Il fatturato globale raggiunge il record trimestrale di 109 miliardi di dollari, nonostante il calo delle spedizioni. Il prezzo medio sale del 17%, mentre Apple registra la crescita più elevata tra i principali produttori.
Il mercato mondiale degli smartphone ha generato 109 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2026, il valore più alto mai registrato nello stesso periodo dell’anno. I ricavi sono aumentati del 7% rispetto al Q2 2025, nonostante la riduzione del numero di dispositivi spediti. Il divario tra fatturato e volumi riflette soprattutto l’aumento del prezzo medio di vendita, che ha raggiunto i 400 dollari, il 17% in più su base annua. Secondo i dati preliminari del Market Monitor Service di Counterpoint Research, sul risultato hanno inciso la domanda ancora stabile per i dispositivi premium e gli aumenti applicati dai produttori Android per compensare il rincaro delle memorie e degli altri componenti. Il prezzo medio indicato da Counterpoint si basa sul valore all’ingrosso e non coincide quindi con quello finale pagato dal consumatore. Il dato mostra comunque come la crescita del settore dipenda sempre meno dal numero di smartphone venduti e sempre più dal valore economico generato da ciascun dispositivo.
Il mercato si sposta verso i modelli più costosi
L’aumento dei prezzi non riguarda soltanto i dispositivi di fascia alta. Il rincaro di DRAM e memorie NAND ha innalzato la distinta base, indicata anche con la sigla BOM, Bill of Materials, cioè il costo complessivo dei componenti necessari per realizzare uno smartphone. Questo effetto pesa soprattutto sui modelli economici, nei quali i produttori dispongono di margini più ridotti. Le aziende hanno quindi trasferito parte dei maggiori costi sui listini, ridotto il numero di dispositivi meno redditizi e dato maggiore spazio alle configurazioni con più memoria, ai modelli di fascia medio-alta e ai prodotti premium.
Secondo Shilpi Jain, Senior Analyst di Counterpoint Research, il mercato sarebbe entrato in una fase nella quale i volumi non rappresentano più il principale motore della crescita. I produttori privilegiano il valore e la redditività, anche attraverso versioni con specifiche superiori e prezzi più alti. Per rendere accessibili questi dispositivi, soprattutto nei mercati emergenti, le aziende e i rivenditori hanno esteso le formule rateali, le promozioni finanziarie e i programmi di permuta. Queste soluzioni riducono l’importo iniziale richiesto, ma non modificano il prezzo complessivo del prodotto.
Apple conquista il 49% dei ricavi globali
Apple ha raggiunto il 49% dei ricavi mondiali degli smartphone, la quota più alta mai registrata dall’azienda in un secondo trimestre. In altri termini, quasi un dollaro su due generato dal settore nel periodo analizzato è riconducibile agli iPhone. Il fatturato della società è aumentato del 22% su base annua, il tasso di crescita più elevato tra i cinque principali produttori. Le spedizioni sono salite del 13%, mentre il prezzo medio è cresciuto dell’8%. Counterpoint attribuisce il risultato alla domanda per la gamma iPhone 17, con un contributo particolare da parte di iPhone 17 e iPhone 17 Pro Max. Le vendite sono rimaste orientate verso i dispositivi più costosi, ma Apple non avrebbe applicato aumenti paragonabili a quelli introdotti da diversi concorrenti Android.

L’incremento del prezzo medio degli iPhone non deriva quindi soltanto da variazioni dei listini. Anche la maggiore incidenza dei modelli Pro, delle configurazioni con più memoria e dei prodotti di fascia alta può far salire il valore medio senza un aumento generalizzato del prezzo di ciascun modello. Secondo Tarun Pathak, Research Director di Counterpoint, Apple avrebbe assorbito meglio il rincaro dei componenti grazie alla propria struttura dei margini e al controllo della catena di fornitura. La relativa stabilità dei prezzi avrebbe migliorato la competitività degli iPhone rispetto agli smartphone Android interessati da rincari più consistenti.
I risultati più favorevoli sono arrivati da Cina, Europa e mercati emergenti. Counterpoint ritiene però possibile un aumento dei prezzi Apple nei prossimi trimestri, qualora i costi delle memorie e degli altri componenti restassero elevati. Si tratta di una previsione della società di analisi e non di una decisione annunciata da Apple.
Samsung cresce senza modificare il prezzo medio
Samsung si è collocata al secondo posto con il 16% dei ricavi globali. Sia il fatturato sia le spedizioni sono aumentati del 9% rispetto allo stesso trimestre del 2025, mentre il prezzo medio è rimasto sostanzialmente stabile. La crescita dei volumi è stata sostenuta dalla domanda per la serie Galaxy A, che rappresenta una parte rilevante dell’offerta Samsung nelle fasce media ed economica. La gamma Galaxy S26 ha invece rafforzato la presenza dell’azienda nel segmento premium. Sul piano geografico, Samsung ha ottenuto i risultati migliori in Medio Oriente e Africa, oltre a una crescita percentuale a doppia cifra in Nord America. L’integrazione verticale e il maggiore controllo sull’approvvigionamento dei componenti avrebbero permesso alla società di contenere l’impatto dei rincari e di mantenere competitivo il prezzo medio, nonostante alcuni aumenti selettivi.

Xiaomi paga la dipendenza dalla fascia economica
La situazione appare diversa per Xiaomi, che ha registrato il calo più marcato delle spedizioni tra i cinque principali produttori. I volumi sono diminuiti del 26% su base annua, mentre i ricavi hanno perso il 17%. Il prezzo medio degli smartphone Xiaomi è cresciuto del 13%, ma l’aumento non è bastato a compensare la contrazione delle unità distribuite. L’elevata presenza dell’azienda nelle fasce economica e media l’ha esposta in misura maggiore all’aumento dei costi delle memorie. In questi segmenti, anche una variazione relativamente contenuta del prezzo può ridurre la domanda. Il cliente interessato a un dispositivo economico dispone spesso di un budget rigido e ha meno possibilità di accettare rincari o di passare a una configurazione più costosa. Xiaomi ha reagito con aumenti di prezzo, una riduzione del numero di modelli e una maggiore attenzione ai dispositivi premium e medio-alti. La strategia privilegia la redditività rispetto ai volumi, ma comporta il rischio di perdere terreno nei mercati nei quali il marchio ha costruito la propria presenza attraverso prodotti dal prezzo contenuto.
Ricavi in calo anche per OPPO e vivo
Anche OPPO e vivo hanno risentito della debolezza delle fasce più sensibili al prezzo. I ricavi di OPPO sono diminuiti del 10%, mentre quelli di vivo hanno perso l’11% rispetto al secondo trimestre del 2025. Il prezzo medio è comunque aumentato del 9% per OPPO e del 13% per vivo. Quest’ultima ha registrato la crescita più rapida del prezzo medio tra i cinque principali produttori, a pari merito con Xiaomi.
Il calo delle spedizioni ha però superato il vantaggio ottenuto attraverso i prezzi più alti. La minore domanda per i dispositivi economici, gli aumenti di listino e una gestione più selettiva delle gamme hanno spostato le vendite verso prodotti di maggior valore, senza impedire la riduzione complessiva del fatturato. Nei dati di Counterpoint, i risultati attribuiti a OPPO comprendono anche OnePlus e realme. Questo criterio deve essere considerato nel confronto con le quote pubblicate da altre società di analisi, che possono trattare i tre marchi come entità separate.
Prezzi ancora in crescita nella seconda metà del 2026
Counterpoint non prevede un miglioramento rapido sul fronte delle memorie. La scarsità dell’offerta e l’aumento dei costi potrebbero spingere i produttori verso altri rincari e verso una presenza ancora più ampia nelle fasce di maggior valore. La disponibilità dei componenti rischia inoltre di trasformarsi in un limite più rilevante della domanda. Per la seconda metà del 2026, la società di analisi si aspetta quindi una contrazione delle spedizioni più pronunciata e un’ulteriore crescita del prezzo medio. I dati del Q2 2026 restano preliminari e descrivono il valore dei dispositivi distribuiti ai canali, non necessariamente quello delle vendite già concluse con i consumatori. Mostrano però un cambiamento evidente: il settore genera più ricavi anche con meno smartphone, ma una parte crescente della crescita dipende da prezzi più alti e da un’offerta che lascia meno spazio ai modelli economici.

