Dopo diversi mesi di sperimentazione negli Stati Uniti, OpenAI ha ufficializzato l’arrivo della pubblicità all’interno delle conversazioni di ChatGPT anche in Europa. La novità interesserà complessivamente 31 Paesi e coinvolgerà anche l’Italia, dove gli annunci inizieranno a comparire per gli utenti dei piani supportati dalla pubblicità.
L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato diffuso da OpenAI il 18 agosto 2026 e rappresenta l’estensione del programma sperimentato durante i primi mesi dell’anno in Nord America. Gli annunci saranno inseriti direttamente nell’interfaccia delle conversazioni, ma resteranno visivamente separati dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
La scelta segna un cambiamento importante nella strategia commerciale di OpenAI. Con oltre un miliardo di utenti attivi e costi infrastrutturali particolarmente elevati per sostenere modelli, data center e capacità di calcolo, l’azienda punta sulla pubblicità come ulteriore fonte di ricavi accanto agli abbonamenti.
Quali utenti ChatGPT vedranno la pubblicità
Gli annunci riguarderanno gli utenti che utilizzano ChatGPT con il piano Free e quelli abbonati a ChatGPT Go. OpenAI ha invece specificato che, nei mercati in cui sono disponibili, i piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education continueranno a offrire un’esperienza priva di inserzioni pubblicitarie.
Il debutto europeo è previsto a partire da lunedì 24 agosto e interesserà 31 Paesi. Tra quelli coinvolti figurano Italia, Germania, Spagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Austria. La distribuzione della pubblicità contestuale diventerà quindi sensibilmente più ampia rispetto alla prima fase di sperimentazione condotta negli Stati Uniti.
Gli annunci non verranno confusi con le risposte dell’assistente. Secondo quanto spiegato da OpenAI, saranno chiaramente identificati come contenuti pubblicitari e resteranno separati dal testo prodotto da ChatGPT. L’azienda afferma inoltre che la presenza di un inserzionista non avrà alcuna influenza sulle risposte fornite agli utenti.
Conversazioni private e annunci non personalizzati al lancio
Uno degli aspetti più delicati riguarda inevitabilmente la privacy. OpenAI sostiene che le conversazioni resteranno private rispetto agli inserzionisti e che i dati degli utenti non verranno venduti alle aziende che acquistano spazi pubblicitari. Gli annunci rappresenteranno quindi un elemento distinto dal funzionamento dell’assistente e, secondo la società, non condizioneranno il contenuto delle risposte.
Al momento del lancio europeo, inoltre, la pubblicità non sarà personalizzata sulla base di un profilo individuale dell’utente. Per scegliere quale inserzione mostrare, il sistema prenderà in considerazione principalmente il contesto della conversazione in corso, la posizione geografica generale e il tipo di dispositivo utilizzato.
L’eventuale introduzione di annunci personalizzati richiederà invece il consenso esplicito dell’utente, nel rispetto delle norme europee previste dal GDPR. OpenAI afferma inoltre che sarà possibile intervenire sulle preferenze relative alla personalizzazione degli annunci, mentre chi desidera utilizzare ChatGPT senza pubblicità potrà scegliere uno dei piani che non prevedono inserzioni.
Come appariranno gli annunci dentro ChatGPT
Nella configurazione mostrata finora da OpenAI, la pubblicità viene visualizzata attraverso un riquadro separato contenente un’immagine, il nome dell’azienda, del prodotto o del servizio promosso, un breve messaggio commerciale e un collegamento per ottenere maggiori informazioni.
L’esempio mostrato dall’azienda posiziona il contenuto sponsorizzato nella parte inferiore della conversazione, immediatamente dopo la risposta generata da ChatGPT. In questo modo l’annuncio rimane collegato al contesto dello scambio, ma viene presentato come un elemento autonomo e chiaramente riconoscibile rispetto alla risposta dell’intelligenza artificiale.
Per gli utenti italiani dei piani Free e Go, quindi, l’esperienza di utilizzo cambierà con l’introduzione di riquadri pubblicitari contestuali nelle conversazioni. Plus, Pro e gli altri abbonamenti dichiarati senza pubblicità continueranno invece a non mostrare annunci, mentre la personalizzazione pubblicitaria in Europa resterà subordinata al consenso dell’utente.

