No, Netflix non intende cedere all’offerta pubblica di acquisto lanciata da Paramount Skydance. A confermarlo sono stati Greg Peters e Ted Sarandos, co-CEO della piattaforma, in una lettera inviata ai dipendenti. Una presa di posizione netta che, per alcuni osservatori, potrebbe apparire come un eccesso di fiducia.
Da oltre una settimana, l’industria cinematografica e dello streaming segue con attenzione la battaglia tra i grandi gruppi media per il controllo di Warner Bros. Discovery. Da un lato, l’accordo da 82,7 miliardi di dollari tra Netflix e Warner per l’acquisizione di diversi studi; dall’altro, l’offerta pubblica di acquisto da 108,4 miliardi di dollari presentata da Paramount Skydance, capace di rimettere tutto in discussione. Un’offerta alla quale Netflix, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di rispondere.
Netflix esclude una controfferta a Paramount Skydance
In una comunicazione interna riportata da Reuters, il management di Netflix ha aggiornato i dipendenti sullo stato dell’intesa con Warner Bros. Discovery. A sorpresa, l’azienda ha confermato che non presenterà alcuna controfferta rispetto all’OPA di Paramount Skydance, definendo l’accordo con Warner come “solido”.
Una valutazione che non trova pieno riscontro nemmeno all’interno di Warner Bros. Discovery: il suo amministratore delegato ha infatti ammesso che l’intesa potrebbe essere rimessa in discussione qualora Paramount decidesse di rilanciare ulteriormente. Nonostante ciò, Ted Sarandos e Greg Peters ribadiscono la loro fiducia sia nell’accordo sia nella capacità di ottenere l’approvazione delle autorità antitrust, sostenendo che una fusione Netflix-Warner garantirebbe crescita e stabilità nel lungo periodo.
Va ricordato, però, che il percorso è tutt’altro che scontato. Anche nel caso in cui Warner respingesse definitivamente l’offerta di Paramount, l’operazione dovrebbe comunque superare il vaglio delle autorità garanti della concorrenza negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa. A questo si aggiunge il possibile fattore politico legato a Donald Trump, notoriamente vicino ai vertici di Paramount.
Antitrust e quote di mercato: i numeri secondo Netflix
Per ottenere il via libera regolatorio, Netflix sostiene di non dover superare il 30% di quota di mercato nel settore dello streaming dopo l’acquisizione. L’azienda ha già preparato le proprie argomentazioni: secondo i dati Nielsen, anche dopo la fusione con Warner Bros. Discovery, la quota di pubblico di Netflix negli Stati Uniti salirebbe solo dall’8% al 9%. Un valore inferiore sia a YouTube (13%), sia a una potenziale fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, stimata al 14%.
Queste cifre, tuttavia, fanno riferimento alla quota di pubblico televisivo complessivo, includendo piattaforme SVOD e canali tradizionali. Ed è proprio qui che nasce il dibattito. I critici dell’accordo chiedono che venga considerato esclusivamente il mercato dello streaming. Secondo altre analisi, limitandosi allo SVOD, Netflix potrebbe raggiungere una quota superiore al 25% dopo l’integrazione con HBO Max.
Alla luce di queste valutazioni contrastanti, la scelta di Netflix di non reagire all’offerta di Paramount potrebbe apparire come una strategia calcolata oppure come un segnale di eccessiva sicurezza. Un equilibrio delicato, che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro dell’intero settore.