Dopo settimane di tensione, il social network dedicato agli sportivi ha deciso di ritirare la denuncia per violazione di brevetti contro Garmin, come segnalato dal blog DC Rainmaker. La querela, presentata solo tre settimane prima e ritirata il 21 ottobre, ha lasciato perplessi molti osservatori, poiché non è stato chiarito il motivo preciso di questo dietrofront.
Inizialmente, Strava aveva accusato Garmin di aver infranto due brevetti legati ai “segmenti” e alla “mappa di calore” delle attività. Tuttavia, tali violazioni, la più recente risalente a circa dieci anni fa, sembravano difficilmente sostenibili in tribunale. Garmin, infatti, aveva introdotto la propria mappa termica molto prima di Strava, tutelandola con un brevetto registrato.
Il cuore della disputa, come confermato da Strava, era in realtà collegato ai nuovi termini di utilizzo delle API di Garmin, che imponevano il riconoscimento automatico dei dati provenienti dai suoi dispositivi anche su piattaforme esterne, tra cui proprio Strava. Dopo un iniziale rifiuto, il social network ha infine accettato le nuove condizioni, riconoscendo anche i dispositivi di altri marchi come Apple, Polar, Coros e Suunto.
Garmin mantiene la linea dura contro gli avversari
Poiché il conflitto principale tra le due aziende ruotava intorno alle API, e Strava ha finito per accettare le condizioni imposte, il ritiro della causa per brevetto appare una conseguenza logica. Tuttavia, come osservato da DC Rainmaker, Strava potrebbe aver sperato in una trattativa privata con Garmin.
Secondo alcune fonti, Garmin non aveva alcuna intenzione di fare concessioni. “Garmin non avrebbe fatto marcia indietro”, ha riferito un insider, spiegando che un eventuale compromesso avrebbe potuto dare il via a una pericolosa catena di negoziazioni.
Nel frattempo, Garmin deve affrontare un’altra controversia legale, questa volta con Suunto. Il produttore finlandese ha infatti presentato un’azione per violazione di più brevetti, sia software che hardware. Poiché questa accusa è considerata ben più grave, Garmin non aveva alcun motivo per mostrarsi conciliatoria nei confronti di Strava, rischiando di apparire vulnerabile anche agli occhi di Suunto.
Con la chiusura definitiva della causa, gli utenti possono tirare un sospiro di sollievo: la connessione tra gli smartwatch Garmin e Strava continuerà a funzionare regolarmente, garantendo la sincronizzazione dei dati delle attività sportive senza interruzioni.