Le nuove regole dell’App Store in Europa sembrano aver avvicinato Apple e Commissione europea, ma non convincono tutti. Epic Games, sviluppatore di Fortnite e proprietaria dell’Epic Games Store, ritiene infatti che le modifiche introdotte da Apple continuino a violare il Digital Markets Act.
Il punto dello scontro resta lo stesso: quanto Apple possa ancora controllare, e soprattutto monetizzare, pagamenti alternativi, link esterni e marketplace concorrenti su iOS.
La Commissione accoglie le modifiche di Apple
Secondo quanto riportato dall’Irish Independent, un portavoce della Commissione europea ha accolto positivamente i cambiamenti ai termini commerciali di Apple. Le modifiche arrivano dopo un confronto con Bruxelles seguito alla decisione di non conformità sulle regole di steering e alle osservazioni preliminari sulla distribuzione alternativa delle app.
La Commissione ha apprezzato in particolare l’eliminazione della precedente Core Technology Fee, uno degli elementi più criticati dagli sviluppatori. Apple ha inoltre ampliato i criteri per consentire a più soggetti di gestire app store alternativi su iOS.
Epic: i link esterni devono essere gratuiti
Epic Games, però, interpreta la situazione in modo molto diverso. In un post su X, la società sostiene che il Digital Markets Act obblighi Apple a consentire agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso il web per completare acquisti senza costi aggiuntivi.
Secondo Epic, le nuove condizioni non garantirebbero neppure un uso realmente efficace degli store concorrenti. La critica è diretta: se la Commissione accettasse i nuovi termini e chiudesse le azioni di enforcement, il DMA rischierebbe di diventare privo di effetti concreti per consumatori e sviluppatori.
Il nodo delle commissioni
Il motivo della protesta è chiaro. Anche con le nuove regole, Apple continuerà ad applicare commissioni su alcune transazioni che avvengono fuori dal tradizionale sistema di acquisto in-app.
Epic contesta in particolare le commissioni del 10% o 15% sui pagamenti completati tramite pagine web collegate dall’app, a seconda del modello utilizzato, e la nuova Core Technology Commission del 5% prevista per gli app store alternativi.
Per Apple, queste commissioni servono a remunerare tecnologia, distribuzione, sicurezza e accesso alla piattaforma iOS. Per Epic, invece, rappresentano un modo per mantenere un pedaggio anche su canali che il DMA voleva rendere realmente alternativi.
Epic Games Store già disponibile su iOS in alcuni mercati
Epic ha già lanciato una versione dell’Epic Games Store per iOS nei mercati in cui Apple è obbligata per legge ad aprire la piattaforma a store di terze parti. Al momento questo riguarda l’Unione europea, il Giappone e il Brasile.
La società ha quindi un interesse diretto nella partita: non sta contestando solo un principio regolatorio, ma le condizioni economiche e operative con cui può distribuire giochi e app al di fuori dell’App Store tradizionale.
La battaglia riguarda anche Google
Lo scontro di Epic non si limita ad Apple. La società ha citato in giudizio anche Google, ottenendo modifiche alle regole del Play Store e alla procedura di installazione degli app store di terze parti su Android.
Anche su Android esiste già un Epic Games Store, disponibile per ora come download dal web, con l’obiettivo di arrivare a una distribuzione più semplice attraverso canali alternativi.
Una partita ancora aperta
Le nuove regole App Store europee possono sembrare un compromesso tra Apple e Bruxelles, ma la reazione di Epic dimostra che la questione è tutt’altro che chiusa.
Il cuore del problema è politico e industriale: il DMA vuole aprire le piattaforme digitali dominanti, ma resta da capire quanto i gatekeeper possano continuare a far pagare l’accesso alla propria infrastruttura anche quando sviluppatori e utenti scelgono canali alternativi.
Per Apple, l’ecosistema iOS resta una piattaforma da proteggere e monetizzare. Per Epic, invece, ogni commissione imposta sui percorsi esterni riduce l’efficacia della concorrenza.
Il prossimo passaggio sarà capire se la Commissione europea considererà le nuove condizioni sufficienti oppure se le obiezioni di Epic e di altri sviluppatori porteranno a un nuovo confronto regolatorio. Per ora, la tregua tra Apple e Bruxelles non coincide ancora con la pace tra Apple e chi vuole davvero competere dentro iOS.

