CES 2026, il Ceo di AMD sfida Nvidia e sull’Ai: “Non avete ancora visto niente”

Il CES 2026 ha rappresentato per AMD un’occasione importante per riaffermare il proprio ruolo nel pieno del boom dell’intelligenza artificiale. Tra nuovi processori, visioni di lungo periodo e una platea di ospiti di primo piano, l’azienda di Santa Clara ha cercato di dimostrare di poter essere protagonista della nuova fase dell’AI computing, non solo nel data center ma anche nel mondo PC.

AMD arriva a questo momento forte di un traguardo già significativo: ha superato la rivale storica Intel in termini di ricavi. La vera sfida, però, resta quella con Nvidia, oggi l’azienda tecnologica con la maggiore capitalizzazione di mercato grazie al dominio delle GPU per data center. Per colmare il divario, AMD deve dimostrare di essere altrettanto centrale per le esigenze dell’industria AI globale.

Il CES era il palcoscenico ideale anche perché Nvidia, pur presente, non ha annunciato nuovi chip, limitandosi ad anticipare una futura famiglia di prodotti denominata Rubin. AMD, invece, ha occupato la scena principale con il keynote di Lisa Su, che ha sottolineato come le soluzioni dell’azienda siano già adottate da tutte le principali realtà dell’intelligenza artificiale. Tra queste figurano il rack Helios, introdotto nel 2025, e i processori Epyc, mentre sul fronte consumer erano pronti al debutto i nuovi Ryzen AI 400, pensati per portare funzionalità AI avanzate anche sui PC.

Nel corso dell’intervento, Su ha puntato molto anche sulla narrativa che accompagna l’AI da diversi anni: previsioni ambiziose e numeri in forte crescita. “Non avete ancora visto niente”, ha dichiarato, mostrando un grafico che prevede il passaggio da un miliardo a cinque miliardi di utenti AI attivi entro cinque anni. Le stime non sono state dettagliate e restano controverse, considerando che alcune analisi collocano il numero di utenti AI nel 2030 sotto il miliardo.

Sul palco è salito anche OpenAI, rappresentata dal cofondatore Greg Brockman. Brockman ha spiegato come la domanda di potenza di calcolo sia in continua crescita, affermando che vorrebbe “una GPU in funzione per ogni persona al mondo”, motivo per cui continua a chiedere ad AMD “più compute”. Un messaggio che si inserisce nel contesto di un report dell’ottobre 2025, secondo cui OpenAI starebbe investendo in AMD una cifra in grado di generare “decine di miliardi di dollari di ricavi”, con l’obiettivo di ottenere fino a sei gigawatt di infrastruttura AI e una possibile partecipazione fino al 10% nel capitale dell’azienda.

La ricerca di potenza è stata incarnata anche dal rack Helios, descritto da Su come “un mostro”, con un design a doppia larghezza sviluppato in collaborazione con Meta. Il sistema pesa circa 7.000 libbre, più di due auto compatte, e rappresenta l’approccio di AMD al computing su scala estrema.

Sul fronte istituzionale, Su ha invitato sul palco Michael Kratsios, che ha parlato del ruolo di AMD nel sostenere gli Stati Uniti nella cosiddetta “corsa all’AI” attraverso la Genesis Mission, una partnership pubblico-privata volta ad applicare l’intelligenza artificiale alla scoperta scientifica. I dettagli sull’iniziativa sono rimasti limitati, così come la definizione stessa di cosa significhi “vincere” questa corsa.

Accanto ai data center, AMD ha ribadito il proprio messaggio di “AI per tutti” con i nuovi Ryzen AI 400, evoluzione dei Ryzen AI 300 annunciati nel 2024 e finalmente in arrivo sui PC in commercio in questo trimestre. Secondo l’azienda, i nuovi chip offriranno un multitasking fino a 1,3 volte più veloce e prestazioni fino a 1,7 volte superiori nella creazione di contenuti rispetto ai concorrenti, anche se sarà il mercato a confermare l’impatto reale di questi numeri.

Nonostante la presenza di numerosi CEO ospiti e un racconto che spazia dalla sanità ai viaggi spaziali, l’entusiasmo non sembra aver contagiato immediatamente gli investitori. Il titolo AMD ha registrato un leggero calo durante la giornata e si è poi stabilizzato nelle contrattazioni after-hours, segnalando che, almeno per ora, la corsa all’AI resta aperta e altamente competitiva.

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