periodo. Gli effetti si possono osservare in modo evidente su Mac, iPad e dispositivi domestici.

Tutti gli aumenti di prezzo su Mac, iPad e accessori

Ecco un riepilogo dei nuovi prezzi applicati in Italia:

  • MacBook Neo: da 699 a 799 euro, con un aumento di 100 euro.
  • MacBook Air da 13 pollici: da 1.249 a 1.449 euro, con un incremento di 200 euro.
  • MacBook Air da 15 pollici: da 1.549 a 1.749 euro, con un rincaro di 200 euro.
  • MacBook Pro base: da 1.949 a 2.249 euro, per una differenza di 300 euro.
  • MacBook Pro da 14 pollici con M5 Pro: da 2.599 a 2.999 euro, con un aumento di 400 euro.
  • MacBook Pro da 14 pollici con M5 Max: da 4.299 a 4.899 euro, con un rincaro di 600 euro.
  • MacBook Pro da 16 pollici con M5 Pro: da 3.099 a 3.499 euro, con una crescita di 400 euro.
  • MacBook Pro da 16 pollici con M5 Max: da 4.599 a 5.199 euro, con un aumento di 600 euro.
  • Mac mini M4: da 729 a 979 euro, con un rincaro di 250 euro.
  • Mac mini M4 Pro: da 1.679 a 1.929 euro, con una differenza di 250 euro.
  • iMac M4: da 1.529 a 1.829 euro, con un aumento di 300 euro.
  • iMac M4 con CPU 10-core e GPU 10-core: da 1.779 a 2.029 euro, con un incremento di 250 euro.
  • Mac Studio M4 Max: da 2.549 a 3.049 euro, con un rincaro di 500 euro.
  • Mac Studio M3 Ultra: da 5.099 a 6.399 euro, con un aumento complessivo di 1.300 euro.
  • iPad Air M4 da 11 pollici: da 669 a 829 euro, con una crescita di 160 euro.
  • iPad Air M4 da 13 pollici: da 869 a 1.029 euro, con un aumento di 160 euro.
  • iPad Pro M5 da 11 pollici: da 1.119 a 1.319 euro, con un rincaro di 200 euro.
  • iPad Pro M5 da 13 pollici: da 1.469 a 1.669 euro, con una differenza di 200 euro.
  • HomePod: da 349 a 399 euro, con un aumento di 50 euro.
  • HomePod mini: da 109 a 139 euro, con un rincaro di 30 euro.
  • Apple TV 4K di terza generazione: da 169 a 229 euro nella versione Wi-Fi, con un incremento di 60 euro.

I rivenditori mantengono ancora i vecchi listini

Chi sta valutando l’acquisto di un Mac o di un iPad potrebbe trovare condizioni più favorevoli evitando temporaneamente l’Apple Store ufficiale. Alcuni rivenditori continuano infatti a proporre i dispositivi ai prezzi precedenti, almeno fino all’esaurimento delle scorte già presenti nei magazzini.

Fnac, Darty e Amazon mostrano ancora in diversi casi i vecchi listini. Le promozioni legate al Prime Day potrebbero inoltre consentire di acquistare un MacBook Air a un prezzo vicino a quello applicato prima dell’aggiornamento.

Non è possibile prevedere quanto durerà questa finestra. Quando i prodotti acquistati dai distributori alle condizioni precedenti saranno esauriti, anche i negozi esterni potrebbero adeguarsi ai nuovi prezzi ufficiali. Per il momento, iPhone, Apple Watch e AirPods non sembrano essere coinvolti dall’aumento. La gamma iPhone risentirebbe soprattutto delle difficoltà legate alla disponibilità dei processori, più che della carenza di memoria.

La situazione potrebbe però cambiare con i prossimi modelli. Il futuro iPhone 18 Pro potrebbe subire un aumento di prezzo, mentre Apple starebbe cercando di ridurre il costo di altri componenti per compensare almeno in parte l’impatto della crisi.

Il problema, in ogni caso, non riguarda soltanto l’azienda di Cupertino. L’intero settore tecnologico dovrà affrontare l’aumento dei prezzi delle memorie, con possibili conseguenze sui prodotti di Asus, Microsoft, Dell, Lenovo e degli altri principali produttori.

Vedere un Mac mini avvicinarsi ai 1.000 euro o un Mac Studio superare abbondantemente i 3.000 euro resta comunque difficile da accettare per molti utenti. Il momento decisivo arriverà probabilmente a settembre, con la nuova generazione di iPhone.

Qualora Apple riuscisse a mantenere invariati i prezzi del proprio prodotto più importante, diventerebbe evidente che la crisi della memoria non è stata l’unico elemento preso in considerazione nella revisione dei listini.

0 Condivisioni

Rimani aggiornato seguendoci su Google News!

Segui
Postato in SmartphoneTaggato

Andrea P.

Appassionato di tecnologia fin dalla nascita. Sempre in giro con mille gadget in tasca e pronto a non farsi sfuggire le novità del momento per poterle raccontare sui canali di Cellulare Magazine.