Apple e Nokia si accordano

Apple non potrà più impedire sistemi di pagamento alternativi alle app nel suo store

Apple ha subito un duro colpo nella sua battaglia legale che la vedeva da oltre un anno opporsi a Epic Games, i creatori del celeberrimo gioco Fortnite.

Il giudice Yvonne Gonzalez-Rogers ha emesso un’ingiunzione permanente che impone a Apple di consentire agli sviluppatori di includere pulsanti o collegamenti nelle loro app che indirizzano gli utenti ad altri “strumenti di acquisto”.

La decisione è arrivata nell’ambito di un processo che ha visto Apple contro lo sviluppatore di Fortnite Epic Games. Epic nel 2020 aveva introdotto un nuovo sistema di pagamento diretto per il suo popolare gioco online, con il quale però aveva aggirato la commissione del 30% che Apple riscuote sugli acquisti in-app.

La mossa aveva spinto Apple a rimuovere Fortnite dall’App Store per violazione delle sue regole. In tutta risposta Epic aveva intentato una causa nello stato della California, sostenendo che Apple stesse imponendo “restrizioni irragionevoli” agli sviluppatori per mantenere “illegittimamente” il monopolio.

Secondo tali regole, gli sviluppatori non possono informare i clienti nelle app sulle opzioni di acquisto che non avvengono tramite il sistema di pagamento di Apple. Ma in quella che il New York Times ha descritto come una “grande battuta d’arresto per Apple“, il giudice ha stabilito che la società di Cupertino d’ora in poi non potrà più impedire agli sviluppatori di includere nelle loro app “pulsanti, collegamenti esterni o altri inviti all’azione che indirizzano i clienti a meccanismi di acquisto diversi da quello di Apple.

Secondo il giudice il processo ha dimostrato che “Apple si muoverebbe con condotte contrarie alla concorrenza ai sensi delle leggi della California”. Ma lo stesso ha anche stabilito che Epic non è riuscita a dimostrare che Apple sia un monopolista illegale, e ha ribadito che “Il successo non è illegale”.

Inoltre, il tribunale ha affermato che Epic dovrà pagare ad Apple il 30 percento delle entrate raccolte attraverso il suo sistema di pagamento alternativo, per aver comunque violato il contratto con Apple.

Apple ha commentato a caldo che la sentenza ha “confermato ciò che abbiamo sempre saputo: l’App Store non viola la legge antitrust”. Ma l’ingiunzione imposta dai giudici della California, che entrerà in vigore fra 90 giorni, quindi nel mese di dicembre, si annuncia pesante per il colosso di Cupertino in termini economici.

Ad esempio, un servizio di streaming di film sarà ora in grado di comunicare con i propri clienti consigliando loro di abbonarsi tramite il proprio sito Web, senza utilizzare il meccanismo di acquisto in-app di Apple e dunque eludendo le commisisoni che – fino a oggi – sarebbero dovute essere pagate a Apple.

Il Ceo di Epic Games, Tim Sweeney, ha affermato che la sentenza “non è una vittoria per gli sviluppatori o i consumatori” e ha promesso che la battaglia continuerà. Epic Games, peraltro, ha mosso una causa per gli stessi motivi anche contro Google e il suo Play Store.

Il sito di streaming musicale Spotify ha dichiarato: “Siamo soddisfatti della decisione che conferna che Apple ha adottato una condotta anticoncorrenziale e del divieto permanente impostole”. La sentenza ha anche rivelato che le app di gioco rappresentano il 70% delle entrate dell’App Store.

La decisione potrebbe essere impugnata da entrambe le parti. Il prezzo delle azioni di Apple è diminuito del 3% in seguito alla decisione.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.