Google starebbe preparando un passaggio industriale importante per la gamma Pixel. Secondo un nuovo report, l’azienda punta a interrompere la produzione dei dispositivi Pixel in Cina già dal prossimo anno, includendo non soltanto gli smartphone, ma anche smartwatch e auricolari.
La direzione non nasce oggi. Negli ultimi anni Google ha progressivamente ampliato la propria capacità produttiva in Vietnam e India, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Una parte significativa dei prodotti Pixel, però, continua ancora a essere assemblata nel Paese.
Vietnam e India diventano centrali
Il punto di svolta sarebbe arrivato quest’anno con lo sviluppo e la produzione dei telefoni Pixel in Vietnam. La logica è semplice: se Google è riuscita a spostare con successo una parte della produzione smartphone, cioè la categoria più complessa da assemblare, può estendere lo stesso modello anche a prodotti meno articolati come smartwatch e auricolari.
Se il piano sarà confermato, Google diventerebbe il secondo grande brand globale di smartphone a completare questo tipo di uscita produttiva dalla Cina, dopo Samsung.
Una scelta più facile rispetto ad altri brand
Per Google il passaggio è meno complicato rispetto ad altri produttori, perché Pixel non è venduto ufficialmente in Cina. Lo stesso valeva in parte per Samsung, che ha potuto ridurre fortemente la propria dipendenza produttiva dal Paese anche perché la sua quota nel mercato cinese è ormai marginale.
Il quadro sarebbe molto diverso per brand come Apple, Xiaomi, OPPO, vivo o HONOR, che hanno ancora legami commerciali, produttivi e di filiera molto più profondi con la Cina.
Pixel punta a crescere ancora
Google avrebbe anche l’obiettivo di aumentare le spedizioni Pixel del 8-10% quest’anno rispetto ai circa 12 milioni di unità dello scorso anno. Non sono numeri paragonabili a quelli di Apple o Samsung, ma indicano una crescita ormai più strutturata rispetto al passato.
La gamma Pixel resta una nicchia se letta su scala globale, ma è diventata molto più importante nei mercati chiave per Google, soprattutto Stati Uniti, Giappone ed Europa.
Il problema delle memorie
Nel report emerge anche un dettaglio interessante sulla gestione della supply chain. Per ridurre la pressione sui prezzi delle memorie, Google avrebbe cercato di accorpare nelle trattative gli ordini destinati al business cloud con quelli per gli smartphone.
È una leva non banale. Google può infatti negoziare con i principali produttori di memorie, cioè Samsung, SK Hynix e Micron, facendo pesare non solo la domanda Pixel, ma anche quella dei propri data center e servizi cloud.
In una fase di carenza e rialzo dei prezzi delle DRAM, questa integrazione tra hardware consumer e infrastruttura cloud può diventare un vantaggio competitivo.
Una finestra aperta contro Apple
Secondo una fonte della filiera citata dal report, Google potrebbe persino guadagnare quote su Apple in mercati come Stati Uniti, Giappone ed Europa, soprattutto se i prossimi iPhone dovessero diventare più costosi.
È un’ipotesi da prendere con cautela, ma il ragionamento è chiaro. Se Apple sarà costretta ad alzare ulteriormente i prezzi per effetto di chip più costosi, memorie più care e componenti premium, Pixel potrebbe diventare più competitivo nella fascia alta, soprattutto dove Google riesce a sostenere promozioni, trade-in e offerte operator.
Una mossa industriale, non solo geopolitica
L’uscita produttiva dalla Cina non va letta soltanto come una scelta geopolitica. Per Google significa costruire una supply chain più flessibile, ridurre il rischio di concentrazione e preparare una crescita più stabile del marchio Pixel.
La sfida sarà eseguire il passaggio senza perdere qualità, controllo sui costi e capacità di scalare. Per un brand che vuole aumentare le spedizioni e competere meglio nella fascia premium, la produzione diventa una parte della strategia tanto quanto chip, fotocamere e intelligenza artificiale.
Pixel non è ancora un colosso dei volumi. Ma se Google riuscirà davvero a spostare tutta la produzione fuori dalla Cina entro il 2027, il messaggio alla filiera sarà forte: la gamma Pixel non è più un progetto hardware laterale, ma una piattaforma su cui Mountain View vuole investire in modo più strutturale.

