Il mercato smartphone europeo chiude un secondo trimestre difficile. Secondo le stime di Counterpoint Research, tra aprile e giugno 2026 le spedizioni in Europa sono scese a 35 milioni di unità, in calo del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
È il livello più basso registrato in un secondo trimestre dal 2023. A pesare sono stati diversi fattori: inflazione, tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran e aumento dei prezzi dei componenti.
Apple e Samsung concentrano il mercato
Dentro il calo generale emerge però una dinamica molto chiara: la concentrazione sui due principali vendor. Secondo Counterpoint, Apple e Samsung hanno raggiunto entrambe una quota del 34% delle spedizioni europee nel trimestre.
Insieme, i due marchi rappresentano quindi il 68% del mercato smartphone in Europa. Alle loro spalle troviamo Xiaomi con il 15%, seguita da OPPO, includendo OnePlus e Realme, con il 4%, e HONOR con il 3%.
Il dato conferma una polarizzazione crescente: mentre la domanda complessiva rallenta, i brand più forti riescono a difendere meglio la propria posizione, soprattutto nelle fasce medio-alte e premium.
Europa occidentale meglio dell’Est
La flessione non è stata uniforme. Secondo Counterpoint, l’Europa occidentale ha mostrato un andamento relativamente migliore, sostenuta dalla crescita di Apple e da un leggero progresso di Samsung.
Più complessa la situazione nell’Europa orientale, dove la contrazione del segmento budget ha inciso maggiormente sui volumi. È un passaggio rilevante perché la fascia più economica è quella più sensibile all’aumento dei prezzi, alla minore disponibilità di prodotto e al peggioramento del potere d’acquisto.
Il segmento budget resta il più esposto
Guardando ai prossimi mesi, Counterpoint prevede ulteriori pressioni sulle spedizioni. Le scorte sono in riduzione e il segmento budget dovrebbe essere quello più colpito.
Il tema non riguarda solo la domanda finale. L’aumento dei costi dei componenti rende più difficile mantenere prezzi aggressivi sulle fasce basse, dove i margini sono già limitati e la competizione è molto forte.
Per questo il calo del secondo trimestre non va letto soltanto come una frenata temporanea. Racconta un mercato europeo più selettivo, dove il valore si concentra sempre di più attorno ai marchi premium e ai modelli capaci di giustificare prezzi più alti.
Un mercato meno grande, ma più polarizzato
Il dato dei 35 milioni di smartphone spediti indica una domanda più debole. Ma la fotografia più interessante è forse un’altra: mentre i volumi calano, Apple e Samsung rafforzano il proprio peso relativo.
Per i produttori Android più esposti alla fascia media e bassa, la seconda metà dell’anno potrebbe quindi essere complicata. Serviranno promozioni, offerte operator, trade-in e prodotti realmente differenziati per evitare che l’aumento dei costi si traduca in un’ulteriore contrazione dei volumi.
Il mercato europeo degli smartphone non è fermo. Sta diventando più competitivo, più concentrato e meno disposto ad assorbire prodotti poco distintivi. In questo scenario, il prezzo resta importante, ma da solo non basta più.

