A poche settimane dalla presentazione ufficiale, Google ha già confermato una notizia destinata a far discutere: la nuova gamma Pixel 11 arriverà sul mercato con prezzi più elevati rispetto alla generazione precedente. L’azienda attribuisce il rincaro alla forte crisi che sta interessando il mercato delle memorie RAM, una situazione che sta mettendo sotto pressione l’intero comparto tecnologico.
Shakil Barkat, vicepresidente della divisione Dispositivi e Servizi di Google, ha confermato la decisione nel corso di un’intervista rilasciata a 9to5Google. Il debutto dei nuovi smartphone è fissato per il 12 agosto, ma il colosso di Mountain View ha scelto di anticipare fin da subito le motivazioni dell’aumento di prezzo, definendo l’attuale scenario come una “grave crisi della RAM” causata dalle difficoltà della filiera produttiva.
Secondo Barkat, il costo delle memorie ha raggiunto livelli mai registrati in passato. Citando dati diffusi da Morgan Stanley, il dirigente ha spiegato che il prezzo di 1 GB di RAM è passato da 2,80 dollari a circa 12 dollari nell’arco di un solo anno, con un incremento superiore a sei volte rispetto ai valori precedenti. Google sostiene di aver assorbito il più possibile le oscillazioni del mercato per tutelare i consumatori, ma ammette che le attuali condizioni economiche rendono ormai inevitabile un adeguamento dei listini.
La crisi della RAM pesa sui nuovi Pixel
L’aumento dei costi non sarebbe dovuto esclusivamente all’inflazione o alle strategie commerciali. Gran parte della produzione mondiale di memorie viene infatti destinata ai data center dedicati all’intelligenza artificiale, riducendo sensibilmente la disponibilità per il settore degli smartphone. Aziende come Samsung e SK Hynix concentrano la capacità produttiva sui grandi clienti del comparto AI, lasciando ai produttori di dispositivi mobili quantità sempre più limitate di componenti.
Per questo motivo Google ha annunciato che gli “aggiustamenti” di prezzo saranno introdotti in modo dinamico, seguendo l’andamento della disponibilità delle memorie. Resta da capire se questa strategia interesserà soltanto il Pixel 11 oppure se, come accaduto recentemente con Apple, potrà coinvolgere anche prodotti già presenti sul mercato.
Le indiscrezioni sui prezzi europei sembrano confermare questa tendenza. Il Pixel 11 dovrebbe partire da 999 euro, mentre il Pixel 11 Pro arriverà a 1.199 euro. Per il Pixel 11 Pro XL si parla di 1.399 euro, mentre il Pixel 11 Pro Fold potrebbe raggiungere i 1.999 euro. Si tratta di un incremento di circa 100 euro rispetto alla generazione precedente. Google, tuttavia, avrebbe eliminato la versione da 128 GB, portando la memoria interna di base a 256 GB. In questo modo, confrontando i modelli con la stessa capacità di archiviazione, il prezzo risulterebbe sostanzialmente in linea con quello del Pixel 10 da 256 GB.
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Google punta sull’ottimizzazione del software
Le indiscrezioni riguardano anche la dotazione hardware. Il Pixel 11 Pro potrebbe infatti passare da 16 GB a 12 GB di RAM, una scelta che Google ritiene sostenibile grazie a un importante lavoro di ottimizzazione del sistema operativo. L’obiettivo dichiarato è ridurre il consumo di memoria di Android mantenendo prestazioni elevate anche con una quantità inferiore di RAM.
L’azienda evidenzia inoltre il proprio approccio “full stack”, che le consente di sviluppare internamente hardware e software in modo integrato. Controllando direttamente il sistema operativo Android, le funzionalità di intelligenza artificiale, i chip Tensor e numerose applicazioni proprietarie, Google può realizzare soluzioni sempre più leggere ed efficienti, capaci di essere eseguite direttamente sul dispositivo senza compromettere velocità e reattività.

