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DJI entra nella Entity List americana. Ma continuerà a vendere negli States

Le ultime settimane della Presidenza di Donald Trump sembrano destinate a essere caratterizzate da un’altissima tensione fra gli Usa e la Cina, almeno a livello commerciale.

Trump, e il suo dipartimento del commercio, hanno infatti iscritto nella Entity List, la lista di aziende che non possono intrattenere rapporti commerciali con imprese americane, il produttore cinese di droni SZ DJI Technology Co Ltd, insieme a decine di altre aziende. Il motivo è sempre lo stesso: un grave rischio per la sicurezza nazionale.

I droni di DJI rimangono in vendita negli Usa

Oggi DJI ha affermato che i suoi prodotti rimarranno in vendita negli Usa nonostante il bando americano. “DJI è delusa dalla decisione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti“, ha detto un rappresentante della società in una dichiarazione diffusa tramite e-mail. “I clienti in America possono continuare ad acquistare e utilizzare i prodotti DJI normalmente“.

Le tensioni tra Washington e Pechino sono aumentate negli ultimi tempi, alimentate sia dalla gestione cinese del coronavirus, sia dalla guerra commerciale sui dazi con la conseguente imposizione della legge sulla sicurezza nazionale da parte della Cina a Hong Kong.

In generale, le società iscritte nella Entity List (il caso Huawei insegna) sono tenute a richiedere al Dipartimento del Commercio delle licenze speciali per ricevere forniture da aziende statunitensi. L’inserimento in tale lista non impedisce tuttavia automaticamente a un’azienda di vendere prodotti negli Stati Uniti.

In pasato, il governo degli Stati Uniti aveva già sollevato preoccupazioni riguardo a DJI e altri produttori cinesi di droni. A gennaio, il Dipartimento degli Interni aveva dichiarato che avrebbe “messo a terra” la sua flotta di circa 800 droni di fabbricazione cinese interrompendo ulteriori acquisti di tali modelli. Nel maggio 2019, il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti aveva avvertito le aziende statunitensi dei rischi che sarebbero potuti derivare per i dati aziendali dall’uso di droni di fabbricazione cinese.

Il problema dei chipset

DJI è al momento leader indiscusso del mercato mondiale dei droni, ma il suo futuro sembra ora avvolto nell’incertezza. Se è vero infatti che la tech company afferma che continuerà a vendere i suoi prodotti in tutte le aree geografiche, è altrettanto vero che – proprio come accaduto a Huawei – il problema maggiore causato dal ban americano potrebbe essere quello di approvvigionamento di chipset, necessari per la fabbricazione dei droni.

Fra le aziende cinesi inserite nella Entity List c’è fra l’altro anche la SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corp), leader del mercato domestico nella produzione di chipset. Un portavoce dell’azienda ha dichiatato che la decisione dell’Amministrazione Trump “influenzerà gravemente la ricerca e lo sviluppo dell’azienda e la capacità di produzione di chipset con tecnologie avanzate a 10 nanometri“.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.