6G

Il governo sudcoreano accelera sulle reti mobili 6G

In Italia stiamo ancora faticosamente cercando di costruire reti 5G, ma in altre parti del mondo si sta già guardando decisamente oltre.

Dove la tecnologia 5G può essere già considerata come consolidata, l’attenzione si sta spostando su ciò che verrà dopo: il 6G.

Che cos’è il 6G?

Ma come saranno le reti mobili 6G e, soprattutto, quali saranno le loro principali caratteristiche tecniche? Fra i requisiti di prestazione troviamo una velocità dati di picco di 1 Tbps (ovvero 1.000 volte la larghezza di banda di una tipica porta Ethernet) e una latenza inferiore a 100 µs (un decimillesimo di secondo).

Rispetto al 5G, il 6G mira a fornire velocità di picco dei dati 50 volte superiori e a ridurre la latenza di 10 volte. Di seguito è riportato un grafico di Samsung che confronta la tecnologia 5G (in azzurro) e con gli obiettivi delle reti 6G (in blu).

Il governo sudcoreano sembra avere un interesse chiave nell’essere un attore primario nella prossima era delle reti mobili. E sta spingendo perché i tempi della sperimentazione siano rispettati, anzi velocizzati.

L’obiettivo è avere prototipi 6G funzionanti per il 2026, in modo che la tecnologia possa essere pronta per la commercializzazione entro la fine degli anni 2020 o, al massimo, all’inizio degli anni 2030.
Il governo vuole che il nuovo passo in avanti tecnologico sia compiuto il prima possibile. Ovviamente, c’è ancora molto lavoro da fare, nonostante che le cose sembrano progredire rapidamente.
L’anno scorso Samsung offerto una dimostrazione di una trasmissione a 15 metri. LG ha migliorato questo risultato ed è riuscita a trasmettere un segnale a 100 metri di distanza, pur in presenza di edifici. Entrambe le azienda hanno utilizzato segnali superiori a 100 GHz, significativamente superiori alle attuali implementazioni mmWave.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.