ChatGPT vuole competere con iOS e Android: arrivano le app in chat

Durante il DevDay 2025, Sam Altman ha annunciato una delle innovazioni più significative di OpenAI: le app ChatGPT, applicazioni che operano direttamente all’interno della chat. L’obiettivo è chiaro: trasformare ChatGPT in un ecosistema simile a un App Store o Play Store integrato, dove l’utente può richiamare e utilizzare servizi esterni senza uscire dalla conversazione.

Servizi come Spotify, Canva, Expedia o Uber possono ora essere invocati digitando semplicemente il loro nome nella chat. ChatGPT apre un’interfaccia interattiva, permettendo di creare playlist, progettare grafici o prenotare viaggi senza passare da altre applicazioni.

App controllabili con linguaggio naturale

La nuova funzione si basa su comandi diretti: è possibile scrivere “Crea una playlist su Spotify”, “Usa Figma per trasformare questo schizzo in un diagramma” o “Cerca un appartamento su Zillow sotto i 2000 euro”. L’assistente risponde mostrando i risultati e le opzioni in tempo reale, direttamente nella finestra di dialogo.

Tra i partner già disponibili figurano Booking.com, TripAdvisor, TheFork, Peloton, AllTrails, Coursera ed Expedia, mentre Uber, DoorDash e Instacart arriveranno nelle prossime settimane. ChatGPT è anche in grado di suggerire automaticamente le app più pertinenti in base al contesto della conversazione: ad esempio, se si parla di ristoranti, propone TheFork; se si cerca musica, apre Spotify.

Tutto si basa sul Model Context Protocol (MCP), un nuovo standard open source sviluppato da OpenAI che collega i modelli di intelligenza artificiale alle applicazioni esterne, consentendo a sviluppatori di integrare funzioni complesse e interfacce interattive.

Da GPT Store a piattaforma autonoma

OpenAI aveva già tentato una strategia simile nel 2023 con il lancio dei GPT personalizzati e del relativo store, ma l’iniziativa aveva avuto un impatto limitato, restando confinata a usi aziendali. Questa volta, invece, le app vengono inserite direttamente nelle risposte del chatbot, offrendo un’esperienza più fluida e naturale per gli oltre 800 milioni di utenti settimanali di ChatGPT.

Sam Altman ha dichiarato che presto verranno annunciati i dettagli sui meccanismi di monetizzazione. L’azienda ha già introdotto pagamenti diretti all’interno di ChatGPT, che potrebbero diventare la base per le transazioni tra utenti e sviluppatori.

L’iniziativa apre anche una sfida diretta ai giganti della tecnologia: Apple e Google. L’integrazione di app di terze parti in ChatGPT potrebbe aggirare i canali ufficiali di distribuzione, violando di fatto le regole dell’App Store. Apple, che collabora con OpenAI per portare ChatGPT su iOS 26, potrebbe essere costretta a rivedere le proprie politiche.

Nel frattempo, Google potrebbe rispondere integrando il suo modello Gemini direttamente in Android, con accesso nativo alle app di sistema. OpenAI, però, sembra avere un vantaggio: se in futuro lancerà dispositivi propri — come occhiali, speaker o display intelligenti — potrà offrire un ecosistema indipendente da iOS e Android.

L’Apps SDK è già disponibile in anteprima per gli sviluppatori, mentre il rilascio pubblico su larga scala è previsto entro la fine del 2025.

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Andrea P.

Appassionato di tecnologia fin dalla nascita. Sempre in giro con mille gadget in tasca e pronto a non farsi sfuggire le novità del momento per poterle raccontare sui canali di Cellulare Magazine.