Il mercato degli smartphone pieghevoli resta una nicchia premium, ma secondo Omdia è pronto a tornare a crescere con decisione. Le spedizioni globali dovrebbero superare i 22 milioni di unità nel 2026 e arrivare a 36 milioni entro il 2028, più del doppio rispetto al 2025.
La crescita attesa sarà superiore al 20% annuo fino al 2028, sostenuta soprattutto dall’arrivo di nuovi formati. Il protagonista della prossima fase sarà il pieghevole wide-format, un design più corto e largo che, una volta aperto, avvicina maggiormente lo smartphone a un piccolo tablet.

Il formato wide diventa il nuovo motore
Secondo Omdia, Huawei ha aperto questa strada con Pura X Max a maggio 2026, seguita da Samsung con Galaxy Z Fold8 ad agosto. Altri produttori dovrebbero introdurre dispositivi simili nei prossimi mesi, contribuendo a rilanciare una categoria che negli ultimi trimestri ha mostrato segnali di rallentamento.
Il vantaggio del formato wide è pratico: rispetto ai foldable book-type tradizionali, può ridurre volume e peso complessivi, offrendo al tempo stesso una superficie più adatta a produttività, multitasking e fruizione di contenuti. Anche il display esterno più largo permette di visualizzare meglio contenuti orizzontali nell’uso quotidiano.
È un cambiamento importante perché sposta la competizione dal semplice “si apre o non si apre” alla domanda più concreta: che cosa permette di fare meglio il dispositivo una volta aperto?

Il 2025 ha frenato, il primo semestre 2026 è stato difficile
Nel 2025 le spedizioni globali di smartphone pieghevoli hanno raggiunto 18,2 milioni di unità, con una crescita annua del 6%, la più bassa degli ultimi anni.
Il primo semestre 2026 è stato ancora più complesso: le spedizioni si sono fermate a 5,1 milioni di unità, in calo del 21,6% su base annua. La contrazione ha colpito soprattutto i modelli flip, diminuiti del 47% rispetto al primo semestre 2025, mentre i book-type sono rimasti sostanzialmente stabili.
Nel periodo, i pieghevoli book-type hanno rappresentato il 69% delle spedizioni globali di foldable. Huawei e Samsung, insieme, hanno controllato il 75% di questo segmento.

I flip perdono slancio
Il dato sui modelli flip è uno dei più significativi. Per anni il formato compatto è stato considerato la porta d’ingresso più accessibile al mondo dei pieghevoli, ma la domanda sembra essersi indebolita.
Il motivo non è solo il prezzo. I flip devono ancora dimostrare un vantaggio d’uso più evidente rispetto agli smartphone tradizionali, mentre i book-type e i nuovi wide-format offrono una trasformazione più chiara: da telefono a dispositivo quasi tablet.
Per i produttori, questo significa che la crescita futura potrebbe arrivare meno dal fattore moda e più dalla capacità di costruire scenari d’uso reali: produttività, lettura, video, multitasking, gaming e lavoro in mobilità.
Una nicchia premium anche nel lungo periodo
Nonostante il raddoppio atteso entro il 2028, Omdia invita a non sovrastimare la dimensione del mercato. Entro il 2030 le spedizioni globali di smartphone pieghevoli dovrebbero raggiungere 45 milioni di unità, ma rappresenteranno ancora meno del 3% del mercato smartphone complessivo.
I foldable resteranno quindi una nicchia premium, non una categoria di massa. Il motivo è strutturale: display di grandi dimensioni, cerniere, vetri speciali e componenti dedicati mantengono elevati i costi di produzione.
Di conseguenza, i vendor continueranno a privilegiare il posizionamento alto di gamma, più che la corsa ai volumi.
Il prezzo non è l’unico ostacolo
Per convincere un pubblico più ampio, non basterà abbassare gradualmente i prezzi. Gli utenti devono ancora valutare compromessi importanti: costo d’acquisto, riparabilità, durata, prestazioni fotografiche rispetto ai flagship tradizionali e costi di assistenza.
Omdia sottolinea quindi la necessità di servizi e casi d’uso più differenziati. In altre parole, i produttori dovranno dimostrare che un pieghevole non è soltanto più costoso o più scenografico, ma concretamente più utile.
Qui possono entrare in gioco partnership commerciali, offerte di protezione, assicurazioni, trade-in, bundle software e servizi pensati per ridurre il costo di possesso e rendere più chiaro il valore del formato pieghevole.
La prossima fase sarà la specializzazione
Il mercato foldable sembra entrare in una fase nuova. Dopo anni concentrati su resistenza della cerniera, schermi flessibili e riduzione dello spessore, la domanda diventa più matura: quale formato risponde meglio a quale uso?
Il wide-format può diventare la risposta più convincente per chi cerca uno smartphone capace di trasformarsi in uno strumento da produttività e contenuti. I flip, invece, dovranno trovare una nuova ragione d’acquisto oltre alla compattezza.
La crescita prevista da Omdia indica che i pieghevoli non sono destinati a sparire. Ma conferma anche che il loro futuro non sarà necessariamente di massa. Sarà un futuro premium, selettivo e sempre più legato alla capacità dei produttori di spiegare perché quella piega, quel formato e quello schermo più grande valgano davvero il prezzo richiesto.

