Apple apre una nuova fase della propria storia. Dal 1° settembre 2026, John Ternus è il nuovo CEO dell’azienda, mentre Tim Cook lascia la guida operativa dopo quindici anni e assume il ruolo di Executive Chairman del consiglio di amministrazione. La transizione era stata annunciata da Apple ad aprile e approvata all’unanimità dal Board, come parte di un processo di successione pianificato nel tempo.
È un passaggio simbolico e industriale insieme. Cook aveva preso il posto di Steve Jobs nel 2011 e ha guidato Apple nella fase più lunga e redditizia della sua storia recente, trasformando l’azienda in un ecosistema globale di hardware, servizi, accessori, wearable e piattaforme digitali. Ternus eredita ora una Apple molto diversa da quella del 2011: più grande, più complessa e chiamata a rispondere a nuove sfide, dall’intelligenza artificiale ai dispositivi pieghevoli, fino alla prossima evoluzione dell’hardware personale.
La fine dell’era Cook
Tim Cook era entrato in Apple nel 1998 e nel 2011 era diventato CEO dopo le dimissioni di Steve Jobs per motivi di salute. La sua gestione ha segnato una discontinuità profonda rispetto all’era Jobs: meno centralità del singolo prodotto-evento, più costruzione di una piattaforma integrata e globale.
Sotto Cook, Apple ha rafforzato il proprio modello industriale, ampliato la base installata, sviluppato la divisione Services, reso strategici prodotti come Apple Watch e AirPods e trasformato Apple Silicon in uno dei pilastri più importanti della differenziazione hardware. Secondo le ricostruzioni finanziarie pubblicate in queste ore, durante la sua gestione Apple ha aumentato enormemente capitalizzazione, ricavi e valore per gli azionisti.
Cook non lascia però Apple. Nel nuovo ruolo di Executive Chairman, continuerà a contribuire ad alcuni ambiti dell’azienda, incluse le relazioni con le autorità politiche a livello globale.
John Ternus, un CEO che arriva dall’hardware
La scelta di John Ternus è significativa. Prima della nomina, Ternus era Senior Vice President of Hardware Engineering e guidava i team responsabili dell’ingegneria hardware di iPhone, iPad, Mac, AirPods e altri prodotti Apple. È entrato in Apple nel 2001 nel team Product Design ed è diventato vicepresidente dell’Hardware Engineering nel 2013.
Apple stessa ha sottolineato il suo ruolo nello sviluppo di prodotti centrali come iPad, le più recenti generazioni di iPhone, AirPods e la transizione del Mac verso Apple Silicon. Prima di Apple, Ternus aveva lavorato come ingegnere meccanico presso Virtual Research Systems e si è laureato in Ingegneria Meccanica alla University of Pennsylvania.
La lettura è abbastanza chiara: Apple affida la nuova fase a un profilo fortemente tecnico, cresciuto dentro la cultura hardware dell’azienda. Non è un dettaglio secondario, perché la prossima competizione non si giocherà soltanto sul software o sui servizi, ma sulla capacità di costruire nuovi form factor, nuovi dispositivi e nuove esperienze integrate.
Il primo banco di prova sarà l’evento del 9 settembre
Il primo grande appuntamento dell’era Ternus sarà l’evento Apple del 9 settembre, dove è attesa la nuova generazione iPhone e, secondo diverse anticipazioni, potrebbe arrivare anche il primo iPhone pieghevole. Reuters ha indicato l’evento come la prima grande apparizione pubblica di Ternus nella nuova fase, dopo il passaggio di consegne da Cook.
È un debutto delicato. Da un lato Apple deve gestire l’evoluzione della gamma iPhone tradizionale, ancora centrale per ricavi, margini e percezione del brand. Dall’altro, il possibile ingresso nei foldable rappresenterebbe una delle novità hardware più importanti degli ultimi anni.
Per Ternus, partire da un evento iPhone è quasi inevitabile. Ma proprio per questo il confronto sarà immediato: il mercato cercherà di capire se la nuova guida sarà una prosecuzione dell’era Cook o l’inizio di una fase più marcatamente orientata all’innovazione hardware.
Perché la nomina cambia il messaggio di Apple
La nomina di un manager hardware alla guida di Apple manda un messaggio preciso. Negli ultimi anni l’azienda è stata spesso descritta come una piattaforma di servizi costruita sopra una base installata enorme. È vero, ma solo in parte. Apple resta un’azienda in cui software, servizi e contenuti esistono soprattutto per rafforzare il valore dei dispositivi.
iOS non vive fuori da iPhone. watchOS non vive fuori da Apple Watch. visionOS non ha senso senza Vision Pro. Anche Apple Intelligence, per diventare davvero rilevante, dovrà dimostrare di funzionare dentro prodotti concreti, non solo come promessa software.
In questo senso, Ternus è una scelta coerente. Il futuro di Apple passa ancora dall’hardware: iPhone pieghevole, AirPods con nuove funzioni, smart glasses, dispositivi AI personali, evoluzione di Mac e iPad, nuovi sensori per salute e wearable.
La sfida dell’intelligenza artificiale
La grande domanda riguarda l’AI. Apple è arrivata più lentamente di altri concorrenti nella fase generativa e dovrà dimostrare che il proprio approccio, più integrato e più attento a privacy, device e controllo dell’esperienza, può diventare competitivo.
Il vantaggio potenziale è enorme: una base installata vastissima, integrazione verticale, chip proprietari, controllo del sistema operativo e una relazione molto forte con gli utenti. Ma la pressione è altrettanto forte, perché Google, Microsoft, Meta e altri player stanno investendo in modo aggressivo su servizi, modelli e infrastrutture AI.
Ternus dovrà quindi tenere insieme due anime: la Apple dell’hardware perfettamente progettato e la Apple che deve rendere l’intelligenza artificiale una parte davvero utile dell’esperienza quotidiana.
Un passaggio storico, ma preparato
La successione non arriva come una rottura improvvisa. Apple l’ha presentata come il risultato di una pianificazione di lungo periodo e Cook ha lavorato con Ternus durante l’estate per garantire un passaggio graduale.
È una modalità tipicamente Apple: poche sorprese nella forma, forte controllo del messaggio, continuità istituzionale. Ma il cambio resta storico. Dopo Jobs e Cook, Ternus diventa il terzo grande volto della Apple contemporanea.
Cook ha rappresentato l’era della scala globale, della supply chain, dei servizi e della monetizzazione dell’ecosistema. Ternus dovrà dimostrare di poter aprire una nuova stagione di prodotto.
Apple entra in una nuova fase
Il passaggio da Tim Cook a John Ternus non è solo un cambio di titolo. È il segnale di una Apple che entra in una fase in cui l’hardware torna al centro della narrazione strategica.
Non perché i servizi diventino meno importanti, ma perché la prossima crescita dipenderà dalla capacità di Apple di creare nuovi motivi per acquistare, aggiornare e restare dentro l’ecosistema.
Il primo banco di prova sarà immediato: l’evento iPhone del 9 settembre. Ma la vera partita sarà più lunga. Ternus dovrà guidare Apple nell’era dei dispositivi AI, dei form factor pieghevoli, dei wearable sempre più sanitari, dell’informatica spaziale e di un mercato smartphone più maturo.
Cook lascia una Apple fortissima. Ternus dovrà dimostrare che può renderla di nuovo sorprendente.

