Apple chiude il quarto trimestre fiscale 2026 con ricavi record per 114,5 miliardi di dollari, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare i risultati sono soprattutto gli iPhone, che generano 57,6 miliardi di dollari di fatturato, mentre l’azienda deve affrontare due sfide sempre più importanti: la difficoltà di soddisfare la domanda del nuovo iPhone Duo e l’aumento dei costi delle memorie, che ha già portato a rincari su diversi prodotti.
I risultati, relativi al trimestre concluso il 26 settembre, sono stati presentati il 2 novembre durante la prima conference call guidata da John Ternus, nuovo CEO di Apple dopo Tim Cook. Un passaggio di consegne che coincide con una delle fasi di maggiore rinnovamento dell’offerta dell’azienda, caratterizzata dall’arrivo degli iPhone 18 Pro e del primo smartphone pieghevole della sua storia.
iPhone genera 57,6 miliardi di dollari, ma il Duo non è ancora nei conti
Il business degli smartphone continua a rappresentare la principale fonte di ricavi di Apple. Nel trimestre luglio-settembre, le vendite di iPhone hanno generato 57,6 miliardi di dollari, il 17% in più rispetto ai 49 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Si tratta di fatturato, non di utile netto: quest’ultimo, considerando tutte le attività Apple, ha raggiunto 30,7 miliardi di dollari.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla domanda di iPhone 17 e dall’arrivo dei nuovi iPhone 18 Pro e Pro Max, mentre il debutto commerciale di iPhone Duo è avvenuto successivamente alla chiusura del trimestre e non ha quindi contribuito direttamente ai risultati appena comunicati.
Ternus ha definito il nuovo pieghevole il più importante cambiamento nella storia dell’iPhone dal modello originale, sottolineando la risposta positiva dei primi acquirenti.
Le prenotazioni, aperte prima dell’arrivo nei negozi del 23 ottobre, hanno rapidamente esaurito le disponibilità iniziali, nonostante un prezzo di partenza di 1.999 dollari negli Stati Uniti.
Il problema, ora, è riuscire a consegnarlo.
iPhone Duo, consegne fino a gennaio 2027 e produzione ancora insufficiente
Durante la conference call, Sabih Khan, Chief Operating Officer di Apple, ha confermato che la disponibilità di iPhone Duo rimane inferiore alla domanda.
La produzione sta aumentando progressivamente, ma l’azienda non è ancora in grado di prevedere quando riuscirà a raggiungere un equilibrio tra ordini e capacità produttiva.
Le attese per alcune configurazioni si estendono già fino alla fine di gennaio 2027, un’indicazione delle difficoltà che Apple sta incontrando nella gestione del lancio.
La situazione è particolarmente delicata perché iPhone Duo rappresenta uno dei prodotti più importanti dell’anno, ma il suo debutto è stato accompagnato anche dalle segnalazioni di problemi al display interno e alla cerniera.
Apple ha riconosciuto l’esistenza di difetti su un numero limitato di dispositivi, offrendo la sostituzione delle unità interessate. Non è stato però comunicato se queste criticità abbiano un impatto significativo sui ritmi produttivi.
La forte domanda iniziale costituisce quindi un segnale commerciale incoraggiante, ma non consente ancora di valutare il successo effettivo del dispositivo in termini di volumi venduti.
Crisi delle memorie: Apple ammette che gli aumenti sono inevitabili
Uno dei passaggi più importanti della conference call ha riguardato il prezzo delle memorie, diventato un problema per l’intera industria tecnologica.
John Ternus ha definito senza precedenti l’attuale andamento dei prezzi delle memorie, spiegando che i costi continuano ad aumentare trimestre dopo trimestre e che ulteriori rincari sono attesi anche per il periodo ottobre-dicembre.
La pressione deriva soprattutto dalla crescente domanda di componenti destinati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che sta contribuendo a ridurre la disponibilità di memorie utilizzate anche negli smartphone e nei computer.
Apple ha già reagito intervenendo sui listini. A giugno erano stati aumentati i prezzi di alcuni Mac e iPad, mentre a settembre i rincari hanno interessato diversi iPhone delle generazioni precedenti, tra cui iPhone 16, iPhone 17, iPhone 17e e iPhone Air.
Kevan Parekh, Chief Financial Officer di Apple, ha spiegato che gli aumenti sono stati decisi dopo un’attenta valutazione della redditività dei singoli prodotti e delle conseguenze commerciali nel breve e nel lungo periodo.
La scelta evidenzia quanto la crisi dei componenti stia modificando anche le strategie dei produttori premium, tradizionalmente più attrezzati per assorbire oscillazioni dei costi rispetto ai marchi concentrati sui segmenti economici.
I rimborsi sui dazi hanno sostenuto i margini Apple
C’è un altro elemento che ha contribuito ai risultati finanziari del trimestre: i rimborsi relativi ai dazi doganali statunitensi.
Apple ha registrato un margine lordo del 47,9%, beneficiando per circa un punto percentuale dei rimborsi ottenuti dopo le decisioni giudiziarie che hanno invalidato una parte delle tariffe introdotte dall’amministrazione Trump.
Nel trimestre precedente il contributo era stato ancora maggiore, pari a circa due punti percentuali.
Secondo Parekh, escludendo l’effetto dei rimborsi in entrambi i periodi, il margine lordo sarebbe diminuito di circa un punto percentuale rispetto al trimestre precedente, principalmente a causa dell’aumento del costo delle memorie.
La società ha inoltre precisato di aver già incassato la maggior parte dei rimborsi spettanti. È quindi improbabile che questa voce continui a sostenere i risultati nella stessa misura nei prossimi trimestri.
Per il trimestre natalizio Apple prevede infatti un margine lordo compreso tra il 45% e il 46%, inferiore a quello appena registrato, nonostante le aspettative di un’ulteriore crescita del fatturato.
Il quadro che emerge è particolare: Apple continua a vendere molti iPhone, registra risultati finanziari record e affronta una domanda superiore alla disponibilità per il suo primo pieghevole. Allo stesso tempo, però, nemmeno le dimensioni del gruppo riescono a neutralizzare completamente l’aumento dei costi dei componenti.
Una pressione che potrebbe continuare a riflettersi sui prezzi dei prodotti Apple anche nel 2027.

