Il futuro di Google sembrava segnato da tempo, con l’ipotesi concreta di dover cedere Chrome o persino Android per rispondere alle accuse di monopolio. Una sentenza federale ha però ribaltato le previsioni, offrendo al colosso del web un inatteso sollievo e la possibilità di continuare a operare senza dover affrontare lo scenario più temuto.
Secondo quanto riportato da CNBC, il giudice ha infatti autorizzato Google a proseguire la sua attività quasi senza limitazioni.
Una vittoria parziale ma sostanziale per Google
Le modifiche imposte riguardano principalmente due aspetti: la condivisione dei dati di ricerca con i concorrenti e la fine dell’obbligo per i produttori di dispositivi Android di preinstallare l’intero pacchetto di app per accedere al Play Store.
Per il resto, Google ha evitato misure drastiche. La cessione di Chrome non sarà necessaria, dal momento che non è stato ritenuto uno strumento di “restrizioni illegali” sul mercato. Anche gli accordi miliardari che garantiscono al motore di ricerca la posizione privilegiata su iPhone e su altri browser restano intatti, con l’unico vincolo di non poter più acquistare questo diritto in esclusiva.
In sostanza, Google ha tecnicamente perso la causa, ma le conseguenze sono limitate e in linea con proposte che la stessa azienda aveva avanzato in fase difensiva. Non sorprende che i mercati abbiano reagito positivamente: il titolo Google è cresciuto dell’8% e quello Apple del 4% subito dopo la decisione.
Reazioni contrastanti tra giudice, concorrenti e Google stessa
Il giudice Amit Mehta ha giustificato la sua posizione sottolineando che “ci sono buone ragioni per non stravolgere l’attuale sistema e lasciare che il mercato faccia il suo corso”. Ha richiamato inoltre l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa, spiegando che la sua rapida evoluzione richiede cautela da parte dei tribunali: “Il tribunale non può prevedere il futuro, non è il suo punto di forza”, ha ammesso.
Le aziende concorrenti, invece, hanno accolto con delusione la sentenza. Il CEO di DuckDuckGo ha dichiarato che Google continuerà a sfruttare la sua posizione dominante per mantenere i rivali ai margini. Curiosamente, anche Google ha espresso qualche riserva, affermando che le limitazioni richieste potrebbero avere “un impatto negativo sulla privacy degli utenti”. Una dichiarazione che ha fatto discutere per la sua audacia.