Huawei lancia Harmony Os, ma Android rimane il piano A

E venne il giorno! Nella città di Dongguan, in Cina, Huawei ha finalmente presentato il suo nuovo sistema operativo proprietario, di cui si vocifera da mesi, se non da anni. L’OS, chiamato Harmony OS, in fase di sviluppo da diversi anni, ha recentemente assunto un ruolo chiave, dopo l’iscrizione del produttore cinese nelle Entity List americana e il conseguente divieto da parte dell’amministrazione Trump di intrattenere rapporti commerciali con società Usa, Google in primis.

Nel corso dell convention dedicata agli sviluppatori, Huawei ha finalmente condiviso i primi dettagli del suo sistema operativo, pur non essendo ancora pronta (tecnicamente o strategicamente) a mostrare Harmony sugli smartphone. Domani, tuttavia, la società di Shenzen farà una dimostrazione di Harmony OS sulla Honor Vision TV.

Insomma, per ora, Android rimane il sistema operativo ideale, primario e preferito per gli smartphone e i tablet di Huawei e Honor. Il piano A, Harmony resta il piano B.

Huawei afferma che l’Os consentirà una distribuzione più flessibile sui diversi dispositivi, migliorando la sicurezza.

Huawei fornirà le SDK per supportare lo sviluppo di app su più tipi di dispositivi, inclusi televisori, kit per auto, smartphone e smartwatch.
La nuova piattaforma non consentirà l’accesso alla root che, secondo Huawei, rappresenta un rischio per la sicurezza su Android e altri sistemi operativi basati su Linux. In futuro Huawei farà di Harmony un Os open-source.

Huawei afferma che il passaggio da Android a Harmony potrebbe essere, tecnicamente, veloce e indolore, la migrazione potrebbe addirittura essere fatta, in via di principio, in soli due giorni.

Tuttavia, non è questo il piano A di Huawei, che spera di poter continuare a utilizzare Android anche sui suoi smartphone futuri, relegando Harmony Os sugli entry level e testandolo con maggior tranquillità sul mercato cinese.

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