Secondo una nuova indiscrezione proveniente dal mondo finanziario, Apple avrebbe deciso di compiere un salto significativo nel comparto fotografico dei futuri iPhone. Una nota per gli investitori di Morgan Stanley sostiene infatti che l’azienda di Cupertino introdurrà una fotocamera da 200 Megapixel su un iPhone previsto per il 2028, identificato al momento come iPhone 21.
Le prime voci su test interni di sensori da 200 Megapixel risalgono allo scorso maggio, ma all’epoca non erano emersi dettagli concreti. Nel frattempo, questo tipo di sensore è diventato sempre più diffuso nel mondo Android, soprattutto nella fascia alta, rendendo plausibile l’interesse di Apple a valutare se questa tecnologia possa soddisfare i propri standard in termini di qualità dell’immagine, gestione del rumore e integrazione software.
La scelta del nome iPhone 21 deriva dalle attuali aspettative sulla roadmap del prodotto. Apple dovrebbe arrivare a iPhone 20 nel 2027, in occasione del ventesimo anniversario del lancio del primo iPhone. Di conseguenza, la generazione successiva, prevista per il 2028, adotterebbe la denominazione iPhone 21. Secondo le indiscrezioni, la nuova fotocamera da 200 Megapixel dovrebbe debuttare inizialmente sui modelli di fascia più alta, come iPhone 21 Pro Max e, potenzialmente, anche sulla versione Pro.
Per quanto riguarda la fornitura dei sensori, la nota di Morgan Stanley indica Samsung come partner incaricato della produzione della fotocamera. Non è ancora chiaro quale sarà il sensore specifico utilizzato, anche perché il debutto è ancora lontano e il componente potrebbe non essere stato nemmeno annunciato ufficialmente. Viene inoltre ipotizzato che il sensore possa essere prodotto negli Stati Uniti da Samsung, in linea con una strategia di diversificazione e localizzazione della filiera produttiva.
Se confermata, l’introduzione di una fotocamera da 200 Megapixel segnerebbe uno dei cambiamenti più rilevanti nella storia recente degli iPhone, indicando un possibile allineamento di Apple alle specifiche hardware più spinte già viste su alcuni smartphone Android, pur con un approccio che, come di consueto, potrebbe puntare più sull’elaborazione computazionale e sull’ottimizzazione complessiva dell’esperienza fotografica che sui numeri puri.